I fatti avvenuti domenica sera contro il Torino sono difficili da mandare giù. Ma la cosa migliore da fare in queste situazioni è probabilmente rimboccarsi le maniche, lavorare e cercare di essere più forti del destino (e del Var, e di Giacomelli e dei gufi e chi più ne ha più ne metta). Guardiamo al presente dunque ed il presente dice che a Bergamo giocheremo contro un’Atalanta in gran forma senza il nostro Ciro Immobile, squalificato per un turno dal giudice sportivo in seguito al bruttissimo ed osceno gesto antisportivo commesso ai danni del povero difensore granata Burdisso… Più o meno è andata così dai. Ma va bene, avevamo detto niente polemiche quindi pensiamo al campo. Come verrà sostituito Immobile per la gara contro l’Atalanta del Papu e compagni? Andiamo a vedere un pratico manuale per cercare di andare in gol anche senza il nostro Ciro. Attenzione però: contiene Brignoli ed altre (im)probabili soluzioni.
SOLUZIONE NUMERO 1 – AMAMI O FACCIO UN CAICEDO
Caicedo rappresenta l’alternativa naturale ad Immobile: d’altronde, in estate è stato acquistato appositamente per indossare le vesti di ricambio per il numero 17 biancoceleste. Le qualità dell’ecuadoriano non hanno convinto fin da subito, anche se nelle ultime settimane sembra essere cresciuto; ovviamente non a livello fisico in quanto già abbastanza grosso da quel punto di vista, bensì a livello mentale ed ambientale come mostrato dal gol decisivo segnato a Marassi contro la Sampdoria lo scorso 3 dicembre. Dunque la prima soluzione potrebbe essere proprio quella di proporre Caicedo dal primo minuto sperando di poter vedere un’altra rete come contro la Samp, magari un gol decisivo, magari sporco, magari non bellissimo proprio come quello, però decisivo. Insomma Felipe, il tifoso laziale te lo grida a gran voce: “Fai gol o faccio un Caicedo!”. L’idea di vederlo nuovamente esultare sobriamente dinanzi alla curva avversaria è già di per sé un ottimo motivo per optare per questa soluzione numero 1:
SOLUZIONE NUMERO 2- “VAI RAGAZZO, OGGI TOCCA (DI NUOVO) A TE”
Ve lo ricordate l’autunno di Simone Palombi? Beh, con l’assenza di Ciro se le cose si dovessero mettere male potrebbe toccare anche a lui cercare di portare la Lazio in gol. La sua prima chance non andò benissimo, in quel noioso Lazio-Spal della prima giornata terminato a reti inviolate, ma una seconda possibilità non si nega a nessuno. E poi Palombi, insieme a Caicedo, è l’unico vero attaccante attualmente a disposizione del mister quindi mai dire mai. Lui lo spera certamente, d’altronde chissà da quanto tempo sogna di sentirsi dire quelle meravigliose parole: “Vai ragazzo, tocca (di nuovo) a te.”
SOLUZIONE NUMERO 3 – LA MILINKOCRAZIA
Vi ricordate invece della Milinkocrazia? Il potere è nei piedi di Milinkovic. E se il suo regime autoritario si estendesse anche all’attacco? A centrocampo è ormai lui a decidere i destini dei calciatori di serie A, è lui a dominare la scena ma a questo punto si potrebbero provare a vedere gli effetti della Milinkocrazia spostata qualche metro in avanti: la prestanza fisica del serbo arricchita dai suoi 191 centimetri si addicono al ruolo di prima punta, il colpo di testa, la capacità di andare in gol, il dominio assoluto, i presupposti ci sono tutti. La soluzione numero due, dunque, prevede un inedito Sergej Milinkovic Savic nel ruolo di attaccante.
SOLUZIONE NUMERO 4 – MAGIC LUIS
La quarta soluzione prevede un altro esperimento: Luis Alberto falso nueve. Anche in questo caso l’ipotesi non sembra così assurda: Guardiola inventando Messi nel ruolo di prima punta ha apportato una piccola rivoluzione nel mondo del calcio, proseguita anche con Fabregas spesso e volentieri attaccante centrale della Nazionale spagnola; o in serie A con Mertens, reinventato da Sarri nel ruolo di primo attaccante. L’assenza di Ciro potrebbe far scoprire qualcosa di nuovo anche nello scacchiere di mister Inzaghi, come un Luis Alberto che agisce da attaccante. E nel vedere lo stato di forma dello spagnolo la cosa non sembra così impossibile: Luis Alberto è in stato di grazia, è probabilmente la sua stagione e anche in questo inedito ruolo potrebbe trovare il bandolo della matassa con una delle sue solite magie, con una magia alla Magic Luis. Già domenica, nella nefasta gara contro il Torino, ha dato prova di saperci parecchio fare negli ultimi 15 metri di campo. Et voilà:
SOLUZIONE NUMERO 5 – LA RABBIA D’INZAGHI
Chi non ha visto la rabbia mista alla delusione di mister Inzaghi dopo Lazio-Torino? Il mister per la prima volta è apparso spaesato, perso, come se non avesse piena coscienza di tutto quello che gli stava accadendo intorno. Per sua stessa ammissione, al termine del primo tempo e quindi dopo l’espulsione di Immobile ed il rigore non concesso, ha detto: “E’ stato l’intervallo più difficile da quando alleno la Lazio perché negare l’evidenza ai miei ragazzi mi sembrava poco corretto…” La soluzione numero 5 prevede che la delusione e l’amarezza del mister si trasformino in rabbia, rabbia agonistica, una rabbia talmente forte da spingere Inzaghi a spogliarsi della giacca e della cravatta, indossare il completino biancoceleste e scendere in campo per guidare l’attacco della sua Lazio. Simone Inzaghi è uno che con i gol ci sa fare d’altronde, con la maglia della Lazio nessuno ha segnato quanto lui nell’ambito delle competizioni europee, sarebbe molto romantico vederlo segnare a Bergamo contro l’Atalanta e compensare lui in prima persona alla brutta assenza di Immobile. Mister, ti ricordi come si fa gol vero?
SOLUZIONE NUMERO 6 – OCCHIO AL VAR(GIC)
Avevamo detto che questo manuale di soluzioni contiene Brignoli, eccolo qua. Nel corso dell’ultimo Benevento-Milan il portiere delle Streghe Alberto Brignoli ci ha insegnato che anche i portieri in situazioni estreme possono fare gol e sembra aver fatto tesoro di questo insegnamento il portiere della Lazio Ivan Vargic. Inutile dire che il portiere croato non ha fin qui convinto, le sue poche apparizioni in campo coincidono spesso con prestazioni non all’altezza e poco convincenti, ma Vargic ha il suo asso nella manica che tirerà fuori all’occasione giusta, ne siamo convinti. Quale? Potrebbe essere un ottimo colpitore di testa ad esempio: vedere il collega Brignoli risolvere la gara contro il Milan per essere poi osannato dai propri tifosi potrebbe aver spinto il buon Ivan a provare i colpi di testa a margine di ogni seduta d’allenamento, con Felipe Anderson nelle vesti di crossatore. Ecco allora l’ultima ipotesi, la più (im)probabile: la gara di Bergamo non si schioda dallo zero a zero, la Lazio senza Immobile non trova la via del gol, ma al minuto 92’ ecco un corner prezioso per sbloccare la gara, Inzaghi richiama Strakosha e manda dentro Vargic per l’occasione della sua vita. Batte Luis Alberto, Vargic si inserisce, chiude gli occhi e si tuffa alla cieca, la palla tocca casualmente la testa del portiere croato ed entra in gol. La Lazio batte l’Atalanta, anche stavolta il Var(gic) è stato determinante.
