Dicono che vincere senza giocare bene sia segno di maturità. Certo, però, una vittoria senza neanche un gol di Ciro ha un sapore un po’ agrodolce.
Strakosha 6,5 – Sicuro su ogni intervento, per batterlo ci vuole un super Lulic. Memorabile lo sguardo riservato a Masina allo scadere, roba da cambiare strada se lo si incrocia. CAZZO GUARDI?
Bastos 6,5 – Contiene con sicurezza quasi tutto quello che passa dalle sue parti. Quando mette il corpo a protezione del pallone, il pallone si sente sicuro e coccolato. BODYGUARD
de Vrij 6,5 – Le azioni pericolose del Bologna nascono principalmente dalle fasce, la maggior parte delle volte ci muoiono pure. Stefan non ha moltissimo da fare e quando è interpellato si fa trovare pronto, può permettersi di impostare con qualche lancio lungo. Nel frattempo, dall’altra parte della Manica, il senso di ragno di Hoedt pizzica. L’OLANDESE IMPOSTANTE
Radu 6 – La febbre sembra averlo un po’ confuso, su un cross di Verdi tira addirittura la maglia a Parolo. Prende a pizze Falletti e rimedia il giallo. Prestazione tignosa comunque, come sempre. NON MOLLARE MAI
Marusic 6 – Prima frazione gagliarda, è anche decisivo nel servire a Milinkovic il pallone con cui il serbo rimedia il calcio di rigore sbagliato da Immobile. Nel secondo tempo la squadra cala parecchio e lui torna ad essere un timidone. PUCCIOSO
Dall’89’ Patric NG – Ricomincia a giocare il suo sport preferito: il rilancio fuori dallo stadio. HOMERUN
Parolo 7 – L’uomo che colpiva di testa i palloni. Sradica di tutto dai piedi dei bolognesi, non gli lascia neanche gli scarpini. Nel finale si mangia un gol sanguinoso, si riscatta con altre sei-sette chiusure nel giro di trenta secondi. CAVEAU
Leiva 6,5 – Va a contrasto con Crisetig su un pallone troppo lungo, in una posizione in cui sembra potersi fare anche male: si fa male Crisetig. GAMBA D’AMIANTO
Milinkovic-Savic 6,5 – Mette dentro un gol semplicemente imbarazzante per la semplicità con cui devia di prima intenzione sul secondo palo, esattamente lì dove Mirante non sarebbe arrivato neanche se l’avesse saputo prima. Poi ricomincia la sua alternanza tra arrosto e fumo. AMORE E OPPIO
Lulic ? – Non si capisce bene con chi voglia giocare stasera, segna un gol intelligente ma mette dentro anche un autogol che ha dell’incredibile. Se la prende con Inzaghi al momento del cambio, un comportamento che non è molto da capitano. INASPETTATO
Dal 64′ Lukaku 5,5 – Si affanna molto, è evidente però che è al rientro, non ancora al top della forma. Si capisce soprattutto perché non sdraia nessuno. MAGNANIMO
Luis Alberto 6,5 – Così visionario che a volte i compagni non riescono a vedere gli spazi che vede lui, rimanendo spiazzati dalle sue idee. Nel primo tempo comunque è un distributore automatico di passaggi filtranti. AVANTI
Dal 63′ Nani 6,5 – Fa partire un contropiede pazzesco, dannato Falletti che lo blocca con un fallo tattico. Ci regala qualche sprazzo di Nanità, noi ce lo godiamo. WAITING FOR THE GOL
Immobile 5 – Sbaglia più di quanto ci si possa aspettare da lui, forse è anche per la mancanza del suo gol che la gara dei biancocelesti diventa più nervosa. Ragazzi cari, una vacanzetta può prendersela anche lui. Finisce in maniera frenetica e anonima. -3 AL FANTA
Inzaghi 6,5 – Primo tempo da 8, secondo tempo insufficiente. Per la prima volta la Lazio molla la tensione e mostra i propri limiti vincendo con sofferenza, bisogna vedere se prenderlo come un campanello d’allarme o una prova di maturità. Da risolvere il battibecco con Lulic, Inzaghi è ancora lì in piedi sul prato del Dall’Ara a fissare male la panchina. KOYAANISQATSI
Lo scambio di sguardi tra Inzaghi e Lulic
