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Pagelle Crotone – Lazio 2-2

Avete presente quelle volte in cui il traguardo inseguito da una vita è a portata di mano, quasi troppo facile da raggiungere, e già si pensa ai festeggiamenti in una partita resa ormai inutile? Sì? Ecco, allora voi della lazialità non c’avete capito proprio niente.

 

Strakosha 5 – Ultim’ora: pare che guardare il pallone da dentro la porta non sia un gran modo di fare il portiere. SPETTATORE

Wallace 6 – Rientra in campo dopo due mesi nella partita che vale la Champions, ma niente pressioni. Con le gambette tremanti, ma regge. IMPAREREMO A CAMMINARE

de Vrij 7 – C’è chi già lo vede col nerazzurro addosso, ma quell’intervento sulla linea di porta è stato più laziale che mai. Peccato che sia contato poco. -1

Radu 5,5 – Gioca tutto il tempo con la fronte aggrottata. Forse colpa del sole, forse un po’ nervosetto. GUARDA CHE TI VENGONO LE RUGHE

Dal 55′ Caceres 6,5 – Deve andare all’arrembaggio e si sente totalmente a proprio agio nel farlo. CAPITAN JACK CACERES

Basta 6 – Stop perfetto, finta di corpo a mandare al bar il diretto avversario, cross sbilenco in curva. POESIA

Dal 65′ Nani 5,5 – Lo abbiamo desiderato, celebrato, aspettato. Ora organizzeremo la macchinata per riportarlo a Valencia. ARRIVEDERCI

Murgia 6 – Lì dove non arriva la tecnica possono i calcioni. Non aggancia bene un solo pallone, ma lavora tanto e bene. FABBRO

Dal 55′ Patric 6,5 – La sua folta chioma riflette la luce del sole di Crotone, abbagliando chiunque provi a posare lo sguardo sulla sua figura. Il destro a giro provato nel finale meritava di entrare solo per i nostri cuori. SPACCAPARTITA

Leiva 6 – Dovrebbe giocare in punta di piedi a causa della diffida che pende sulla sua testa, ma vuoi mettere con la soddisfazione di prendere a calci qualche crotonese? SEMPRE AL MASSIMO

Milinkovic-Savic 6,5 – Segna un gol che vuol dire poco e vuol dire tanto. Poco perché non ci regala la Champions, tanto perché ci fa sentire ancora vivi. La sua voglia di vincere è la nostra più alta espressione di vita. PORTACI IN ALTO

Lulic 6,5 – “Sul dischetto si è già piazzato Senad Lulic”. Brividi in un primo momento, ma poi il disegno appare più chiaro. Lui che si guadagna il rigore, lui che lo segna, lui che ci porta in Champions. E invece no, siamo la Lazio, tocca soffrire. GUIDACI TU

Felipe Anderson 5,5 – Deve giocare lontanissimo dalla porta, è vero, ma si sveglia praticamente solo per mettere il cross che porta al 2-2. Per il resto gioca un po’ da fermo, un po’ no. Un po’ a pallone, un po’ no. UN PO’ HAI ROTTO, UN PO’ PURE

Caicedo 4,5 – A tu per tu con Cordaz è tentato di riprovare il pallonetto messo in mostra contro il Torino, ma ormai ha imparato che non è quella la strada da seguire: meglio fingere di svenire a tre metri dalla porta. Riesce comunque a sprecare ancora di più. POSSIAMO NON RISCATTARE ANCHE LUI?

Inzaghi 6 – Fa quel che può con quello che la Paideia non gli sottrae. La coppia Caicedo-Anderson dura poco, neanche il tempo del primo appuntamento. Ma gli basterebbe chiederlo, e un qualsiasi tifoso della Lazio si metterebbe in attacco contro l’Inter. INCONDIZIONATAMENTE TUOI

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