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Pagelle Inter-Lazio 1-1 (4-5 d.c.r)

Scrivere è difficile quando le mani tremano. Tremano per la paura, la rabbia, la felicità, non lo sanno neanche più loro, ma continuano a tremare. Inter-Lazio non è più una partita normale e, ancora una volta, la chiesa è tornata al centro del “te fidi?”.

 

Strakosha 8 – Al primo tiro in porta smanaccia male la palla come al solito e Candreva non si sa come lo grazia. Un portiere che fa impazzire, facendo scorrere tranquillamente davanti ai suoi occhi un cross pericolosissimo di Politano e poi parando un tiro ravvicinatissimo sempre da parte dell’ala dell’Inter. Quei due rigori parati nella lotteria finale però ci hanno fatto magicamente comparire un suo poster sopra al letto. IDOLO ADOLESCENZIALE

Wallace 6,5 – Finché sta in campo gioca una partita attenta, da sottolineare. Il placcaggio finale dimostra che però non è un atleta decente in almeno due sport. Va detto però che quella specie di tentativo di afferrare l’avversario con doppio calcio in faccia annesso fa il suo lavoro. BRUTTO MA EFFICACE

Dal 67′ Bastos 6 – Inzaghi lo chiama per il cambio e lui si rende conto di aver lasciato la maglia a casa. Dopo un iniziale assestamento cresce e, soprattutto nel finale, svetta in tutti i duelli aerei. NON MALOS

Acerbi 8 – Il rigore che tira, di rabbia e a testa bassa, descrive la sua partita. A testate, a spallate, a calci, lui lotta e vince. E buca Handanovic, e mette le mani a coppa dietro le orecchie a sentire gli interisti che assaporano la sconfitta. GIUSTIZIERE

Radu 6,5 – Battaglia come un leone per 120 minuti, quando lamenta problemi fisici Farris gli dice che può continuare e lui ci crede. Si prende il rosso che ognuno di noi si sarebbe voluto prendere. ESPULSO VOLENTIERI

Marusic 6,5 – A furia di sbracciarsi gli sono venuti due trapezi tanti, ma i compagni non lo vedono comunque. Eppure lui mette anche in mostra un paio di spunti niente male davvero. IGNORATO

Milinkovic-Savic 5,5 – Il migliore amico di Abisso, non vede l’ora di rosicare ad ogni decisione dell’arbitro, anche quando palesemente sbraga Asamoah ad un centimetro dall’area di rigore. La sua partita è un crescendo di nervosismo, l’apice lo raggiunge quando dà all’arbitro la scusa per fischiare il rigore a tempo scaduto. Non va bene, specie quando a calcio, in realtà, non gioca per niente male. BRAVINO QUESTO EH

Leiva 9 – Dispensa calci a Gagliardini come se l’interista fosse un manichino da allenamento. Su un contropiede avversario riesce a intercettare un pallone in scivolata di petto, una roba mai vista. Ma quando ci siamo chiesti “E mo chi tira l’ultimo rigore? Marusic? Caicedo? Dabo?” e abbiamo visto lui, in cuor nostro sapevamo che l’epilogo era scontato. Lucas ti amiamo. FREDDEZZA BRASILEIRA

Luis Alberto 6 – Gioca con sacrificio, non si risparmia ma come al solito perde in lucidità vicino la porta e spesso o sbaglia scelta o smorza il tiro. Dà tutto per 100 minuti, poi non ce la fa più ed è costretto ad uscire. SOTTOTONO

Dal 101′ Parolo 6 – Fa il lavoro sporco nei minuti che gli vengono concessi. LA CARICA DEL 101

Lulic 5,5 – Ogni volta che crossa di prima una scuola calcio chiude. Appare stanco già dal finale di primo tempo, ma Durmisi lo fa rimpiangere comunque. MALE NECESSARIO

Dall’80’ Durmisi 6 – E’ l’unico a sbagliare il rigore, poro bello de nonna. Al di là del penalty, cerca di mettersi al servizio della squadra senza strafare e ci riesce. APPREZZABILE

Correa 6 – Nel primo tempo dà l’impressione di poter essere l’uomo chiave della partita, nel secondo si spegne e si smentisce da solo. Forse si deve rassegnare a dare ragione a Inzaghi, d’altronde è l’unico in grado di cambiare ritmo a partita in corso. STAI BUONO IN PANCA

Dall’88’ Caicedo 5 – Come to Besiktas, come to Fenerbahce, come te pare ma vai da qualche parte, Uomo Grosso. Scusa ma quel gol sbagliato a tu per tu con Handanovic ci ha fatti tornare a Crotone. Nel finale guadagna tanti falli importanti, ma Abisso ci tira di nuovo giù a terra. MALEDIZIONE

Immobile 9 – Corre così tanto che si incarta da solo e non riesce a concludere nulla per tutta la partita. Lacrime, sudore, sangue fino a quando quel pallone riesce a farlo entrare nel più insensato dei modi, alla fine del più approssimativo degli scambi con Caicedo. Il rigore semplicemente non poteva essere parato da alcun portiere vivente, perché sì: nel suo piede c’era la forza del karma. MONUMENTALE

Inzaghi 7 – Più incazzato di Zequila quando gli nominano la madre, si fa espellere ma esce quando gli pare. Vince finalmente il confronto con Spalletti mettendo in campo la formazione “spregiudicata”, quella che a gran voce gli si chiedeva. Tutti mister, ma il merito è anche suo. Che quantomeno finalmente ci ha ascoltati. RIPRENDICI PER MANO

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