Una storia laziale
E’ un tardo pomeriggio sereno a Villa San Sebastiano. Claudio Lotito e Igli Tare sorseggiano il loro abituale whisky sour delle 7, condividendo segreti e intimità. Il sempreverde Manzini è escluso dall’appuntamento, costretto a rifugiarsi per l’ennesima volta a casa del solito Dusan Basta, il quale utilizza la competizione con il neo-acquisto Marusic come pretesto per rimediare l’ennesima sbronza il giorno prima dell’allenamento.
Ma improvvisamente, tra il vociare dell’inseparabile duo Lotito-Tare, un suono squillante fa la sua comparsa, accolto con entusiasmo dal latinista e dal biondo esteta.
“Sì, pronto, sono Claudio Lotito, chi parla?”
“Goodmorning, Southampton here”
“Aò ma che stai a dì, basta co ste minacce, io me tengo sia la Lazio che la Salernitana. E poi le do a mi figlio, e mi figlio le dà a su figlio, e poi… e poi speramo che non ce ne nasce uno frocio che sennò è un problema”
Igli Tare, accortosi tempestivamente dell’equivoco, spiega all’amico e mentore che a parlare non sono i soliti tifosi inferociti, bensì il commissario tecnico del Southampton, nobile casata di un torneo chiamato Premier League.
“Aò scusate me so’ sbagliato, pure voi chiamate pe’ Keita?”
“Don’t worry Sir, veramente noi avere piace acquistare Wesley Hoedt, your defender”
“Ah Hoedt… ma davero?”
“Yes Sir, please considerare nostra gentile offerta di seventeen millions of euros”
“Ma che stai a giocà, a bello dont col mi aghein”
Il benvoluto presidente della Società Sportiva si volta a quel punto verso il fraterno collega, spiegando come trovasse indecente una offerta del genere.
“A Igli seventin milion m’hanno offerto, con quelli manco ce pago lo stipendio a Guerrieri”
“Ma come seventeen Claudio, ma lo sai cosa vuol dire?”
“E che noo so l’inglese a Igli, seventeen vor di sei ventini, che in totale fa poco più de un milione”
“Ma no Claudio! Seventeen vuol dire diciasette… hai appena rifiutato 17 milioni per Wesley Hoedt!”
Fredde gocce di sudore fanno la loro comparsa sul consistente ventre del gestore, inzuppando la sua vestaglia da casa di una imbarazzante chiazza maleodorante. Lotito si avventa con foga sul telefono, tentando di ricontattare il commissario tecnico del Southampton.
“Hello, Mauricio Pellegrino here”
“Hey Mauricio che good neim che c’hai, se you want anader che ha il tuo stesso neim per caso… vabbè is anader story…ma invece peqquantoriguarda Wesley Hoedt?”
“Mr. Lotito lei non è stato very kind con me before… but noi davvero piacere vostro defender… noi can close also today…”
Uno scambio di sguardi tra la coppia racconta tutta la tensione accumulata. Il gigante albanese prega con i suoi profondi occhi affinché l’offerta venga accettata. Lotito osserva il suo compagno, un ghigno fanciullesco compare sul suo volto. Igli Tare percepisce qualcosa.
“Hey Mr. Pellegrino, famo 40 milions. Last offerta. Pagare moneta vedere Wesley”
La chiamata non fa in tempo a terminare che Igli Tare crolla a terra, svenuto. Lotito si avvicina lentamente verso il compagno, e con lo stesso ghigno e il pollice destro alzato sussurra all’orecchio del biondo direttore:
“Fratellò nte preoccupà, che mo’ richiamano”
Articolo a cura di Giovanni Scala
