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Mauricio in giallorosso: i più bei cartellini rimediati dal Mastino

Mauricio se n’è andato e non ritorna più, il fallo delle 7:30 senza lui. E’ finita una storia d’amore lunga quasi quattro anni e fatta di apparizioni fugaci, esclusioni, reinclusioni e, costantemente, interventi in scivolata da dietro. Mauricio Dos Santos Nascimento risolve il proprio contratto (risolve, non rescinde che è un’altra cosa cari addetti ai lavori, risolve) con la Lazio e lascia tutti un po’ così, tra il sollevato e il malinconico, non si sa neanche bene perché. D’altronde, lo stesso brasiliano ha voluto strappare qualche lacrimuccia andando via, buttando giù parole al miele per il biancoceleste e dimostrando un animo mite che tanto contrasta con la sua indole da fabbro in campo.

 

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Toda despedida é sempre muito difícil. Não é fácil deixar para trás uma história construída com muito amor e dedicação. Assim foi a minha passagem pela Lazio. Encerrei meu ciclo no clube, após quatro anos, na última semana. Uma passagem marcada por Momentos Feliz e Difíceis. Poucos atletas têm o privilégio de vestir a camisa de um gigante do futebol mundial como a Lazio. Poucos. Os que têm essa honra precisam aproveitar ao máximo cada segundo no clube. Sou muito grato a todos do clube por esses anos na Itália. Sou grato, principalmente, ao torcedor, que sempre me deu carinho em todos os encontros com eles. Sentirei muitas saudades de tudo: do país, da torcida e dos funcionários da Lazio. Nunca deixei de honrar essa camisa! Em todos os jogos e treinos procurei dar o meu melhor. Deixo o clube de cabeça erguida e ciente de que tentei fazer o melhor sempre. Estarei na torcida pelo clube de longe! Grande abraço, Maurício 33 ⚽️🇮🇹#Grazie

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Ma Mauricio per la Lazio non è stato tutto baci, carezze e coccole, anzi. Mauricio sul terreno di gioco ha quasi sempre significato violenza, errori grossolani e, qualche volta, partite giocate con l’uomo in meno. Ci sono cartellini rimediati dal brasiliano che è difficile dimenticare, per cui probabilmente è questo il modo più appropriato per celebrarlo nei giorni del suo addio alla Lazio: ricordando le volte in cui si è fatto sventolare in faccia i cartellini più memorabili. Che, per la cronaca, sono 24 gialli e 4 rossi, per un totale di 28 tra ammonizioni ed espulsioni.

Ve la ricordate la capriola triste di Hernanes? Quella roba squallida che in un Lazio-Inter del 2015 ha seguito il pareggio dei nerazzurri firmato dall’ex Lazio su punizione? Ecco, se non fosse stato per Mauricio non l’avremmo mai vista. Dopo l’iniziale 1-0 di Candreva, infatti, una palla sporca e rimbalzella raggiunge Palacio dietro la linea dei difensori, il buon Mauricio alza la gamba alle spalle dell’avversario in uno strano tentativo di recuperare la posizione, trattenendo il non divin codino che cade giù: calcio da punizione dal limite e cartellino rosso per un fallo su quella che Massa giudica chiara occasione da gol. Mauricio è allibito, è la prima volta che in Italia lo mandano sotto la doccia anzitempo. Ma non sarà l’ultima.

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C’è un’altra occasione in cui il buon Mauricio invece di alzare il gomito ha preferito alzare la gamba: Bayer Leverkusen-Lazio, preliminare di Champions che in realtà è stata solo la prima di tutta una serie di notti europee da incubo. Ebbene, dopo essersi già fatto scappare Mehmedi sul gol del 2-0, il Nostro già ammonito testa la voglia di rosso dell’arbitro tuffandosi con il ginocchio alzato su Kießling (leggetevelo da soli) e rimediando una fantastica espulsione per doppio giallo in una partita che già un filo complicata si era fatta. Tra l’altro, record dei record, tra le due ammonizioni sono passate solo otto minuti.

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A proposito di notti europee, Mauricio ha messo la sua personalissima firma anche sull’Europa League. E questa volta il record è anche migliore del precedente: soli 6 minuti dal fischio d’inizio, già invitato dall’arbitro a imboccare il tunnel che porta agli spogliatoi. Esatto, si tratta di Lazio-Rosenborg, partita dei gironi del 2015 che alla fine, fortunatamente, la banda Pioli porterà comunque a casa per 3-1. Ma non grazie a Mauricio che, su un filtrante letto giustamente un secolo prima dal brasiliano, si fa sfuggire il pallone per una rara patologia definita piedi di burro e manda in porta Soderlung. Manda in porta? Neanche per sogno: lo stende con una scivolata da dietro. Il rosso diretto può accompagnare solo.

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Infine, si va a Verona per trovare il quarto ed ultimo cartellino rosso di Mauricio, contro l’Hellas. Azione simile alla ripartenza di Kießling con il Leverkusen ma portata avanti da Wszolek, intervento fotocopia del brasiliano ma con più cattiveria e, come al solito, con un cartellino giallo già sul groppone. Si dispera Mauricio, prende a schiaffi il terreno, ma il finale si sa già: ancora una volta, farà la doccia da solo.

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C’è tempo per una bonus track? Dai, sì, tocca menzionare anche Carpi-Lazio. Nessuna espulsione qui, ma un rigore regalato da Mauricio nella maniera più assurda: mentre contiene Mbakogu che cerca di controllare il pallone in area, infatti, le mani del Nostro si infilano come tentacoli sotto le braccia dell’avversario e palleggiano la sfera. Resta per un attimo basito anche Mbakogu, così basito che fallirà quel calcio di rigore e anche un altro più avanti nello stesso match. Ma comunque, il cartellino giallo a Mauricio anche stavolta non l’ha tolto nessuno.

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