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L’identikit del perfetto uomo derby

Appuntamento da segnare in rosso sul calendario. Era da luglio che si aspettava (o quasi) solo questa partita. Perchè il settimo turno di Serie A prevede, come anticipo del sabato alle 15, un Roma-Lazio. Una partita tranquilla. Che vale solo tre punti in classifica, come tutte le altre. Eppure che serve a stabilire la supremazia cittadina, in attesa della sfida di ritorno. Non c’è nemmeno bisogno di spiegare il perchè il derby non è, e non potrà mai essere, una partita come tutte le altre.

E proprio perchè non è una partita ordinaria, allora servono giocatori non ordinari. Meglio ancora, servirebbe un perfetto uomo derby. Un calciatore che racchiuda in sè tutte le caratteristiche necessarie per trionfare nella stracittadina. Cosa dovremmo cercare in un giocatore?

La lazialità di Cristian Ledesma

Nove stagioni con l’aquila sul petto. Nel bene e nel male. Nella buona e nella cattiva sorte. In salute e in malattia. Cristian Ledesma ha donato alla Lazio quasi tutta la sua carriera. Nonostante mille difficoltà, nonostante un momento brutto quando sembrava dovesse finire tutto malissimo. Ledesma era stato accantonato, messo in disparte. E poi, gli era stato chiesto di ritornare per salvarla, quella Lazio che non lo voleva più. Senza una parola, senza una lamentela, Cristian è tornato. Ha fatto quello che doveva fare. E non se n’è più andato. Prima di Leiva, prima ancora di Biglia, davanti alla difesa c’era spazio solo per Cristian Daniel Ledesma. Che decideva anche i derby così:

La generosità di Valon Behrami

Nel calcio non bastano solo i grandi campioni. Certo, possono dare una grossissima mano, tutti li vorrebbero nella propria squadra, tutti (o quasi) i bambini li idolatrano. Ma una squadra di calcio non va molto lontano senza i gregari. Quelli che fanno fatica. Quelli che corrono dal primo all’ultimo minuto senza risparmiarsi. Perchè sono loro che garantiscono le vittorie. Perchè in alcuni casi devi crederci veramente fino all’ultimo respiro, fino all’ultima possibilità. Senza mollare mai. Per tutta la partita non ti tiri indietro, e puoi avere l’opportunità di entrare nel cuore di tutti anche al 92′. Proprio come Valon Behrami.

Perchè il calcio alla fine è una questione di testa e cuore.

La classe di Miro Klose

Però i grandi campioni servono eccome. Non sono indispensabili, ma servono. Eccome se servono. Perchè con le loro giocate ti risolvono le partite dal nulla. Grazie alla loro classe. E un giocatore come Miro Klose di classe ne aveva di infinita, sotto tutti i punti di vista. Tanto da decidere un derby come solo lui era in grado di fare:

Il senso tattico di Stefano Mauri

Certo, bisogna sapere che fare quando si ha la palla tra i piedi. Ma bisogna anche sapere dove andrà la palla. Dove si svilupperà il gioco. Come si posizionerà la difesa avversaria. Qual è il posto migliore per essere servito dai compagni. Insomma, bisogna sapere essere al posto giusto, al momento giusto. Come era in grado di fare Stefano Mauri. Specialmente nei derby:

Lo strapotere di Sergej-Milinkovic-Savic

Quante volte da bambini, non appena qualcuno si metteva a fare il prepotente con noi, cercavamo di rimetterlo al suo posto dicendo ‘Guarda che chiamo mio fratello/il mio amico che è grosso!‘? Ecco. Per rimettere al loro posto certi tifosi di una certa squadra (e anche certi giocatori) c’è stato bisogno di chiamare il nostro amico che è grosso. Ma proprio forte forte. E che si chiama Sergej. Lo conoscete anche voi, vero? È quello forte forte, che non ha paura di niente. Nemmeno di esultargli in faccia indicandogli la squadra per cui gioca.

Perchè quando puoi contare su uno come Sergej Milinkovic-Savic dalla tua parte, di che cosa hai paura?

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