ANNO 2030
Ragazzi, sto per raccontarvi una storia incredibile. La storia di come Balotelli è venuto alla Lazio.
Era il 2016 e la Lazio di Inzaghi stupiva tutti. Trascinata da un gioco entusiasmante e dai suoi attaccanti Keita Balde Diao e Ciro Immobile, la squadra biancoceleste è riuscita ad ottenere il quinto posto in campionato valevole per l’accesso all’Europa League ed a raggiungere la finale di Coppa Italia, purtroppo persa contro la Juventus.
L’estate seguente è poi stata costellata da tante incertezze: la squadra ha perso un giocatore importante come Lucas Biglia, ma soprattutto Keita, che aveva deciso di accasarsi al Monaco dopo un tira e molla con la società. Non è stato facile trovare un sostituto del giocatore senegalese. Serviva un sostituto, “ma lui dov’è?”
“Fu come nei vecchi film, nei quali il marinaio vede la ragazza in una sala da ballo affollata, si volta verso l’amico e gli dice “la vedi quella? Un giorno io la sposerò!”.
“… E lui era là”: Mario Balotelli, il bad boy come veniva chiamato. Bad boy perché non ne faceva mai una giusta, ha fallito in quasi tutte le squadre in cui è stato per colpa della sua condotta scellerata: dalla maglia gettata a terra in un Inter-Barcellona, alla rissa sfiorata con l’allenatore Roberto Mancini in allenamento, e per finire (la lista sarebbe ancora più lunga) l’incendio procurato nella sua casa di Manchester a causa di alcuni fuochi d’artificio.
“WHY ALWAYS ME?” si chiedeva, ma era inevitabile: con lui si finiva sempre per parlare delle cose che faceva fuori dal campo piuttosto che di quelle fatte in campo. Un vero talento inespresso, ma la colpa era solo la sua! Anche perché le qualità per far parlare di sé esclusivamente per quello che faceva in campo le aveva eccome, gli italiani dovrebbero ricordarlo bene:
Nemmeno l’esperienza al Nizza gli aveva giovato, Mario aveva deciso di trasferirsi in Costa Azzurra per ritrovare smalto e fiducia in un’ambiente più tranquillo ma anche questo tentativo si è rivelato un flop. A pochi mesi dal trasferimento, infatti, una lite con l’allenatore Favre causata dall’esclusione da un match contro il Psg ha causato le furie di Balotelli, che prima si è scagliato contro l’allenatore ai microfoni delle testate francesi e poi non si è presentato alla sessione d’allenamento il martedì seguente. Risultato: fuori rosa fino al termine della stagione. Balotelli pensava che la sua carriera fosse finita lì, se non ha funzionato nemmeno nella tranquilla Nizza non può funzionare da nessuna parte, il suo carattere di fuoco non avrebbe mai trovato un ambiente capace di spegnerlo.
“Ma vedete ragazzi, da qualche parte la fuori c’è un ombrello giallo per tutti, bisogna solo essere pazienti”
E infatti il Bad boy è stata la grande scommessa di Simone Inzaghi, il tecnico biancoceleste ha voluto Mario per plasmarlo e farlo crescere, per renderlo finalmente campione, con addosso la maglia con l’aquila sul petto tutto ciò sarebbe stato possibile. Lo ha individuato come erede del partente Keita, addirittura imponendo il diktat al ds Tare, che stava per concludere l’acquisto di Nani, un giocatore esperto ed importante. Ma Inzaghi voleva solo Balotelli. Forse nessuno ci avrebbe puntato ma Inzaghi ci ha visto qualcosa, qualcosa di grande, qualcosa di importante. Simone se ne era innamorato perdutamente, voleva Mario nel suo attacco, con Immobile e Felipe Anderson avrebbe creato un tridente da sogno! La trattativa, conclusasi negli ultimi due giorni di mercato, è stata abbastanza celere: prestito gratuito con diritto di riscatto fissato a 5 milioni per un Balotelli svalutato e deprezzato dal Nizza, tutto pur di non averlo più sotto contratto. Neanche la concorrenza era agguerrita, nessuno puntava più su Balotelli, ormai chiunque ci aveva perso le speranze. Tutti tranne Inzaghi.
Balo dal canto suo non aspettava altro, la Lazio era la grande squadra nella quale poter tornare alla ribalta sulla scena del calcio nazionale e chissà, magari fare colpo sul ct Ventura e volare ai Mondiali di Russia 2018. Insomma, per Balo “La sfida è accettata”
“C’è una parola in tedesco, lebenslangerschicksalsschatz e la traduzione più vicina sarebbe: il regalo del destino della vita.”
Il lebenslangerschicksalsschatz non si sviluppa con il passare del tempo, è qualcosa che si crea all’istante, una sensazione che ti attraversa impetuosa come il corso di un fiume, che ti riempie e ti svuota allo stesso tempo. Il regalo del destino di una vita sembra essere stata la Lazio per il Bad Boy Mario. Forse l’ha sentita come l’ultima occasione della sua vita, forse perché quando pensi che non troverai più la persona giusta (in questo caso la squadra giusta) ecco che il destino te ne riserva una. Mario si mette al servizio della squadra e del mister, trova un’ambiente disteso, galvanizzato dalla vittoria di Supercoppa italiana contro la Juventus ed ecco che il suo talento finalmente torna in risalto, Inzaghi lo tiene sotto torchio: “qui alla Lazio non sono ammesse balotellate, sei forte, fallo vedere a tutti.” Alcuni problemi fisici ancora non gli hanno permesso un grande minutaggio, ma per il momento Mario è riuscito a non essere protagonista di nessuna Balotellata ed è rimasto paziente ad aspettare il suo momento. Solo due spezzoni in campo: uno contro il Sassuolo e l’altro nella trionfale quanto storica vittoria all’Allianz Stadium contro i campioni d’Italia della Juventus. Ma stava per scattare il momento per la prima da titolare: il giovedì successivo, infatti, ci sarebbe stata la terza giornata del girone di Europa League. Ecco lo scherzo del destino: la gara era Nizza-Lazio.
“Ma questa è la parte divertente del destino, le cose succedono che tu le abbia pianificate oppure no. Voglio dire, non pensavo l’avrei rivista di nuovo, ma in quel momento ero troppo vicino al puzzle per vedere la figura che si stava formando.”
Per alcuni tifosi del Nizza potrebbe essere doloroso quel giovedì vedere Balotelli, forse anche per Balotelli rivedere l’ennesima squadra in cui ha fallito. E’ un po’ come quando vedi la tua ex ragazza con un altro, fa male, ma sai che non potrai farci nulla. Allo stesso modo ormai Mario era a Roma, Inzaghi e la Nord non potevano essere più felici così, come hanno reagito i tifosi del Nizza quel giorno? “Ragazzi, forse credete che si possa solo reprimere la propria rabbia, o gettarla in faccia a qualcun altro, ma c’è una terza possibilità… Potete mettervi l’animo in pace, solo allora sarete davvero liberi di voltare pagina.”
Lo so ragazzi, ora volete sapere come è andato a finire quel famoso Nizza-Lazio che ha scherzato con i sentimenti ed i ricordi di Mario Balotelli, volete che vi racconti per filo e per segno come è andata la partita, ma non è oggi il momento. Questa è un’altra storia, che un giorno vi racconterò.
Per ora posso solo dirvi: “E questo ragazzi, è come Balotelli è venuto alla Lazio. Tutto qua”.
