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Nessuno vuole essere Nani

“Come mai sono venuto stasera? Come mai sono venuto alla Lazio? Bella domanda”

Sono probabilmente queste le parole che tormentano Nani dal 31 agosto 2017, giorno in cui si è completato il suo trasferimento in maglia biancoceleste. Da quel giorno il campione portoghese è entrato in un tunnel dove ha ogni tanto intravisto la luce, ma poi non è mai riuscito a uscirne. Era arrivato con ottime premesse e grandi speranze di portare alla Lazio di Inzaghi tanta esperienza europea e il carisma di chi ha giocato partite importanti con squadre importanti, ma presto le uniche cose positive della sua avventura italiana si sono rivelate essere le battute sui sette Nani. Il ritornello “andiamo a lavorare” cantato a squarciagola con il pallone sotto braccio si è trasformato nell’arco di sei mesi nel singolo di Cesare Cremonini “Nessuno vuole essere Nani”.

Ti sei accorta anche tu, che siamo tutti più soli?

Tutti col numero dieci sulla schiena, e poi sbagliamo i rigori (non ce ne voglia Anderson che contro il Milan il rigore l’ha segnato)

Ti sei accorta anche tu, che in questo mondo di eroi

Nessuno vuole essere Nani

In questa Lazio di Milinkovic-Savic, di Immobile, di Felipe Anderson e di Leiva nessuno vuole essere Nani. Perché l’universo si è ribaltato e quello che doveva essere il vero campione è diventato oggi un personaggio secondario e ha lasciato la scena ai nuovi supereroi che si sono presi la Lazio.

È stato un attimo che gli elogi e le lodi per “il centrocampista che ha vinto tutto” si sono fatti da parte per liberare lo spazio a prese in giro e offese nei suoi confronti, e quanti inutili scemi per strada o su Facebook che si credono geni, ma parlano a caso, senza pensare che forse Nani è arrivato in un momento della sua carriera in cui era già appagato e aveva ancora poco da dare al mondo del calcio. Ma allora perché è venuto alla Lazio?

Eppure sembrava che dopo il ritorno dall’infortunio che lo aveva tenuto fermo per i primi mesi di inizio campionato, l’amore con i tifosi potesse veramente sbocciare. Dopo il primo goal in Serie A contro il Benevento, dopo la prima gioia allo Stadio Olimpico due mesi più tardi contro il Chievo Verona e la riconferma contro l’Udinese tutto sembrava andare a gonfie vele e Nani stava tornando a essere un gigante. Finalmente le sue giocate sembravano più fluide, lui stava prendendo sicurezza e dalle gradinate della Nord s’annavano tutti a divertì, Nani, Nani.

 

#AvantiLazio ⚪️🔵🔥⚽️✌️. . #BeneventoLazio #1-5

Un post condiviso da Luís Nani (@luisnani) in data:

Ma come al solito ci prendiamo una cotta per la prima disonesta, complichiamo i rapporti come grandi cruciverba, e tu mi chiedi perché? Perché il tifoso della Lazio è sempre stato passionale e legato a questi giocatori che possono regalare mille emozioni ma, anche, perdersi in un bicchier d’acqua. E allora di nuovo quel tunnel che, con la sua oscurità, gli impedisce di guardare oltre e di giocare con la naturalezza che lo ha caratterizzato per tutta la sua carriera e gli fa perdere il treno biancoceleste; intanto i giorni che passano accanto li vedi partire come treni che non hanno i binari, ma ali di carta. È certo che è proprio strana la vita, ci somiglia, è una sala d’aspetto affollata e di provincia, ma forse Inzaghi non è più disposto ad aspettare Nani, dopo avergli concesso un tempo da titolare nell’ultima sfida contro il Bologna e averlo sostituito allo scadere della prima frazione non sembra essere convinto di poter puntare ancora su di lui e con grande probabilità la Lazio deciderà di non riscattarlo a fine stagione a meno di clamorosi colpi di scena.

Ma può davvero finire in questo modo un amore che si è andato affievolendo invece di esplodere tutto insieme?

C’ho una spina in gola che mi fa male, fa male, fa male

Fammi un’altra domanda

Che non riesco a parlare

E tutti noi siamo rimasti senza parole davanti all’ennesimo mistero del calcio, davanti a quella che al momento è l’ultima occasione per Nani di dare ancora qualcosa al calcio giocato, di tornare a essere l’eroe che tutti volevano e di cui la Lazio aveva e ha bisogno fino al termine della stagione e, chissà, anche nella prossima. Finirà così?

Fammi un’altra domanda

Che non riesco a parlare

 

Come mai sono venuto stasera?

Come mai sono venuto alla Lazio?

Bella domanda

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