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Lucio Battisti e la Lazio: tu chiamale se vuoi… Emozioni

Esistono persone capaci di cambiare il mondo circostante. Personalità che, senza rendersene conto, hanno scritto la storia. Esistono caratteri che non fanno rumore, perché non hanno la pretesa di imporsi come modello, ma che poi lo diventano perché quello che fanno fa più rumore di tutte quelle parole non dette. Questo è Lucio Battisti: un rivoluzionario della musica, che non sapeva di esserlo. Un anti divo. Un anti eroe. E proprio in quanto tale, non aveva nessuna di quelle mitiche certezze che muovono gli eroi: un carattere schivo, una personalità dura, una voce criticata e bistrattata. “Molto impacciata” oppure “piena di chiodi che gli stridono in gola”, la definiva la stampa dell’epoca. Eppure eccoci qui – oggi che avrebbe compiuto 77 anni – a parlarne e a ricordare uno dei cantanti più grandi della musica italiana. E proprio oggi ci sembra un occasione giusta per ricordarti, proprio oggi ci ritorni in mente:

Mi ritorni in mente
Bella come sei
Forse ancor di più
Mi ritorni in mente
Dolce come mai
Come non sei tu

Lucio Battisti è la dimostrazione che per fare una grande rivoluzione serve tempo, tanto tempo. Ah, non vi azzardate a dare a Lucio del “rivoluzionario”, sicuramente non gradirebbe. Alla luce di tutto questo, non c’è da sorprendersi se è soprattutto a distanza di anni che il suo genio viene apprezzato e decantato. Un esempio pratico, per tornare ad argomenti che più ci appropriano, lo abbiamo visto lo scorso 12 aprile 2015 in un Lazio-Empoli: i biancocelesti s’imposero 4-0 e si proiettavano verso il terzo posto, una cornice colorata da 50 mila laziali in festa per quella meraviglia che era l’allora squadra di Pioli. Ma la meraviglia più grande è arrivata a fine gara, e porta la firma del grande Lucio e dei suoi giardini di marzo:

Che anno è? Che giorno è? 
Questo è il tempo di vivere con te 
le mie mani come vedi non tremano più 
e ho nell’anima 
in fondo all’anima cieli immensi 
e immenso amore 
e poi ancora, ancora amore, amor per te

Ma il legame fra Lucio Battisti e la Lazio parte da molto più lontano: più fonti affermano infatti che l’artista di Poggio Bustone fosse un grande tifoso della Lazio. Mogol, suo storico paroliere e socio ha parlato così della sua fede per la Lazio: “Lui non amava moltissimo il calcio, però la passione per la Lazio ce l’aveva. Era una passione che aveva ereditato dal padre, grande tifoso laziale”.  E proprio il padre, anni addietro: “Mio figlio era un grande tifoso della Lazio, amava andare allo stadio senza farsi riconoscere”. Senza farsi riconoscere, già, nel pieno stile battistiano. Con riservatezza, in silenzio, ma col cuore colmo d’amore. Un amore che dalla Curva Nord si eleva come un canto libero:

Il mio canto libero sei tu
E l’immensità
Si apre intorno a noi
Al di là del limite degli occhi tuoi
Nasce il sentimento
Nasce in mezzo al pianto
E s’innalza altissimo e va

L’arte può rendere immortale un uomo? Probabilmente sì. Essa è una traccia che chi ci abbandona lascia sulla terra come a dire “Io c’ero, non ve lo dimenticate”. A noi non resta che portare l’arte di Lucio Battisti, la musica, nel cuore per provare a colmare la sua assenza. La sua musica ovunque, in tutto il mondo, ovunque giocherà la Lazio, in Italia ed in Europa. Un viaggio che auspichiamo ancora lungo, lunghissimo.

Sì, viaggiare
evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore.

Abbiamo capito che Lucio Battisti fosse tifoso della Lazio. Abbiamo capito che la Lazio ed i suoi tifosi sono legati al cantante, come d’altronde si evince ad ogni fine partita, grazie alle romantiche note dei giardini di marzo. Ma c’è un qualcosa che collega il tutto? C’è un motivo per il quale ci si può mozzare il fiato sia davanti alla Curva Nord che davanti ad un disco di Battisti? Certo che c’è, sono le emozioni, quelle che Lucio ha descritto benissimo nei suoi testi. Quelle che Lucio ha scovato nel biancoceleste e nell’aquila capitolina. Quelle che ogni tifoso può provare davanti alla sua squadra del cuore ed all’ascolto di brani eterni come il seguente, in un mix di… Emozioni:

E stringere le mani per fermare 
qualcosa che 
e’ dentro me 
ma nella mente tua non c’e’ 
Capire tu non puoi 
tu chiamale se vuoi 
emozioni 

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