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Non è un Parolo per vecchi

Non guardare me John, io i numeri non li dimentico mai! Ho un metodo infallibile!
E sarebbe?
È basato sugli anni di Parolo! È una bomba, me l’ha insegnato uno di Salerno…oh, dimmi un numero!

Nessuna blasfemia però. Per quanto lo possiamo amare alla follia, non è nostra intenzione paragonare Marco Parolo a Gesù Cristo. Però. Però Marco Parolo lo scorso gennaio ha compiuto 33 anni. Gli anni di Cristo. O di Alessandro Magno, se preferite. E sembra sia iniziato anche per lui quel lento processo di declino dovuto all’età anagrafica: in questo inizio stagione è apparso fuori forma, quasi iniziasse ad accusare il peso di tutti i chilometri percorsi su un campo da calcio. Talmente fuori forma da non essere stato nemmeno convocato per la Nazionale. Ma effettivamente Parolo è diventato vecchio? Perchè il rischio c’è. E si sa, questo non è un paese per vecchi.

Titolare (?) alla Lazio

Da quando è arrivato alla Lazio, nell’ormai lontano luglio del 2014, Marco Parolo è stato uno dei punti fondamentali del centrocampo. E quindi dell’intera squadra laziale. 170 presenze totali e 30 gol in quattro anni per lui. Giocate tutte senza mai risparmiarsi, senza mai tirarsi indietro. Talmente importante da avere pochissime occasioni per poter riposare.

Eppure adesso il suo posto sembra essere insediato più che mai: gli arrivi recenti di Badelj e di Berisha mettono a disposizione del mister Inzaghi due alternative più che valide al centrocampista varesotto. Tanto che rischia addirittura di non essere più titolare. Lui, il vice-capitano. Uno dei pilastri della squadra e dello spogliatoio.

Forse ci stiamo solo preoccupando per niente. Forse anche per Inzaghi Parolo è talmente importante da non poterne fare a meno, quando la posta in gioco diventa altissima. Si è visto nel finale della scorsa stagione, quanto abbia influito la sua assenza. Si è visto anche nelle uscite più recenti, dove è riuscito a ben figurare addirittura in due partitacce come quelle contro Roma e Eintracht Francoforte. E dato che, effettivamente, l’età potrebbe iniziare a farsi sentire, non gli si può continuare a chiedergli di giocare 50 partite all’anno correndo all’incirca millemila km in ognuna di esse. No, forse finalmente anche Marcolino potrà riposare ogni tanto, per poter essere sempre al meglio. Anche perchè non vediamo come si possa rinunciare a lui.

Parolo in Nazionale

Proprio per questo motivo le scelte del ct Mancini per queste due partite tra amichevole e UEFA Nations League ci hanno sorpreso. Niente maglia azzurra per Marco Parolo, così come nella sosta di settembre. Lui che era stato fenomenale per impegno, dedizione, spirito di sacrificio agli scorsi Europei. E si rinuncia a lui così, a cuor leggero. Per carità, da un certo punto di vista meglio così, meglio evitare possibili infortuni, e continuare il lavoro a Formello con la squadra. Però.

Però effettivamente ai prossimi Europei la carta d’identità reciterebbe: anni, 35. Un po’ tantini. E Mancini ha dato l’impressione di voler iniziare a costruire un nuovo gruppo, formato soprattutto da giovani, in vista della prossima rassegna continentale. E pare proprio non possa essere una Nazionale per vecchi. Pare, però. Perchè vedendo la prestazione di Pellegrini e Cristante, contro Polonia e Portogallo, lo stesso nostro dubbio può essere venuto anche ad altri. Altri che non amano alla follia Marcolino, per intenderci. Probabilissimo che qualcuno si sia chiesto ‘Ma perchè non ha portato e fatto giocare Parolo?

Perchè Marco Parolo è fondamentale per qualsiasi squadra in cui gioca. Perchè riesce a garantire equilibrio alla manovra, alla squadra, al gioco. E a quanto pare, in Italia non ne sono rimasti moltissimi di giocatori così. E sembra proprio che, al di fuori di Formello, non sia più un paese per (Parolo) vecchi.

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