Sognando Weah. Questo qui potrebbe essere il titolo perfetto per una nuova pellicola di Bollywood, nonché degno seguito del ben più famoso indo-anglo-americano “Sognando Beckham”. E invece no, perché se vivete sulla terra avrete sicuramente letto del possibile interesse della Lazio per Timothy Weah, figlio del più famoso George. Sì sì, avete capito bene: proprio il Weah ex Milan, mister presidentissimo della Liberia e mister Roberts Noir. Se vi siete persi quest’ultima perla, ve la riproponiamo qui sotto.
Comunque sia, non è di questo che volevamo parlarvi, bensì dell’affaire Lazio-Weah Jr. Affaire che poi è il termine giusto, visto che il ragazzo gioca nel francesissimo PSG. Igli Tare, al netto delle smentite, ha provato ad assicurarsi il classe 2000 in prestito, scontrandosi contro il muro eretto da Thomas Tuchel e dalla dirigenza transalpina. All’ombra della Torre Eiffel, infatti, sono in tanti a credere nel ragazzo, che a 18 anni freschi freschi ha già messo a referto due gol stagionali. Uno, siglato in campionato, ha una dinamica ai limiti del paradossale: siamo al Parco dei Principi, ed il Caen è sotto per 2-0. In un pessimo giropalla sulla linea arretrata, l’estremo difensore Brice Samba fa una roba che potremmo fare anche noi quando ci dimentichiamo a cambiare i tasti di FIFA alla Playstation. La butta semplicemente sui piedi di Tim, che insacca a porta sguarnita. In Supercoppa francese, invece, ha bucato i pali del Monaco dopo esser stato servito dentro l’area.
Tim è uno con le idee chiare, al punto tale da aver già scelto gli Stati Uniti come nazionale di riferimento. Il millennial, d’altronde, è cresciuto anche nelle giovanili dei New York Red Bulls. Comunque sia, pensate che gli USA hanno fatto esordire il ragazzo a 18 anni ed un mese proprio per non rischiare di vederselo soffiare da qualche altra bandiera. Un po’ come ha fatto il Marocco con Hachim Mastour, insomma.
Se guardiamo ai social di Timothy, e facciamo il confronto con quelli di una persona normale tipo me, per dire, il raffronto è impietoso: 266k a 1.700. Stracciato. Però io non gioco nel PSG, ovviamente. Ma ho qualche anno in più di lui. Quisquilie a parte, dando una rapida occhiata ai suoi account possiamo vedere, come è ovvio che sia per un diciottenne, molti cambi di acconciatura in intervalli di tempo brevissimi. Si aggiungono tanti selfie, una marea di foto in allenamento e tante pose stranissime. Poche le foto di famiglia, anche se a colpire è il messaggio d’auguri riservato a Weah sr. nel giorno della festa del papà.
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Hard work and dedication………Working on being consistent 🏃🏾♂️⚽️don’t watch the hand 🙄
Una delle pose stranissime di Timmy – ormai siamo in confidenza -. Qua però anche lui si rende conto della cosa e dice: “Non fate caso alla mano”.
Parliamoci chiaro: se pensavate che questo fosse il classico caso del “figlio di” – niente parolacce eh – privo di talento e senza classe vi sbagliate di grosso. Timothy, infatti, ricorda per molte cose il papà e per molte altre no. Lo scatto, la progressione, l’istinto da rapace sono di famiglia, ma il modo di intendere il calcio è ovviamente quello del secondo decennio degli anni 2000. Ecco perché, al netto del cognome pesante, Timmy a quanto sembra è destinato ad abbracciare un futuro splendente. Che, per una questione di sliding doors, sarebbe anche potuto essere biancoceleste.
