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Luis Alberto senza ciuffo biondo è scarso?

Luis Alberto. Un giocatore che è arrivato alla Lazio da perfetto sconosciuto, senza aspettative e con l’onere di sostituire la partenza di Candreva. C’è voluta quasi una stagione per iniziare a vederlo all’opera, ma in poco tempo ha convinto tutti. Tecnica sopraffina, velocità di pensiero, brillantezza. Un altro figlio del calcio spagnolo che sposta gli squilibri prima con la mente e poi con la palla.
Quest’anno, per la prima volta nella sua carriera, è un giocatore su cui si fa affidamento. Anzi, su di lui si posano aspettative pesanti: la Lazio ha un disperato bisogno delle sue gesta, come delle mastodontiche doti di Sergej e dei gol di Ciro Immobile.

Sorteggiano i calendari: prima Napoli e poi Juventus, mentre lo spagnolo non si allena. È fermo ai box durante la preparazione ma riesce ad essere in campo per la prima dell’Olimpico. La prestazione non è da lui. Senza se e senza ma. Ok, passiamo alla seconda. Allianz Stadium, c’è anche CR7 pronto ad applaudirlo ma anche qui Luis Alberto conclude poco (anche se appare in crescita). Ma perché? Cosa sta succedendo?

E qui l’ambiente Lazio dà il meglio di sé. I più ragionevoli – Inzaghi compreso – non lo vedono ancora pronto fisicamente, avendo saltato la preparazione, ma senza metter minuti nelle gambe la condizione non arriverebbe mai. Quindi è sceso in campo con la batteria mezza scarica, senza realizzare le magie che conosciamo. Altri no. Vogliono andare a fondo e capire la verità. Sì, perché sembrerà complottista ma Luis senza ciuffo biondo non è lo stesso. È come vedere Mister T con in capelli a caschetto anziché la famosa cresta, è come Bud Spencer magro. Non può essere uguale. Altri, meno buoni, credono che soffra la concorrenza social con Patric. Come dargli torto: Patric è bello, abbronzato, biondo e semplicemente magnifico… chi non soffrirebbe la competizione contro uno stallone del genere?!

Per chi invece ha voglia di polemica, Luis Alberto potrebbe esser rimasto male di una mancata cessione al Siviglia, proprio sul fotofinish del calcio mercato. Ci sono stati un po’ di brusii a riguardo, ma a sistemare le cose è stata proprio una sua uscita sul profilo Facebook.

Cambio di modulo o meno, Luis Alberto resta al centro del progetto Lazio e delle idee di Simone Inzaghi. Durante l’estate, il mister è stato chiaro: prendetevi tutto, ma non il mio Alberto. E come dargli torto. Ennesimo coniglio dal cilindro magico di Tare, impensabile credere che solo pochi mesi fa era disposto a lasciare il calcio. Poi la scintilla, la fiducia, i gol. Il primo a Genoa ad alcuni sembrò un caso, ad altri no. Tra questi c’è il mister, che l’anno successivo lo mette titolare in campo nella Supercoppa. Il resto della storia lo si sa, come si sa anche che questa Lazio dipende troppo dall’umore di quei tre là davanti. La magrezza di pericolosità nelle prime due uscite ne è la conferma. Luis statico, Milinkovic fiacco e quindi Immobile – benché in gran forma – troppo isolato.

In poche parole: waiting for Milinkocrazia, waiting for ciuffobiondo. Forse Luis Alberto dovrebbe tornare davvero dal barbiere. Basta che non sia quello di Siviglia. Perché, in fondo, dipende tutto dal suo taglio di capelli. Almeno secondo i più complottisti.

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