Ci siamo. Dimenticate gli avvii soft ed il periodo di rodaggio, qua si fa subito sul serio: sabato la Lazio è attesa allo Juventus Stadium per affrontare la squadra di Massimiliano Allegri. Il fato ha voluto che la squadra biancoceleste venisse contrapposta, alle prime due giornate, contro la seconda e la prima della classe, una partenza più spaventosa di un faccia a faccia con Jaap Stam. Ma ormai non c’è tempo per disperare: testa alta, petto in fuori, rimbocchiamoci le maniche e vediamo come uscire indenni dalla tana del leone. Ecco qui, una mini guida per espugnare l’Allianz Stadium e vivere felici.
- Rivedere in loop la gara dello scorso anno
Nella passata stagione la Lazio riuscì nell’eroica impresa: espugnare lo stadio bianconero e portare a casa i tre punti. Una vittoria che diede nuova linfa alle ambizioni della squadra di Inzaghi, cosa che potrebbe avvenire anche quest’anno in caso di nuovo successo. I miracoli, come diceva anche Forrest Gump, succedono tutti i giorni, e chissà se non avremo di nuovo questa fortuna. Inzaghi ci spera ed ha reso noto l’allenamento settimanale: doppie sedute giornaliere in cui la squadra si sottopone alla visione di quella trionfale partita. Strakosha sta già scaldando i guantoni:
2. Alla ricerca dell’equilibrio
Uno dei problemi della Lazio di Inzaghi è, da un anno a questa parte, l’equilibrio. Il punto nevralgico della questione sembra essere la posizione dei quinti di centrocampo che per volere del mister giocano alti, altissimi, altissimissimi. Lo stesso allenatore ha, a più riprese affermato, che con gli esterni più bassi la squadra avrebbe potuto subire qualche gol in meno a discapito però della corposa vena realizativa. Ebbene, forse è il caso che in una gara così complicata si abbia un atteggiamento più prudente. Anche perché, su quelle corsie, sfrecceranno giocatori del calibro di Cuadrado, Douglas Costa, Alex Sandro e Cancelo.
3. Smitthers, libera i Leiva
Beh, questa è facile dai. Lucas Leiva, dopo aver scontato la squalifica contro il Napoli è pronto a riprendersi il centrocampo biancoceleste. Buona notizia per Inzaghi, pessima notizia per Allegri: il mediano brasiliano è pronto a mietere vittime. Le guerre si vincono o con la forza o con l’astuzia, e la Lazio ha già una mezza idea di cosa utilizzare. Smitthers, libera i Leiva:
4. Gabbia su Cristiano Ronaldo
Nono, non ce lo siamo dimenticati: la Juventus ha Cristiano Ronaldo. E già, la Lazio avrà anche questa bella gatta da pelare. Il più forte giocatore del mondo, uno degli attaccanti più prolifici di tutti i tempi, il più volte vincitore del Pallone d’Oro, contro la squadra biancoceleste. Chiaro che, se Inzaghi vuole fare risultato, dovrà prendere le adeguate misure anti Ronaldo. Altrimenti… Beh, meglio non pensarci.
5. Patric, ripeti: “Non devo fare falli in area di rigore”
Sempre nel match della passata stagione, la parata in extremis di Strakosha sul rigore di Dybala ha messo in secondo piano la follia di Patric che, qualche minuto prima, ha letteralmente ucciso Bernardeschi in piena area di rigore. Una leggerezza che stava per costare cara, per fortuna tutto si è poi risolto. Una leggerezza che, se ripetuta, potrebbe veramente costare cara a questo giro. Dunque, per il bellissimo Patric Gabarron oltre alle sedute video del punto 1, sono stati pensati anche una serie di allenamenti per effettuare entrate meno pericolose. Un lavoro di testa. In questi giorni c’è chi lo ha beccato, in solitudine a ripetere con contrazione: “Non devo fare falli in area di rigore…Non devo fare falli in area di rigore…Non devo fare falli in area di rigore…”
6. Basta black out!
Ciro Immobile, nel corso dell’intervallo di Lazio-Napoli, lo ha detto a chiare lettere: “Siamo partiti bene, poi abbiamo avuto i nostri soliti minuti di blackout…” Il riferimento è al gol di Milik subito sul finire della prima frazione. Beh, è chiaro che, allo Juventus Stadium contro una corazzata quale è la squadra di Allegri, contro Cristiano Ronaldo, contro tutto e tutti, questi blackout non sono affatto concessi. Quindi massima attenzione e nervi ben saldi. Cosa restare da fare? Unire questi sei punti, unirci un po’ di sana speranza ed affrontare la gara. Con la fierezza ed il coraggio che non devono mai mancare.
