La prossima non sarà una partita qualunque, e lo sappiamo tutti. Però le rubriche vanno fatte lo stesso. Anzi, forse a maggior ragione. E per questo, dato che L’identikit si propone di analizzare un avversario a caso della prossima squadra che affronterà la Lazio, abbiamo deciso di prenderne uno talmente a caso che più a caso non si può: il terzo portiere. Che nella Roma, da qualche anno a questa parte, è Bogdan Lobont.
Perché da quella stagione lì sono passati tutti: Doni, Artur, Julio Sergio, Stekelenburg, Curci, Goicoechea, De Sanctis, Skorupski.
(Ecco, forse in questa partita per la Roma sarebbe stato meglio far giocare lui, invece di Goicoechea)
Lui, al contrario, è rimasto. Ed è sempre rimasto il numero 1. Il primo in cima alle rose, sia perché portiere, sia perché il numero sulla maglia è quello di partenza. Ora a quanto pare lo indossano anche i giocatori di movimento, come De Guzman. Va be’, scelte loro.
Dicevamo: Lobont. Considerate che Bogdan è l’unico rimasto alla Roma dal 2009, insieme a Totti e De Rossi. Uno proprio affezionato. Nel 2013 poteva pure andare al Chievo, ma ha rifiutato per restare in giallorosso. Bogdan Lobont, in carriera, ha vinto tre campionati rumeni, è passato ad Amsterdam per due volte e in una di questa ha vinto il titolo con l’Ajax, ha vissuto una stagione a Firenze. L’ultima partita ufficiale con la maglia della Roma risale alla stagione 2012-2013. Eppure è uno che in porta ci sa stare. Guardate questo intervento qui, contro il Milan che poi si sarebbe laureato campione d’Europa, nel 2003:
Insomma, Lobont è attaccato alla maglia, e neanche poco. Il suo contratto con la Roma scade nel 2018, e già si parla di un suo futuro come preparatore dei portieri. E poi c’è da dire che quando è stato chiamato in causa si è sempre fatto trovare pronto. Un professionista.
Il ruolo del terzo portiere è strano. Diventi una colonna, a modo tuo. Un uomo spogliatoio. Uno che ha visto passare tanti giocatori e diversi allenatori, ed è sempre rimasto lì, in panchina, a osservare.
Il terzo portiere ha sicuramente qualcosa da insegnare.
Angolo curiosità
- In Romania è stato soprannominato Pisica, che vuol dire “gatto”
- Con la Nazionale rumena ha giocato 61 partite subendo 61 goal. Ora indovinate la media dei goal subiti senza usare una calcolatrice, se ci riuscite.
