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Lotito: non ho chiamato Inzaghi dopo il Derby. Io romanista? Vi spiego come è andata

Ancora derby, Inzaghi e Lotito. Ma questa volta i toni non sono quelli del bisticcio estivo, anzi. Come leggiamo su Il Tempo, il numero uno biancoceleste attutisce il colpo post sconfitta:

“A caldo non si fanno mai rimproveri o considerazioni, soltanto a mente fredda. Il derby è stato una parentesi. (…) Riguardo agli errori commessi, sono considerazioni che vanno fatte all’interno della società e non in forma pubblica, sia se ha fatto bene che male, altrimenti significherebbe delegittimare Inzaghi che ha dato un grande contributo al di là che le partite si vincono o si perdono. 

Inoltre, come spesso capita, gli è stato chiesto del mercato. Sopratutto in uscita:

“Milinkovic è rimasto perché avevo fatto una promessa all’allenatore. E sono abiituato a rispettare gli impegni presi”

Si è parlottato anche dello Stadio nell’intervista realizzata durante il focus «Sport, modello e stile di vita», nell’ambito della manifestazione Itaca 2018, svoltasi a Formello.

“Se fosse dipeso da me, l’avrei già fatto. Arrivai per primo, ora fanno tutti i rivoluzionari.”

E di questo, ne siamo certi. Come eravamo certi non fosse romanista:

” Ecco, è un’altra invenzione che nasce da quando ero ancora fidanzato con la mia futura moglie. Mio suocero era proprietario della Roma insieme alla famiglia Sensi. Mi è capitato di andare allo stadio a vedere le partite dei giallorossi con lui, ma poi l’ho convertito sulla via di Damasco e ora tifa Lazio per merito soprattutto di mio figlio. Esultato per un gol della Roma? Mai.”

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