Okay, sappiamo che molti di voi saranno già arrabbiati per via del titolo, anche noi amiamo Sergio e saremmo ben disposti a cambiare il nostro orientamento sessuale se lui ce lo chiedesse, ma, nonostante l’amore per il sergente, ora che l’infortunio lo terrà fuori per circa 20 giorni bisogna affrontare la realtà dei fatti, chiedersi se quest’anno sia stato davvero indispensabile al gioco della Lazio. C’è davvero da strapparsi i capelli per la sua assenza?
È sotto gli occhi di tutti che il centrocampista serbo quest’anno stia riscontrando diverse difficoltà, sia a livello di gioco che in ambito realizzativo.
In effetti, statistiche alla mano, c’è poco da stare tranquilli; l’anno scorso a questo punto Milinkovic aveva realizzato ben 7 reti e 3 assist, un bottino ben più concreto rispetto ai soli 3 gol e il singolo assist concretizzati fin’ora.
Anche se in realtà questo non sembra essere un problema del serbo nello specifico, piuttosto di tutta la squadra biancoceleste.
Basti guardare i gol complessivi, che sono ben 26 in meno rispetto allo scorso anno, in cui la Lazio alla 23esima giornata vantava l’ammontare di 58 gol segnati, contro gli appena 32 di quest’anno.
C’è ora da chiedersi se questo dato dipenda, quindi, da un’involuzione generale del gioco, se semplicemente da un approccio più conservativo o se dipenda piuttosto da un’involuzione dei due giocatori per i quali passavano la maggior parte delle azioni da gol.
Il problema però non sembra essere limitato ai gol e agli assist, anche nel gioco il serbo sembra meno preciso e concentrato. B
Basti pensare al passaggio sbagliato a Napoli, che permette ai partenopei di segnare il gol del doppio vantaggio, o al rigore procurato al minuto 122 contro l’Inter in Coppa Italia, che quasi rischiava di portarci via una qualificazione sacrosanta.
C’è pero da dire, in difesa del buon Sergej, che quest’anno il ruolo in cui viene impiegato è molto più distante dalla porta rispetto alla passata stagione, il lavoro sporco è molto di più e non dimentichiamoci che stiamo parlando di un classe ’95, che in un ruolo cosi delicato nonostante la tecnica sopraffina e il fisico statuario potrebbe soffrire la mancanza d’esperienza.
Ma la vera domanda è: saranno le alternative in grado di colmare il vuoto che lascerà in queste settimane?
Perché insomma, possiamo dire quello che ci pare ma Milinkovic resta un giocatore di livello e se non hai alternative valide poco importa se sta avendo un calo più o meno importante, il Sor Claudio riassumerebbe in “O te magni ‘sta minestra o te butti daa finestra”
L’alternativa più naturale potrebbe essere Berisha, con Parolo spostato sul versante destro.
Il kosovaro però fino ad ora sembra solo un lontano parente di quello visto a Salisburgo, forse ancora troppo grezzo per un campionato come quello italiano, tanta grinta e corsa ma la mancanza di tecnica e di tatticismo per ora sono palesi. Che forse gli serva più tempo o che sia semplicemente un giocatore limitato alla sostanza, rimane il fatto che non sembra essere un’alternativa valida al momento.
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Un’opzione fresca ed interessante, invece, potrebbe essere quella di vedere Romulo mezz’ala.
Un ruolo che conosce bene, e che un giocatore con la sua esperienza potrebbe ben ricoprire. Si andrebbe però a creare un gap sulla fascia destra, dove l’unico interprete dignitoso sarebbe Marusic, il quale però non avrebbe cambi se non il buon Gabarron.
Al quale vogliamo bene con tutto il cuore, ma piuttosto che vederlo titolare preferiremmo portarlo allo stadio con noi tutte le domeniche.
Stesso discorso con Lulic, Durmisi e Lukaku. Quest’ultimo però ancora assente, quindi ipotesi ancor meno fattibile, anche se non impossibile.
L’opzione più probabile e forse la migliore resta LuisAlberto. Lo spagnolo andrebbe a completare il terzetto di centrocampo, insieme a Parolo e Leiva. Problema analogo al precedente, con questo schieramento resteremmo con solo Caicedo in panchina come cambio offensivo. Anche se… pensandoci bene c’è un ragazzino portoghese che sembra pian piano star entrando nei meccanismi e nelle gerarchie.
E se per assurdo l’assenza di Milinkovic diventasse un’opportunità per il giovane Neto?
In sostanza, non c’è dubbio che l’assenza di un giocatore come Milinkovic-Savic si farà sentire, soprattutto in una rosa non troppo profonda come la nostra. Ma le alternative ci sono, e solo il tempo potrà dirci se riusciremo a far fronte al vuoto che il serbo lascerà.
Ai posteri l’ardua sentenza.
Speriamo che Dio ci perdoni per aver messo in dubbio il sergente, dopo questo articolo andremo a fustigarci pubblicamente a Ponte Milvio.
Articolo a cura di Andrea Solazzi
