I grandi misteri della vita agitano da sempre le nostre coscienze. Chi siamo? Dove stiamo andando? Dove cavolo è Marchetti? Tutta roba seria insomma, che fa passare in secondo piano perfino la birra al pub con gli amici d’infanzia o la partita di calcetto del giovedì.
Per i laziali poi – noi felici pochi – tutto questo domandare è quasi dilettantismo. Noi siamo abituati alla Paideia. Noi veniamo dalla Paideia. Noi abbiamo visto nascere, crescere e morire (?) i guai muscolari dei Konko, dei Matuzalem, dei Del Nero. Di Mourad Meghni e di tutti i piccoli Zidane di questo mondo infame. Ora è il turno dei brasiliani. Felipe Anderson e Wallace. Fermi ai box da talmente tanto tempo che non ci ricordiamo più nemmeno come sono fatti. Wallace e Felipe Anderson. E nemmeno se sei brasiliano, quando c’è di mezzo la Lazio, hai molto da ridere (Leiva toccati per cortesia).
Si stava meglio quando si stava peggio
Che poi Wallace si chiama pure Fortuna. Oggi la fortuna ha voluto che si fermasse di nuovo in allenamento. Affaticamento al bicipite femorale, esami strumentali, si teme un altro stop etc. Ma come? Proprio ora che doveva tornare in campo? Inzaghi, ingenuo uomo d’altri tempi, pensava di farlo forse giocare a Marassi domenica sera. Pensava che uno che si fa male a settembre poi a dicembre (dicembre!!!) potesse tornare mezzo sano. Se è per questo pensava pure che uno che si fa male a luglio (a luglio!!!) in un’amichevole stupida col Bayer Leverkusen (ci sarà un motivo per cui li chiamano Le Aspirine quelli lì) potesse tornare vivo prima o poi.
I tifosi laziali più ottimisti – ancor più pochi e felici di quelli di cui sopra – sostengono fieri: l’assenza di Felipe Anderson ha fatto esplodere Luis Alberto. Olè. L’assenza di Wallace ha fatto esplodere Bastos ed emergere il giovane Luiz Felipe. Doppio olè.
E se invece ad esplodere fossero state solo le macchine delle ecografie che non riescono più a rilevare quale mistero della vita impedisca a (S)Fortuna e Felipetto di tornare a giocare a calcio? Tornate, dai. Tornate dal Brasile, dal Sottosopra, tornate e basta. La Lazio ha bisogno anche di voi.
