È diventata ormai un’ossessione in casa Lazio, la qualificazione ai gironi di Champions League.
Dalla stagione 2007-2008 i biancocelesti non partecipano alla massima competizione europea. In panchina c’era Delio Rossi, in attacco il tandem Rocchi-Pandev e Patric era il bimbo più bello dell’asilo. Nella notte del 3 ottobre 2007, proprio il macedone dai capelli fluenti come quelli del nostro Gabarròn, rifila una doppietta al Real Madrid nella partita poi terminata 2-2 all’Olimpico.
Dopo quel girone chiuso all’ultimo posto, la Champions League è stata solo accarezzata – nel 2015 – ai preliminari con il Bayer Leverkusen. A seguito dell’1-0 in casa, la Lazio sembra vicina, finalmente, alla fase a gironi della coppa dalle grandi orecchie. Ma nel ritorno arriva la beffa: il 3-0 secco dei tedeschi ci lascia con un cerino in mano.
E tante parolacce.
Sfortuna, mancati investimenti, qualità tecniche o torti arbitrali? Quale di questi motivi può spiegare nel migliore dei modi gli undici anni di assenza dalla Champions? È così importante andare in Champions League? Oppure, è solamente un’ossessione?
Sicuramente, sarebbe più facile intavolare trattative e aiuterebbe a trattenere i nostri top-player. Come ad esempio Wallace, Fortuna perchè te ne vuoi andare? La visibilità che dà questa competizione è elevata, e tutti i calciatori vorrebbero giocarla. Sul piano economico, la società farebbe un gran passo in avanti e Lotito i salti di gioia, dato che gli introiti aumenterebbero in maniera considerevole. Comunque, nella storia recente della Champions League le italiane non sono andate poi così bene, eccezion fatta per la Juventus.
Oltre ai campioni d’Italia infatti, le più presenti sono state Napoli e Roma. I Partenopei, nelle ultime 6 competizioni, hanno conquistato il pass per gli ottavi solamente una volta, era la stagione 2016/2017. La Roma invece, dopo le disavventure degli anni passati (ovvero set tennistici vari con Barcellona, Bayern Monaco, e Manchester United), si è qualificata con una certa continuità alle fasi finali, raggiungendo il miglior piazzamento la scorsa stagione. Gli uomini dell’ormai ex Eusebio Di Francesco, dopo aver compiuto l’impresa nei quarti eliminando il Barcellona, hanno raggiunto una clamorosa semifinale contro il Liverpool. Nella gara di andata ad Anfield però, i Reds chiudono subito la pratica. Il 5-2 in terra inglese ha reso inutile il 4-2 del ritorno.
Un po’ ci spiace.
Per quanto riguarda la Juventus, la UCL ha assunto i contorni di una maledizione. Sono infatti due le finali disputate con Allegri in panchina, entrambe perse, rispettivamente con Barcellona e Real Madrid. Nonostante ciò, grazie ai molti introiti appunto, le tre Italiane appena citate hanno messo a disposizione dei propri allenatori squadre veramente competitive, e forse piano piano riusciranno ad eliminare il gap con le big d’Europa. Ecco perchè per la Lazio sarebbe importante raggiungere questo traguardo, guardare gli altri crescere non ci piace e stona con le nostre ambizioni. Poi vorremmo anche dare a Patric la possibilità di giocare in Champions League, se lo merita.
Mancano poche partite alla fine del campionato, per raggiungere l’obiettivo servirà davvero un’impresa. Le dirette concorrenti corrono e, seppur con una partita in meno, il quarto posto dista 6 punti. É obbligatorio crederci, ma a questo punto la partita di domenica sera a Milano contro l’Inter sarà determinante per i ragazzi di Inzaghi. Per continuare a sperare, non saranno concessi passi falsi.
Di andare al mare ad aprile non abbiamo molta voglia.
Articolo a cura di Jacopo Schiena


