Search

Nesta vs Manchester United: l’arte di saper difendere

Durante il lockdown primaverile gli appassionati di calcio hanno patito una lunga crisi di astinenza che li ha portati ad arrangiarsi con ogni mezzo possibile. Di sicuro, una delle attività più diffuse è stata quella di andare a pescare vecchie partite della propria squadra del cuore da archivi on-line.

Noi tifosi della Lazio, che avevamo lasciato una squadra in piena corsa Scudetto, eravamo al contempo preoccupati per la lunga interruzione e ansiosi di rivedere presto in campo i nostri beniamini.

Sappiamo tutti come è andata a finire poi, ma quella è un’altra storia, brutta e poco interessante.

Personalmente ho riempito il vuoto domenicale pomeridiano rivedendo integralmente le seguenti partite:

  • Lazio vs Borussia Dortmund, Coppa Uefa 1994/95 (1-0)
  • Lazio vs Roma, Serie A 1995/96 (1-0)
  • Lazio vs Milan, Serie A 1996/97 (3-0)
  • Roma vs Lazio, Serie A 1997/98 (1-3)
  • Lazio vs Milan, Serie A 1999/00 (4-4)
  • Lazio vs Roma, Serie A 1999/00 (2-1)
  • Lazio vs Manchester United, Supercoppa Europea 1999/00 (1-0)

Se poco poco condividiamo lo stesso disagio, ora qualcuno di voi si starà chiedendo: perché mai rovinare un quadro così idilliaco con la visione di una partita finita in pareggio?

Ora, a parte la considerazione abbastanza banale relativa alla notevole differenza tra il calcio che si giocava 20/25 anni e quello che si gioca oggi, devo dire che sono due le cose che più mi sono rimaste impresse dopo tutte queste ore dedicate al passato.

La prima è il colore delle maglie della Lazio negli anni ‘90. Bellissimo.

La seconda è la prestazione di Alessandro Nesta contro il Manchester United. Magnifica.

Ve la riproponiamo nei suoi momenti migliori, proprio alle porte di un nuovo lockdown, perché vi vogliamo bene.

Primo tempo

Allo stadio Louis II di Montecarlo la Lazio scende in campo così: Marchegiani; Negro Nesta Mihajlovic Pancaro; Stankovic Veron Almeyda Nedved; Mancini Inzaghi.

In panchina, accanto a Sven Goran Eriksson, siedono: Ballotta, Favalli, Conceiçao, Simeone, Lombardo, Salas e Andersson.

Primissime fasi di studio tra due squadre che si temono e si rispettano. Lazio e Manchester United sono arrivate all’appuntamento di inizio stagione dopo aver vinto, rispettivamente, la Coppa delle Coppe contro il Birmingham (ultima edizione della storia) e la Coppa dei Campioni contro il Bayern Monaco (con una rimonta da infarto negli ultimi minuti di gioco).

Il primo pallone toccato da Nesta è premonitore. IL numero 13 arpiona al volo, in rovesciata, un lob in profondità di David Beckham.

Gary Neville effettua un lancio in diagonale che spiove nella trequarti difesa dai biancocelesti. Nesta legge in anticipo la traiettoria del pallone, si stacca dalla marcatura di Andy Cole e di testa anticipa Sheringham.

In queste prime battute di gioco la partita di Nesta è molto aggressiva, forse anche più del solito. Un suo tentativo di anticipo in scivolata a metà campo su Paul Scholes per poco non gli costa il giallo. Subito dopo, Nesta si incolla alla schiena di Cole e allontana il pallone con il sinistro.

Fino a questo momento è il Manchester a fare la partita, probabilmente avvantaggiato dal fatto di avere già 5 match ufficiali alle spalle, a differenza della Lazio che è invece al suo esordio stagionale. Lo stesso Nesta sembra ancora alla ricerca della misura giusta ai suoi movimenti.

Al 19esimo Jaap Stam rompe il naso a Simone Inzaghi, che è costretto a uscire dal campo. Al suo posto entra il grande escluso della vigilia: Marcelo Salas.

Manchester United pericoloso in contropiede in situazione di momentanea superiorità numerica. Nesta riesce, anche con un po’ di fortuna, a fermare due volte la conduzione verticale di Cole.

I Red Devils provano a sfondare sulla corsia sinistra con Phil Neville. Il terzino inglese esita però col pallone fra i piedi, tanto da spingere Nesta a intervenire con una scivolata precisa e pulita. La prima esibizione del marchio di fabbrica del capitano romano avviene quindi al 25esimo minuto di gioco. Non sarà l’unica.

10 minuti dopo, la Lazio passa in vantaggio. È proprio il subentrato Salas a bucare il goffo portiere olandese del Manchester United, tale Raimond van der Gouw.

Dopo che Nedved ha sfiorato il raddoppio con uno dei suoi proverbiali tiri da fuori, l’inerzia della partita sembra totalmente dalla parte degli uomini di Eriksson.

Subito dopo però, in un ribaltamento di fronte, Beckham scodella in area piccola un pallone liftato che viene allontanato sopra la traversa da un’acrobazia volante di Nesta. Sugli sviluppi del corner è sempre lui a respingere imperiosamente di testa sul primo palo.

Ancora, lettura del gioco e marcatura individuale da vero ministro della difesa.

Il resto del primo tempo del nostro capitano scorre via in modalità “pilota automatico”. Da segnalare un paio di interventi semplici ed efficaci che completano il quadro di una prestazione nel complesso aggressiva, impreziosita da sprazzi di pura eleganza difensiva.

Secondo tempo

I primi minuti della ripresa scorrono via senza particolari sussulti. A spegnere sul nascere i timidi tentativi degli inglesi ci pensa soprattutto Nesta. Qui lo vediamo prima respingere di testa un rinvio del portiere avversario all’altezza del cerchio di centrocampo e, subito dopo, uscire in netto anticipo su Ole Gunnar Solskjaer, non facendo nemmeno annusare la sfera all’attaccante norvegese.

La giocata simbolo di Alessandro Nesta si ripete, in tutto il suo splendore, al minuto 11 del secondo tempo. L’azione dei Red Devils si sviluppa in una zona di campo abbastanza sguarnita sulla nostra fascia destra. Negro, in proiezione avanzata, si fa sorprendere alle spalle da Solskjaer, il quale si allunga il pallone sulla linea del fallo laterale sfruttando i tanti metri davanti a sé. Non ha però fatto i conti con la velocità e il tempismo del capitano della Lazio che corre in diagonale per togliere all’avversario il pallone e la voglia di continuare a giocare.

Un altro lancio lungo dalla difesa del Manchester (incredibile la quantità di lanci lunghi se paragonata al calcio che si gioca oggi). Duello in velocità fra Nesta e Cole. Quest’ultimo viene anticipato, tenuto a distanza e infine aggirato come un passante qualunque. Il telecronista RAI afferma sconsolato: <Niente da fare per Cole>.

Al 19esimo minuto del secondo tempo il fortino eretto in area biancoceleste vacilla a causa di una penetrazione rapida di Solskjaer, abile a incunearsi in mezzo a Veron e Negro prima di calciare a botta sicura a due passi da Marchegiani. Provvidenziale è la scivolata frontale di Nesta, che si butta a peso morto sul pallone e respinge pure questa. Eraldo Pecci dice che Nesta sta giocando una partita <memorabile>.

La traccia del servizio in profondità per Andy Cole è una delle più battute dai campioni di Inghilterra e di Europa in carica. C’è da dire che l’attaccante inglese era in quegli anni uno dei più prolifici e atletici in circolazione. Anche questa volta però, sul passaggio rasoterra di Roy Keane, il capitano laziale annulla il vantaggio posizionale del numero 9 avversario con una bellissima scivolata. Il replay restituisce un senso di appagamento estetico non indifferente.

Al 29esimo minuto della ripresa, nel giro di una decina di secondi, Nesta anticipa nettamente Cole due volte all’altezza della trequarti. Abbastanza incredibile come una squadra forte come il Manchester United non sia riuscito a trovare alternative tattiche degne di nota, visto che in quella serata era ormai palese che servire in quel modo il proprio centravanti fosse del tutto inutile.

E infatti quando Solskjaer prova di nuovo a servire il suo partner d’attacco sulla figura con un lancio di esterno, di nuovo, inesorabilmente, succede che Nesta prende il tempo a Cole e di tacco appoggia la palla ad Almeyda. Ormai è ordinaria amministrazione.

A circa 10 minuti dalla fine Nesta rompe la linea difensiva per intercettare di testa l’ennesimo pallone alzato dagli avversari. Subito dopo scatta con decisione in avanti per accompagnare la controffensiva laziale, ma si ferma a metà campo quando vede che Veron sta guardando in avanti i compagni meglio posizionati. Ancora una volta il capitano dimostra vigoria atletica e lucidità mentale sopra le media.

Il resto della partita passa senza pericoli veri per la porta di Marchegiani. Il match di Nesta è stato all’insegna dell’aggressività e della pulizia negli interventi. Intelligente nel guidare una retroguardia, nella quale i compiti di impostazione sono stati assolti soprattutto da Sinisa Mihajlovic.

La Lazio vince così il suo secondo trofeo internazionale, pochi mesi dopo la Coppa delle Coppe di Birmingham. A essere immortalato con la Supercoppa Europea in mano, nella luminosa notte di Montecarlo, è Alessandro Nesta. Il difensore più forte del mondo.

Write a response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Laziocrazia.eu © Copyright 2018. All rights reserved.
Close