Non avremmo mai pensato di dover rimpiangere la notte di Salisburgo. Poi siamo andati a Francoforte.
Proto 5,5 – Deve subire una pioggia di gol e non è neanche colpa sua. Alla fine non ce la fa neanche più ad arrabbiarsi. INERME
Luiz Felipe 5,5 – Finisce giocando da terzino, si fa mettere in mezzo dal fraseggio avversario più volte. Probabilmente, però, uno di quelli con meno responsabilità. MENO PEGGIO
Acerbi 5 – In dieci uomini continua a cercare l’anticipo oltre il centrocampo e prima o poi era inevitabile che bucasse l’intervento. Comportamento inspiegabile. ARREMBA SBILENCO
Wallace 4,5 – Sbaglia anticipi sanguinosi uno dopo l’altro, a fine partita non ha neanche bisogno di scambiarsi la maglia con i giocatori del Francoforte: per lui un posto alla Commerzbank Arena ci sarà sempre. Da avversario. IRRECUPERABILE
Basta 3 – Incommentabile. Sia tecnicamente che per il numero di minuti giocati. Non prende 2 perché è riuscito a non fare autogol. SENZA PAROLE
Parolo 6 – Uno di quelli che non merita dei compagni così. Segna, ma la sua partita sta nel sudore e nel tentativo di dare una parvenza di normalità ad un centrocampo inesistente. STANCO DI TIRARE LA CARRETTA
Leiva 4,5 – Malissimo stasera anche l’unico che di solito strappa la sufficienza persino nelle partite più becere. Sbaglia sia in impostazione che in interdizione, evidentemente era davvero una serata stregata. SFACELO
Dal 76′ Luis Alberto NG – Tenta di muoversi e di suggerire tra le linee, ma chi potrebbe raccogliere certe imbeccate a quel punto? CAMBIO TANTO PER
Milinkovic-Savic 4,5 – Inconsistente, sbaglia ogni singolo passaggio che tenta. Esce per riposare in vista della partita contro la Fiorentina, in cui chiaramente si spera di vederlo seduto in panchina. MOBBASTA
Dal 64′ Berisha 6 – Bello vederlo in campo, lo si stava aspettando. Ma neanche Hulk avrebbe potuto cambiare questa partita. BENVENUTO ALL’INFERNO
Durmisi 6 – Nella serata più assurda della storia recente della Lazio – e ce ne sono state – non poteva mancare un brutto infortunio. Se lo becca ovviamente l’unico in campo nel cui ruolo c’è già un altro infortunato. Tanto per aggiungere cacca alla cacca. GET WELL SOON
Dal 17′ Lulic 5,5 – Prova a portare avanti la manovra quando e come può, ma non è che sia proprio un fulmine di guerra. E adesso non ha più neanche un sostituto. TEMPI CUPI
Correa 5 – Nel momento buio sembrava poter essere l’unica speranza. Poi un giudizio esagerato, per carità, ma se si entra in scivolata da dietro col pallone che è stato scaricato dall’avversario una decina di minuti prima, meglio non stupirsi quando poi ti sventolano il rosso davanti al naso. E soprattutto, meglio non far vedere scenette pietose in cui in maniera infantile ci si rifiuta di dare la mano all’avversario che te la tende. Ah, è stato menzionato il fatto che fossimo già in dieci uomini? BOIA
Immobile 5 – Non si gestisce neanche nella serata più maledetta di sempre. E’ l’unico che in nove pensa di poter fare quel gol, magari sporco, su rigore o chissà come, ma dall’altro lato si spompa ancora di più e tra meno di tre giorni dovrà giocare di nuovo. Per sicurezza, da Francoforte andrà direttamente a piazzarsi in fuorigioco all’Olimpico. A VUOTO
Inzaghi 4 – Siamo arrivati al punto di rottura. I segnali erano stati tanti, ultimo dei quali il derby perso, ma si è scelto di ignorarli. Di vendere le vittorie risicate con le neopromosse come successi da squadra matura e intelligente. Oggi il castello di carte è crollato, tutto in testa al mister che adesso dovrà centrare la titanica impresa di rimettere insieme i pezzi dopo una nottata che non ha nulla da invidiare a Salisburgo. Sarà dura, durissima, perché ora ogni certezza si è sgretolata. Andranno riviste molte cose, andranno dati dei segnali forti. Se prima si poteva essere sicuri che Inzaghi fosse l’uomo giusto per dare una sgrullata alla situazione, adesso anche il più virtuoso ha i suoi dubbi. SI SPERA DI SBAGLIARE
