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Ma Strakosha è scarso? 

Thomas Strakosha è sempre tra i più gettonati quando si parla di responsabilità.

Contro la Juve è stato molto criticato sul gol di Cancelo, a Milano è stato l’eroe della serata dai supplementari in poi ma parecchi erano pronti a crocifiggerlo (con buone ragioni) dopo la respinta corta sprecata malamente da Candreva.

Ma Strakosha è un portiere scarso? 

Abbiamo sentito pareri illustri, meno illustri, amici, parenti. Lo abbiamo chiesto a tutti e forse la risposta è semplice: no, Strakosha non è scarso.

Perché? Vi diremo la nostra (e non solo) riguardo al portiere albanese, studiando con attenzione i dettagli e sfaciolando il più possibile, un po’ come fece lui contro la Juventus allo Stadium quando pensò bene di rinviare in faccia ad Higuain e chiudere la serata parando il rigore decisivo.

Ce lo ha detto Ballotta

Qualche giorno fa, abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Marco Ballotta (ecco l’intervista integrale). Portiere estremamente esperto, ha parlato bene del giovane numero uno, spiegando che alcuni degli errori commessi possono essere dettati dalla giovane età: “Strakosha già ha fatto vedere belle cose e ha margini di miglioramento. Ha commesso degli errori ma possono essere considerati di gioventù.” Semplice. Il portiere è come il vino, migliora invecchiando, ma in Thomas si vedono già qualità importanti, tanto che Marco lo vede adatto a porte come quella biancoceleste. Per la cronaca, lo ritiene “imperfetto” nel gol subito contro i bianconeri poche settimane fa. Vedremo che per altri non è così.

Ce lo ha detto Orsi

Ed ecco un’altra voce autoritaria tessere le lodi di Thomas Stakosha. Nando Orsi – ventennale portiere della Lazio che fu – parla dell’albanese come un ottimo prospetto, in perfetto accordo con Ballotta. Disaccordo, invece, c’è analizzando il gol subito contro la Juve: “A mio avviso, contro la Juventus non ha responsabilità, la respinta sul tiro di Dybala (e successivo gol di Cancelo) era comunque laterale e la palla è andata proprio sui piedi di Cancelo.” Secondo Fernando, Strakosha non ha colpe. Difesa del ruolo a spada tratta? O semplicemente il portiere troppo spesso è il capro espiatorio di sconfitte o gol subiti?

Perché tra i pali è un gatto

Diciamolo. Più di una volta, Strakosha ha letteralmente salvato il risultato con parate mostruose, anche da posizione ravvicinata. Ne ricordiamo almeno un paio: sul tiro di Politano durante i supplementari di Inter-Lazio, all’ultimo secondo contro l’Empoli (cena pagata da Wallace) e contro il Milan, dove devia sulla traversa un bel tiro di Calhanoglu. E’ reattivo, agile e soprattutto non lascia passare nessun tiro senza provare la parata. Difficilmente ricordiamo gol dove l’albanese sia rimasto di sasso dopo un tiro. Va sempre in tuffo, anche su tiri impossibili, limitando al minimo il classico commento: “Il portiere manco s’è buttato”.  Banale? No, affatto.

E allora perché tante critiche? Sì, lo abbiamo già detto e ridetto. La colpa alla fine è sempre del portiere (retoricamente), ma se le critiche arrivano, per quanto eccessive, una base ci sarà. Allora analizziamo anche i difetti, gli aspetti da migliorare, di Thomas Strakosha.

Non esce “mai”

Mai e sempre sono due parole che con lo sport vanno poco d’accordo. Però, effettivamente, Strakosha esce poco. Lo dimostrano i gol subiti da molto vicino, le bagarre che si creano in area su palla da fermo e tanti palloni buttati dai difensori su spioventi verticali che potrebbero essere gestiti dall’uscita del portiere. E quale potrebbe essere il problema? Il problema potrebbe essere che Strakosha parli poco. Prima De Vrij, oggi Acerbi, spesso Radu. Vediamo difensori inveire contro il portiere esortando un’uscita o almeno una “chiamata”. La comunicazione nel ruolo del portiere è fondamentale (non solo nelle situazioni di uscita) e Thomas potrebbe essere carente proprio in questo aspetto. Poca comunicazione, poca sicurezza, poche uscite. Il tempo e l’esperienza lo aiuteranno certamente.

Non ha concorrenza 

E’ una responsabilità indiretta ma potrebbe influire sulle sue prestazioni. Portiere giovane, messo in porta quasi per disperazione e poi? Niente “chioccia”, niente fiato sul collo di un portiere pari livello, niente sostituto quando era un po’ acciaccato. L’anno scorso Thomas ha giocato con la schiena a pezzi ed è stato un male per tutti, anche per lui. Ma avere il posto assicurato non è un privilegio per un giovane numero 1, quasi demotivato al miglioramento se non per motivi di carriera, non per tenersi il posto da titolare. Chissà, forse Thomas Strakosha con un Ballotta o un Orsi alle spalle (o davanti) avrebbe avuto molto da imparare. E sicuramente sarebbe uscito di più.

Comunque, Strakosha non è scarso, ce lo teniamo stretto e continuando a crescere potrà essere uno dei migliori del futuro. Anche perché, francamente, ma al posto di Strakosha voi chi prendereste? Chi è veramente meglio di Strakosha in serie A? Pochi. Molto pochi.

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