Vittoria sofferta, meritata, sudata, lottata fino all’ultimo secondo. Inter-Lazio: 0-1.
E’ arrivato il tanto atteso gol di Milinkovic-Savic,che sfata il suo tabù contro le big. Raccoglie un cross al bacio di Luis Alberto e con tutta la potenza che ha in corpo (ne ha tanta), sovrasta Brozovic, e di testa fa 0-1, risultato che poi non cambierà fino al triplice fischio.
Finalmente una prestazione degna di nota del sergente biancoceleste (era ora), che sale a quota 4 gol in campionato, ma questo pesa, e come se pesa. Regala 3 punti fondamentali alla Lazio e lancia la squadra di Inzaghi verso il quarto posto, complici le frenate di Milan, Roma e Inter stessa.
Per raggiungere gli obiettivi, servivano i suoi gol, lo sapeva anche lui, lo sapevano tutti. Scaccia via le polemiche e si riprende la sua Lazio. “Ci voleva tanto sergè?”. Stagione diversa dallo scorso anno, nel quale gli riusciva tutto, sembrava un marziano sceso in terra per insegnare calcio ai più piccoli, sì, i più piccoli, rispetto a lui tutti sono più piccoli. Forza fisica eccessiva, tecnica sopraffina, geniale. Quello visto a San Siro, a parte il gol naturalmente, sembrava il Milinkovic che tanto ci mancava, tanto intelligente da cambiare modo di giocare in base al tipo di gara e alle difficoltà della squadra. Raccoglie palloni sporchi, corre dietro a tutti, fa salire la squadra prendendo qualsiasi cosa scenda dal cielo. Non importa, se dall’alto cade qualcosa, Milinkovic la stoppa con il petto.
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Grande partita, grandissima squadra!! Bravi ragazzi 💪🔵⚪️ #forzalazio 🦅
Mancavano e come i suoi gol, l’ultima rete messa segno risale allo scorso 29 dicembre all’ Olimpico contro il Torino, gara terminata 1-1, tra le moltissime e giustificate polemiche (vabbè, ci siamo abituati). Sassata sotto l’incrocio dopo il vantaggio di Belotti su rigore moooolto dubbio.
E’ scontato dirlo, ma con Milinkovic così la Champions League non sarà piu un’utopia.
Che nessuno si offenda, attenzione, abbiamo bisogno di tutti quanti ovviamente, ma è ovvio anche che il fiore all’occhiello di questa squadra è proprio il serbo. C’è ottimismo, c’è morale, una vittoria così regala positività a tutto quanto l’ambiente, la squadra prende fiducia e consapevolezza dei propri mezzi, cosa che è mancata in alcuni tratti della stagione.
Riprendere questo cammino e guardare sempre avanti, non c’è tempo per le chiacchiere, mercoledì si torna in campo, inizia il tour de force, e “tu sergente sei pronto?”.
Articolo a cura di Jacopo Schiena
