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Pagelle Genoa-Lazio 1-4

Genoa, partita alle 12.30 di domenica: gli ingredienti per la disfatta clamorosa c’erano tutti.

STRAKOSHA 7 – Questa cosa clamorosa che i tiri degli avversari possono pure essere parati non smetterà mai di sorprenderci. Anche perchè ce ne dimentichiamo subito dopo ogni domenica, evidentemente c’è qualcuno che ci sparaflesha. MAN IN BLACK

LAZZARI 7 – Si diceva che non era adatto a fare il terzino, ma a quanto pare con il Comandante è riuscito a capire che i piedi servono anche ad altro oltre che a correre. Incredibile la sua crescita nella metacampo avversaria, praticamente ora giganteggia ovunque sulla fascia. OMOGENEIZZATO

(Dall’82° HYSAJ s.v. – Non fa in tempo ad aiutare la rimonta del Genoa, Blessin evidentemente doveva inserirlo prima. RITARDATARIO)

PATRIC 10 – Meraviglioso. Dal primo minuto capisce che il Genoa avrà enormi difficoltà nel segnare, e non vuole umiliarli davanti ai loro tifosi senza che abbiano almeno il gol della bandiera. MAGNANIMO

ACERBI 5 – Non l’abbiamo capita, ma evidentemente era una tattica per distrarre il Genoa: fallaccio al limite, loro chiedono il rigore, e zac, segniamo noi. Che stratega. GRAZIATO

MARUSIC 8 – Il più grande calciatore della storia del mondo, ormai la fascia sinistra è sua e guai a chi osa anche solo contrastarlo. ADAMESSI

MILINKOVIC-SAVIC 6 – Sottotono quest’oggi, poche invenzioni geniali, poche cose visionarie, sembrava quasi, e perdonateci per queste parole forti, un giocatore normale. ANONIMO

LEIVA 5.5 – Poca cattiveria, un po’ in calo, un giallo che stranamente lo limita in malvagità. Questo clima pasquale non fa per lui. PROFETA

(Dal 54° CATALDI 6.5 – Entra in campo, dispensa ordine, recupera palloni ma stavolta non segna su punizione. DELUSIONE)

LUIS ALBERTO 6.5 – Fino a due giorni fa aveva 39 di febbre, peste bubbonica, amputazione degli arti, poliomelite e gli avevano strappato la pellicina delle dita, ma incredibilmente il Mago recupera e gioca una solita gran partita fatta di pressing asfissiante, lanci visionari e proteste per ogni singola cosa. SIAMO FATTI COSÍ

(Dal 72° BASIC 6 – Poi qualcuno ci spiegherà perchè Toma, alto all’incirca 5 metri e 43, sui calci d’angolo non vada mai a saltare ma rimanga al limite dell’area. TIMIDONE)

ANDERSON 6.5 – Una sua partita contro il Genoa ce la ricordiamo tuttora a distanza di anni, ed evidentemente se la ricorda anche lui visto l’impegno che ci mette nel rientrare in difesa pressare fare cose crossare. RINATO

IMMOBILE 3 – Tre come i rigori che ha a disposizione per segnare, sono capaci tutti di segnare così. E POI IN NAZIONALE SPARISCE

ZACCAGNI 6 – Facile giocare perfettamente quando sulla tua stessa fascia, a coprirti le spalle c’è un certo Adam Marusic. FORTUNELLO

(Dal 72° PEDRO 6,5 – Richiude la partita subito grazie ad un pressing decisivo che porta al terzo gol di Immobile, e quindi un pallone che il piccolo Mattia potrà usare solo quando viene a trovarlo lo zio Pedro. GENEROSO)

SARRI 7.5 – Era la partita che temiamo di più, da sempre. Soprattutto da quando al Genoa è arrivato Blessin, che stava difendendo così strenuamente la sua penultima posizione. E invece ne esce fuori una Lazio dominante per tutta la partita, che crea, concretizza, segna, controlla, vince con facilità e convince particolarmente. LA STRADA È TRACCIATA

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