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Ma ti ricordi di Baggio e Tare?

Da quando Baggio non gioca più, non è più domenica.

Eh già, aveva ragione Cremonini. Da quando Baggio non gioca più non solo non è più domenica, ma praticamente si gioca tutti gli altri giorni della settimana. E la domenica? Poca roba, due o tre mezze partite alle 15, qualcosa di carino alle 18 e big match (forse) alle 20.30.

Ma come tutti i grandi eroi, i grandi personaggi dei fumetti e i fin dalla mitologia greca, ogni protagonista con gli attributi ha un suo partner. Il partner è fondamentale. Batman e Robin, Tango e Cash, Lotito e Tare. Perché quello che nasce come spalla non solo esalta le qualità del protagonisti, ma ne evidenzia i difetti, curandoli.

Ecco, Tare non è stato proprio il partner di Baggio. O meglio, tecnicamente lo è stato perché facevano tandem in attacco, ma Igli è stato qualcosa di diverso. In un ipotetico film, Baggio è Batman, Pirlo è Robin e Tare? Tare è il fidato maggiordomo, Alfred. Vi sembra restrittivo? Allora provate a immaginare Batman senza maggiordomo. Sarebbe morto nelle puntate degli anni ’70 contro Bruce Lee.

Perché Tare – ieri come oggi – era questo: lavoro nell’ombra, pochi riconoscimenti e tanta qualità. Come attaccante, l’albanese non è stato molto prolifico, ma c’era sempre. Nel leggendario gol contro la Juventus del Divin Codino, Tare era lì. Durante la pazzesca corsa di Mazzone contro l’Atalanta, in nostro DS c’era. E perché tutti in Germania e in patria amano Tare? Perché Tare e forte e stiamo imparando ad amarlo anche noi.

Con la Lazio ha siglato 5 reti e fornito 4 assist e sicuramente lo ricorderemo meglio come dirigente. Ma ne volgiamo parlare della sforbiciata contro l’Ascoli? Pazzesca.

Purtroppo, però, il calcio di Tare e Baggio era molto diverso da quello moderno, anche se sembra che Tare ci si ritrovi alla grande. Maglie larghe, bellissime, con sponsor assurdi su maglie originali. Molte di queste avevano un gran colletto, alzato per i più spavaldi, e gli scarpini colorati erano per pochissimi. Da Marco Simone in poi, sdoganato lo scarpino rosso. Con Ronaldo (il fenomeno), la scarpa spaziale usata in Francia ’98 e nei sogni di ogni bambino nato alla fine del XX secolo.

Questa è poesia.

Con Tare e Baggio da record, il Brescia supera il Perugia.

Quattordici dicembre 2002. Nell’articolo strappalacrime di Repubblica, si racconta di un mitico Brescia dove, per intenderci, giocavano pezzi da novanta come Sereni, Filippini, Stankevicius, Seric, Del Nero,Tare e Correa. Ah no, Correa è ovviamente un altro. Ma adesso si spiega tutto.

Praticamente mezza Lazio del futuro era in quella formazione da record. Il problema è che Igli, potevamo prendere pure Baggio…

Senza dubbio, Baggio è Baggio. Non si discute. Ma Tare è Tare, e di certo c’è poco da discutere.

Ma poi quanto è grosso?!

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