Patric, tra Icona Pop e Meravigliosamente Patric
Stop. Focalizzate un attimo l’attenzione su qualcosa che non sia la Raggi, il dissesto idrogeologico di Tor di Valle, lo Stadio, le cubature, il cemente, Grillo e Diaconale in radio a La Voce della Nord.
Stop. Focalizzate il vostro pensiero, che noi immaginiamo ardito, arguto, penetrante, sul vostro giocatore preferito. E sì, Patric lo è, è meravigliosamente il vostro giocatore preferito, ma voi ancora non lo sapete.
Per saperlo dovreste avere tutti Instagram, ma non è una fortuna che capita a tutti. Per questo motivo, e solo per questo motivo, vi porteremo in viaggio INSIDE PATRIC. In Gabarron Lala Land.
Cominciamo dall’ultima foto che ha condiviso sul popolare social network di Zuckercoso: in questa foto potete notare due cose:
1) Patric si circonda sempre di personaggi famosi (in questo caso Kondogbia, appena tornato ad essere qualcuno dopo essere stato per tanto tempo qualcun altro)
2) Patric ha un bel tocco di palla. Saranno le serie infinite di palleggi a cui lo costringevano al Barcellona, sarà l’addestramento catalano, il terzino della Lazio ha un tocco di palla elegante, anche tecnicamente poco discutibile (anche se la tecnica di base di Konko è decisamente inarrivabile).
Altra foto altra corsa: anche qui due note a margine. Ennesima conferma che ama circondarsi di personaggi famosi, tipo Mario Mandzukic, e per di più in posizioni poco nobili, tipo Mario Mandzukic che copre il passaggio proprio del buon Patricio. Ecco, ovviamente lui è in conduzione palla, anche qui tecnicamente buona. Lo sguardo è concentrato, volitivo. Insomma, sembra Brad Pitt in Bastardi senza Gloria. Con questa faccia qui
Like a Brad Pitt
Anche nella foto sotto prova a fare la stessa faccia di Brad Pitt, con il risultato di sembrare uno dei 7 Cuccioli da salvare, o uno della Carica dei 101.
Nello specifico, sembra questo cucciolo della Carica dei 101. Immaginatelo mentre grida #Believe
Qui sotto invece una delle sue foto storiche. La vittoria contro l’Atalanta permette alla Lazio di fare fuori o quasi una delle candidate più autorevoli per gioco espresso all’Europa League. Lui festeggia con la canottiera d’ordinanza celeste, un fisico asciutto da lanciatore di coriandoli e una posa da teenager su Snapchat che gli si addice particolarmente.
Ma non sa Loserare Patric. Sa solo esultare.
Sangue blu Patric
Mica vi starete annoiando? Lo sappiamo, avete già il suo santino nel portafogli. Per la precisione potreste avere questa. In questa foto, gentilmente concessa dalla Lazio allo stesso Gabarron.
In questa foto si vede perché Patric è una specie di principe ereditario a Formello, come lo è Baby George per i sangue-blu William e Kate. Notare che prova a strappare la calotta dello scalpo ad Immobile, che ha già una garra non indifferente.
p.s. Immobile alimenta la sua garra a suon di Playstation. Poi dice che fa male.
Qui la garra ce l’ha Patric, e fa grida al MERAVIGLIOSAMENTE PATRIC. Ammesso che sia lui che sradica il pallone alll’avversario, come certifica Keita nei commenti, chiamando Patric “El Rubio”. Un soprannome da film Western, come se fosse un pistolero maledetto, serio, cupo.
Ed El Rubio ci cambia subito l’atmosfera. Ci delizia con un video di MUSICA, deliziosamente LIVE. E non solo: tutto bello, la professionalità, l’umiltà, ma VIVENDO LA VITA, come dice la canzone. Le cose perse, le cose che non sono realmente importanti, cose a cui diamo valore. E invece basterebbe dare valore a Patricio Gabarron.
Qui altro esempio. Ecco una cosa che dovete sempre ricordare: quando si ESULTA, Patric c’è. Quasi che nel gesto più appassionato, aggregante del calcio ci sia sempre la necessità di partecipazione, condivisione.
Questo fa di lui un uomo spogliatoio? Forse fa di lui uno che sa gustarsi il calcio, anche nella sua componente gioiosa. I baci che dispensa Biglia sono certo più carismatici, ma chi non vorrebbe un abbraccio abbraccioso di Patric Gabarron.
Per dire, tra lui e Tommy Paradiso dei The Giornalisti, un abbraccio dopo il gol, e passa la paura del contatto fisico.
Esulta anche qui
E qui
La filosofia di Patric
Sottolinea sempre due concetti: SQUADRA, NON MOLLARE MAI, UNITI. A sentire la sua filosofia, crede realmente che la squadra sia forte solo se rema dalla stessa parte, con buona lena. Una filosofia che delizierebbe ogni allenatore, e sicuramente ha a che fare con la filosofia che respira al Barcellona.
Probabile che questa sia la sua foto più nostalgico-emozionale, quando abbraccia l’altro ex Barcellona B Luis Alberto, un ottocentesco ritratto di trequartista, affascinante, malinconico, e ci dicono incazzato come un criceto senza ruota di questi tempi.
Stiamo per finire, ma le ultime due foto sono particolarmente importanti. Allora, in questa abbiamo solo una didascalia: LIKE A BOSS. Il primo fotogramma racconta uno dei personaggi più carismatici, storici, incredibili e portanti di Formello: Maurizio Manzini.
Patric sembra un pr in crisi prima di una grossa festa con pochi invitati. Manzini sembra il boss delle torte, che ha appena consegnato tutte le torte, e non ha paura di niente, di nessuno, sicuro del suo successo e della sua missione. Con la stessa autorità e carisma di Darth Vader e Boba Fett messi insieme.
L’ultima lo rappresenta del tutto. Con i bambini, in Lazio nelle Scuole. Rispettivamente con Onazi, Braafheid e Candreva. E l’Aquila Olympia. Ecco, di questo meraviglioso quartetto sono rimasti solo il simbolo della Lazio, e Patric. E qualcosa vorrà pur dire.
E per noi vuol dire. MERAVIGLIOSAMENTE PATRIC.


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