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Il mio nome è Dog, Simon Dog

A Formello, in via Craven Road numero 7 vive Simon Dog, l’indagatore dell’incubo, con il suo fedele assistente Groucho Farris. Chi non crede nei mostri, nei fantasmi, nei licantropi, troverà un po’ ardita la definizione di “indagatore dell’incubo”, ma Simon Dog ha imparato a sue spese che non c’è nulla di più pericoloso di una cosa alla quale non si crede: “Il mio metodo d’indagine è di scartare tutte le ipotesi possibili. Ciò che resta è molto più divertente e guarda caso è il mio mestiere: l’incubo”.

L’ambiente romano sponda Lazio, si sa, ha la capacità di passare dall’euforia alla depressione nell’arco di qualche partita non andata secondo i piani. Ecco infatti che la gara pareggiata in casa contro la Fiorentina ha rimesso in moto, seppur con timidezza, alcuni malumori tra i tifosi ed alcune perplessità circa la competitività della rosa. Mugugni che possono diventare nei casi più estremi dannosi e nocivi prendendo le sembianze di veri e propri mostri da tenere lontano. Meglio risolvere il problema alla base prima che diventi troppo grande, meglio liberarsi subito di questi fantasmi, e chi se non l’indagatore dell’incubo per la riuscita di questa impresa? Tocca a lui. Tocca a Dog, Simon Dog.

Quali sono i fantasmi che minacciano Formello e che Dog dovrà sconfiggere prima che sia troppo tardi?

  • LA VAR

“Essere artefici della propria fortuna… Mi piace! E se non ci riesce possiamo sempre diventarne gli artificieri”

Questa è una delle battute che più piacciono a Groucho ed esprime alla perfezione il caos creatosi in merito all’episodio del rigore assegnato alla Fiorentina dopo la consultazione della Var. Il contatto tra Caicedo e Pezzella è davvero di difficile interpretazione, pare che l’idea che ci si possa fare cambi a seconda dell’angolazione dalla quale si vede il contatto. Forse poteva starci, così come poteva starci il rigore in favore della Lazio nel contrasto di Veretout su Parolo. Vero tutto, ma forse ciò che davvero conta è lavorare sul campo, migliorare sugli errori commessi, perfezionarsi. Ma soprattutto, quello che conta è liberarsi dall’idea che la Var possa inficiare sui risultati delle partite! Quello tra Caicedo e Pezzella è stato un episodio, va archiviato, bisogna andare avanti. Bisogna migliorare, capire come mai la gara non è stata chiusa prima, capire cosa fare per evitare in futuro che una decisione arbitraria possa rendere vana l’intera gara, bisogna… Essere artefici della propria fortuna. Stop. Anzi, tutt’al più, diventarne gli artificieri e neutralizzare ogni evento esterno che si contrapponga tra la Lazio e la vittoria. Simon Dog deve liberare Formello da questo demone prima che sia troppo tardi, deve sconfiggere lo spauracchio della Var e delle decisioni arbitrarie in generale, spostando l’attenzione sul campo e sulle prestazioni.

  • COPERTA TROPPO CORTA?

“Un po’ di medianità ce l’ho anche io. Non proprio un sesto senso, diciamo più un quinto e mezzo.”

Il quinto senso e mezzo è un po’ la chiave che mette l’indagatore dell’incubo in contatto con queste storie che hanno del pazzesco. Il quinto senso e mezzo è l’elemento che fa di Simon Dog il collettore di incubi altrui. Un altro dei fantasmi da distruggere è quello legato alla paura della rosa limitata che non può sostenere tre competizioni. Questo è stato il vero e proprio terrore nel corso del pre campionato, paura poi scemata con i tanti punti guadagnati in campionato e il passaggio ai sedicesimi di Europa League con il primo posto nel girone maturato con due giornate d’anticipo. Signor Dog, dovrai evitare che questo spauracchio torni in auge e che l’ambiente si carichi di scetticismo. Come? Dosando le forze. Come? Con le scelte, quelle giuste. Inzaghi in questi quasi due anni di permanenza sulla panchina biancoceleste ha rivelato di saperci fare con i giocatori, dando una chance a tutti e gestendo il gruppo, ha dato prova di un vero… Quinto senso e mezzo! Un sesto senso sarebbe troppo per chiunque, ma un quinto e mezzo è più che accreditabile per Inzaghi: Strakosha da terzo portiere a titolare indiscusso, Luiz Felipe da azzardo a buon rincalzo, Luis Alberto dal quasi ritiro all’essere oggi l’uomo immagine della Lazio. Senza dimenticare i cambi, anche quelli dettati dal quinto senso e mezzo: Lukaku e Murgia entrati in Supercoppa italiana dicono qualcosa? Il quinto senso e mezzo mette l’indagatore dell’incubo in contatto con entità sovrannaturali, ma in questo caso potrebbe tenerlo lontano: allontanare la paura di una rosa corta, con le scelte giuste, con le giuste intuizioni, con i giusti dosaggi.

 

  • GENERALE PESSIMISMO

“Allora capii che era vero: viviamo solo se qualcun altro crede in noi. Con la morte di Aillen non era scomparso il mondo, ero scomparso io. Dunque, ero passato dalla nullità al nulla. Come vedete, non servono formule ne vernici prodigiose, basta molto meno, o forse molto di più. Basta che se ne vada l’unica persona che ti abbia mai sorriso”

Simon Dog è un romantico, ma un romantico vecchia maniera, in senso classico: il suo è un romanticismo tormentato. Dunque si chiede, che senso ha tutto questo senza nessuno che ci creda veramente? Che senso ha la Lazio se i suoi tifosi non ci credono fino in fondo? Che senso ha scendere in campo senza nessuno che ti guarda, ti incita e ti trasmette tutto il suo calore? Beh, non avrebbe senso. La Lazio morirebbe perché perderebbe l’unica persona che crede in lei: i tifosi. Questo è il terzo mostro da scacciare il prima possibile: il pessimismo. Non sarà di certo qualche partita andata male a rimettere tutto in discussione, bisogna continuare con la stessa armonia di prima, più carichi che mai. Si dice che il bene genera bene, alla stessa stregua, la positività genera positività.

 

Nulla di paranormale dunque, l’indagatore dell’incubo stavolta ha a che fare con tre mostri del tifoso laziale, con tre fantasmi che potrebbero infestare Formello.

 

Groucho Farris: “Invece di perdere tempo con i tuoi amici nevrotici, perché non cerchi di rimediare qualche cliente pagante? Siamo disoccupati da mesi!”

Simon Dog: “Che ci vuoi fare Groucho? Il mondo è talmente pieno di orrori che persino i vampiri ed i mostri se ne stanno nascosti dalla paura…”

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