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MMA: che roba è? Che c’entra con la Lazio?

Avete presente quando fate zapping e, tutto ad un tratto, scoprite una di quelle cose fighissime che vi portano ad appassionarvi della suddetta “cosa”? Ecco. Adesso siamo certi che, a qualcuno di voi, sia capitato di incappare in un evento di MMA nei weekend oziosi e passati sul divano.

Cosa sono le MMA? Semplice: si tratta di uno sport da contatto in cui è possibile affrontarsi con dei guantini da 4 once – quindi decisamente più piccoli rispetto a quelli da boxe, nonché scoperti sulle dita -, utilizzando tecniche di calci, pugni, prese, proiezioni e sottomissioni. Ora, già vi vediamo pronti a chiedervi: “Ma non è che il buon Matuzalem possa aver sbagliato sport?”.

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Il quesito che dovreste porvi, però, è un altro: cosa ci fanno le MMA su Laziocrazia? Grazie per la domanda, ragazzi. Prima di rispondere seriamente, però, date un’occhiata al profilo di Valon Berisha.

Fatto? Ecco, avete già un primissimo spunto di riflessione. Il nostro nuovo acquisto, infatti, è un amante dello sport che, da un paio di mesi a questa parte, vive un rapporto che lo lega molto all’ambiente biancoceleste. Speriamo, nel frattempo, che l’ex centr… attaccant… vabbé, il nostro jolly kosovaro ex Salisburgo non prenda troppo esempio dai suoi beniamini e non cominci a tirare calci volanti e ganci al fegato dei suoi avversari.


Certo, adesso che avrete capito un po’ come funziona vi verrà sicuramente da pensare a come Diego Novaretti avrebbe certamente potuto brillare di più nell’ottagono rispetto ad un campo da calcio, ma il punto è un altro: le MMA, nella capitale, piacciono. Se non ci credete, chiedete a Carlo Pedersoli Jr.

(Sì, Diego Novaretti è ancora in giro per il mondo a dispensare calcio)

Sì, avete capito bene: Carlo Pedersoli Jr, fighter militante in UFC – la promotion più importante al mondo, l’NBA delle MMA -, è ad esempio un tifoso laziale. E non è tutto: nel suo team ci sono tanti altri supporters biancocelesti, come ad esempio coach Riccardo Carfagna. Certo, ci sono anche tifosi rivali a cui si vuol bene lo stesso – vero, Alessio Di Chirico? -, però è evidente come i colori laziali, per congiunzioni astrali, stiano aprendo indirettamente la strada ad un fenomeno criticato dalla platea old scool degli sport da combattimento perché troppo brutale.

Ecco perché è importante, anche agli occhi di chi questo sport non lo conosce, sottolineare l’appartenenza calcistica dei rappresentanti nostrani. Ed è per questo che, se possibile, si gode ancor di più quando i nostri connazionali – qualsiasi sia la loro città d’origine – trionfano nell’ottagono, portando in alto la bandiera tricolore per gli ottagoni di tutto il mondo. Ah, per chi se lo stesse chiedendo: Carlo Pedersoli Jr. è il nipote di Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer. Giusto qualora vi servissero un altro paio di motivi per cominciare a seguire questo sport!

Don’t fuck with Italy 🇮🇹 #CPJr #skyisthelimit #semento #ufc

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Come? Volete qualche altra motivazione? Beh, allora vi basti pensare che Conor McGregor è probabilmente il fighter più famoso – ma non il più forte – della recente storia di questo sport. Se non sapete chi sia McGregor, ci spiace dirvelo, ma probabilmente siete più indietro della DeLorean di “Doc” Emmett Brown in “Ritorno al Futuro 3”.

Se volete invece qualche spunto utile a risvegliare in voi qualche nostalgico ricordo, vi basti pensare a come l’ex campione pesi massimi UFC Randy Coture sia pressoché identico a Cristian Brocchi. Identico, si fa per dire… magari però gli assomiglia lontanamente. Molto, molto lontanamente. E Ciro Immobile? Lui potrebbe essere il gemello partenopeo di Sage Northcutt. No, ok, questa c’è uscita male. Però la chioma bionda c’è.

Guardate che mascella squadrata. Non è proprio uguale a Ciruzzo?

Se poi non foste ancora convinti della bontà delle nostre tesi, chiudiamo dicendo che Carlo Pedersoli Jr. ha la stessa eleganza nell’ottagono del nostro Luis Alberto sul campo da gioco. I due, in comune, hanno quel flow che li porta quasi a danzare su note musicali mute per le orecchie umane, ma così visivamente devastanti da folgorare chiunque si trovi di fronte alle loro performance.

Articolo a cura di Massimiliano Rincione

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