Search

Lo spirito del Cholo Simeone

Quando al minuto 9 del primo tempo di Arsenal-Atletico Madrid (semifinale d’andata di Europa League) il terzino degli ospiti Sime Vrsaljko si fa espellere dal campo lasciando i suoi in inferiorità numerica per tutto il resto della partita, solo chi non conosce l’epica dei Colchoneros ha potuto pensare che per gli inglesi fosse tutto in discesa da lì in avanti. Solo chi ha il vezzo di mettere l’estetica prima di tutto può essere così ingenuo da credere di poter avere vita facile contro Diego Pablo Cholo Simeone.

A un certo punto dello scorso giovedì la regia internazionale deve essere impazzita, stretta com’era tra la necessità di concedere la scena a un allenatore (Wenger) al passo d’addio europeo nel suo stadio davanti ai suoi tifosi e la voglia di concentrarsi sullo spettacolo umano dell’altro allenatore (Simeone), che nel frattempo stava divorando l’area d’onore dell’Emirates con la sua proverbiale tensione nervosa. Un leone in gabbia, pareva il tecnico argentino. Mai domo, avanti e indietro, avanti e indietro, chilometri macinati in un paio di metri quadrati. Da quell’inconfondibile completo nero Simeone ha sprigionato talmente tanta energia da farla arrivare fino in campo nel cuore e nei muscoli dei suoi giocatori, che al termine di una partita giocata perennemente in stato d’assedio hanno saputo cogliere l’attimo giusto per pareggiare e ribaltare le sorti della qualificazione.

In quegli occhi sempre carichi, in quel moto di passione perpetua, in quel flusso emotivo che quasi ti sembra di poter toccare con mano, i tifosi della Lazio hanno riconosciuto qualcosa di familiare. Proprio lì, nel box dell’Emirates, i laziali hanno sorriso rivedendo lo spirito del Cholo.

L’UOMO DELLA STORIA

Diego Pablo Simeone ha compiuto oggi 48 anni. Domani sera invece la Lazio sarà impegnata a Torino in una partita importantissima per la corsa Champions. Già, a Torino. Nella stessa città in cui Simeone 18 anni fa impresse a fuoco il suo nome nelle pagine di storia biancocelesti. In quel fantastico romanzo che fu lo Scudetto del 2000 proprio lui rappresentò l’uomo della svolta. Arrivato un po’ in sordina l’estate precedente nell’affare che portò Vieri all’Inter, il centrocampista argentino non era nemmeno un titolare fisso in quella mediana da urlo che sembrava uscita direttamente da un’asta del Fantacalcio. Eppure Simeone continuò a lavorare in silenzio, perché sapeva che prima o poi la mentalità del vincente e la determinazione del campione avrebbero fatto emergere la sua personalità. Ecco, Simeone era uno di quei campioni la cui personalità pesava di più delle indiscutibili doti tecniche.

🎂🎈 #HappyBDay to Diego Pablo @simeone: ‘El Cholo’ turns 4️⃣8️⃣ today!

Un post condiviso da S.S. Lazio (@official_sslazio) in data:

In silenzio, fino a quando arrivò il suo momento. Quando il Simeone giocatore si rivelò completamente nell’esplosione caratteriale che sconfisse ogni paura, ogni avversario, facendo capire a un ambiente ancora fragile che nulla era già perduto e che tutto, ancora, era possibile. Nel periodo decisivo della stagione fu Diego Pablo Simeone, più di ogni altro, a trascinare la Lazio a suon di gol verso la rimonta tricolore.

 

via GIPHY

Per questo gol. Per il tuo carattere indomabile. Per l’attaccamento alla maglia che hai sempre dimostrato. Per il tuo stile aggressivo, ma mai arrogante. Per le tue vittorie. Per le tue esultanze. Per la tua voglia unica di non arrendersi mai. Per la tua leadership. Per come hai saputo incarnare la lazialità. Per tutto questo la Curva Nord ancora intona il tuo coro a distanza di anni. Per tutto questo la gente laziale ancora ti rende omaggio. E allora auguri Choloche il tuo spirito possa essere con noi fino alla fine.

Write a response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Laziocrazia.eu © Copyright 2018. All rights reserved.
Close