Vivo in Inghilterra da un po’ di tempo ormai e di Brexit si sente parlare tutti i giorni.
Se ti fai una chiacchiera con qualsiasi inglese ti diranno tutti che hanno votato per il remain, tipo quando in Italia Berlusconi vinceva le elezioni ma nessuno diceva di averlo votato.
A prescindere da questo, le contrattazioni vanno avanti e si stanno delineando sempre di più gli scenari futuri.
Quali cambiamenti comporterà la Brexit sul pianeta calcio?
Innanzitutto le squadre inglesi dovranno molto probabilmente cedere un mucchio di giocatori stranieri, visto che il 65% dei calciatori della Premier in questo momento viene da fuori il Regno Unito.
Di conseguenza le squadre inglesi faranno sicuramente molto più “mercato interno” poichè se non passasse l’accordo per la libera circolazione dei lavoratori, ai team del Regno Unito potrebbe essere consentito di avere non più di 2 stranieri per squadra.
In più sicuramente le squadre andranno ad investire sul vivaio e sui giocatori nativi d’oltremanica. Ed è qui che nasce il problema.
Molto probabilmente il QPR non ce lo darà indietro.
Se lo terrà.
Sì. Perché fondamentalmente è inglese, è un trequartista che in allenamento fa sempre la differenza, uno di cui tutti i compagni dicono sempre che è un fenomeno (e noi ci crediamo ma non l’abbiamo mai visto, vabbé).
Ma Ravel non tornerà indietro. Il QPR se lo terrà stretto. Tutta quella magia, tutti quei 35 minuti in campo in 2 anni, saranno solo un ricordo, un triste ricordo che noi tifosi avremo di uno che “nelle giovanili era più forte di Pogba”.
Un ballottaggio malinconico è quello che ci vuole. Ci serve un giocatore che stia dietro le punte come lui, o anche dietro la tribuna.
Abbiamo pensato ad alcune candidature.
L’EREDE DI RAVEL.
–FABIO VIGNAROLI. 9 presenze e 0 gol con la casacca biancoceleste, un candidato di prim’ordine. Fabio riesce a sgusciare via sia dai difensori che dai riflettori. Di lui si parla bene anche in Australia.
“E’ il giocatore più forte che abbiamo mai avuto, nonché quello più pagato nella storia del club” Queste le parole del presidente del Newcastle United al suo arrivo. Fabio ha lasciato la terra dei canguri dopo un solo anno ma con un bottino di tutto rispetto (15 presenze in 6 reti) prima di tornare in Italia, in serie C.
Adesso gioca in serie A.
A Malta.
–ALBERTO QUADRI. Alzi la mano chi se lo ricorda. Arrivò alla lazio nel 2006-2007.
C’era però una folta concorrenza per il ruolo di trequartista, Luis Jimenez la faceva da padrone (oh mamma mia) e Stefano Mauri stava per essere spostato in quel ruolo in via definitiva dopo aver iniziato la stagione da ala sinistra.
Albertone, che arrivava dal Pizzighettone, riuscì in una sola presenza a fornire un assist decisivo a Pandev nella vittoria per 5 a 1 contro l’Empoli.
Nulla più.
Oggi fa faville nella Maceratese ma noi vorremmo dargli un’altra opportunità di prendersi la Lazio.
–MOURAD MEGHNI. Non vogliamo scrivere niente su di lui. Saremmo troppo di parte.
48 presenze 0 gol con la Lazio. Non ce la faccio, troppi ricordi (Lazio-Real, Lazio-Werder).
–SIMONE DEL NERO. 22 Presenze e 0 gol con la Lazio per quella che sembra a tutti gli effetti la reincarnazione di Ravel in terra italiana. Non per i numeri, non per i gol o per gli assist, ma per l’abilità di essere il numero uno in allenamento e poi sparire la domenica.
Ricordiamo ancora l’estate in cui uscì un suo video di un ritiro con la Lazio. Instagram, Snapchat, ste cose non esistevano ancora e Facebook la faceva da padrone. Non avevamo come oggi l’opportunità di vedere vita morte e miracoli dei giocatori, dagli allenamenti al prepartita.
Simone faceva una serie pazzesca di palleggi e numeri semplicemente stando seduto sul terreno di gioco. Mi innamorai di lui come ci si innamora di un freestyler in mezzo alla strada. Non ebbe tante chanche ma ebbe tanti infortuni. Oggi gioca nella Carrarese ma saremo ben lieti di riabbracciarlo, finalmente.
Il fenomeno vero è Simone Del Nero.
NIKOLA LAZETIC e EDERSON HONORATO CAMPOS possono accompagnare solo.
Mattia Di Murro
