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L’estate del tifoso laziale su Youtube

L’estate per me è sempre stata sinonimo di giornate infinite, calde, noiose dove cerco di non provare nemmeno emozioni per la paura che possano provocarmi un cambio di temperatura e quindi farmi sudare ancora di più. Sono giornate in cui si fanno i conti dell’anno appena passato e si formulano le prime speranze per quello futuro. Anche dal punto di vista calcistico ovviamente, soprattutto per chi ci pensa tutti i giorni, ore, minuti, romanisti, ehm secondi volevo dire.

Così sono solito fare due cose: accendere il computer e aprire Youtube e accendere la Playstation. Su Youtube inizio in modo blando con Despacito (ricordando quando Patric la cantava su Instagram dopo la finale di Coppa Italia da poco conquistata) che è un tormentone estivo, ma che comunque non può competere con la frase di Tare che disse di Eliseu “il ragazzo è bravo, mi hanno fatto vedere le videocassette delle sue giocate e mi è subito piaciuto” (che poi ce lo vedo Tare a riavvolgere le cassette con la matita, altro che connettersi a internet e andare fuori budget come sto facendo io). Proseguo quindi con i video storici della Lazio, quelli che passano alla storia e fa sempre piacere riguardare ogni tanto; come “Mauri inciampa a tu per tu con il portiere” o “Zarate tira centrale il rigore decisivo contro l’Udinese”.

Alla Play invece inizio a vincere campionati con la Lazio, arrivando a comprare Neymar e Dybala grazie a dei trucchetti imparati da alcuni ragazzini di dodici anni che pubblicano tutorial su Youtube su come acquistare senza spendere per alcuni bug del gioco. Ecco, le speranze sono racchiuse tutte in un gioco che sembra solo evidenziare di più quanto l’estate sia un momento morto per un tifoso laziale.

Un gioco che sicuramente risulta comunque più veritiero di un misterioso allenatore di nome Bielsa che prima arriva, poi se ne va, poi ci ripensa, si fa comprare le sagome tedesche che sappiamo tutti, te lo insegnano alla scuola calcio, essere le migliori, poi ancora rifiuta e ti fa anche causa.

Signor Bielsa! Buongiornissimo, kaffèèèèè?

Oppure di un “paso doble” Del Nero che vola tra le tre cime di Lavaredo e dimostra di essero un “taleeeento incredibile” (leggere con la voce di Federico Buffa), sì, perchè dall’essere un fenomeno a sparire totalmente due mesi dopo quando inizia il campionato ci vuole talento. E di un Pablo Pintos che arava la fascia (giuro che quell’anno c’ero, l’ho visto con gli stessi occhi che hanno visto in quei giorni Perpetuini metterla sotto l’incrocio da 30 metri) e poi volatilizzarsi, un po’ alla Morrison. Più veritiero di un “Reja sta provando gli schemi offensivi”, e poi eri costretto a vincere le partite per 1 a 0 con goal di testa di Diakite a 10′ dalla fine. Più verosimile di una Lazio che ogni estate mi obbliga ad aggiungere in coda alla playlist di Youtube “giocate di Azmoun”, “magie di Golasa”, “Breno infiamma lo stadio”, ah no, infiammava altro, “goal di Caicedo” ovviamente dopo “come comprare senza spendere a Fifa”… Curiosa ed emblematica quella volta che cercando le sgaloppate seguite da goal di grande freddezza di Djordjevic mi si impallò il computer.

Con Pereirinha successe invece qualcosa di ancora più strano: prima del video partì la pubblicità che mi invogliava a prendere un biglietto di sola andata per il Brasile e assaggiare i suoi tipici cocktail che, udite udite, avevano il suo stesso nome ed erano a base di vodka, rum e mango. Una volta invece mi innervosii parecchio perché con tanto zelo mi ero messo a scovare i dribbling di Ronaldo (neo acquisto della Lazio) sul sito di cui ormai sono diventato miglior cliente e continuavano a uscirmi video di due strani tipi di cui uno si era ormai ritirato e l’altro giocava nel Real Madrid. Ho anche avuto paura avessimo preso quest’ultimo, ma pericolo scampato quando ho notato che il video più lungo del calciatore durava 12 secondi. Era lui che entrava in campo per una sostituzione all’87’. Sul 4 – 0. Per gli avversari.

Potrei sembrare a questo punto uno di quelli che se le va a cercare, ma assicuro che non è così: dimostrazione è che un caldo pomeriggio estivo mi annoiavo come Ballardini sulla panchina della Lazio durante la partita e per farmi due risate inizio a guardare i classici video divertenti della gente che cade, inciampa (sì, tra i suggerimenti c’era sempre il video di Mauri di cui prima) e sbatte contro le porte. Non mi appare tra i suggerimenti “giocatore tira il pallone fuori dallo stadio”? ebbene sì, quel giocatore più tardi scoprirò essere Gael Kakuta.

Per Saha fu totalmente diverso: di video era pieno e lui sfrecciava con la maglia rossa del Manchester United per tutto il campo, segnava e trascinava la sua squadra. Peccato che lo prendemmo quando ormai avevano già chiuso il suo canale Youtube e dieci minuti contro il Catania non gli bastarono per dimostrare di poter giocare un altro anno prima di andare dritto dritto in pensione.

Come dimenticare invece quella sera in cui preferii rimanere a casa a guardare i video del nuovo Zidane piuttosto che uscire con gli amici a divertirmi. Sembrava davvero incontenibile ma avrei dovuto accorgermi che le magie di Meghni, roba che neanche il miglior Luis Alberto, erano prese da partite diverse, ognuna a distanza di 20 giornate dall’altra, e il video durava un minuto in totale. Giocatore forse più discontinuo della voglia di Keita di rimanere alla Lazio.

Un post condiviso da Dzair Foot (@dzair.foot) in data:

L’avevo presa così seriamente questa storia di scovare talenti pronunciati a mezza bocca dal nostro ds che quando non li trovavo su Youtube, cosa alquanto probabile, mi buttavo sulla Playstation e finivo a guardare le caratteristiche tecniche di giocatori senza neanche la foto, con punteggi più bassi del decimo della partita del sabato chiamato all’ultimo dopo le disdette a mezzora dall’inizio causa rottura della macchina.

A proposito di rotture non può che venirmi in mente il caso Rozehnal, giocatore da ultimo minuto (forse per il sabato non sarebbe stato poi così male da mettere in marcatura su mio padre) che mi aveva costretto a passare freneticamente dalla televisione al computer, per verificare che i video di questo muro difensivo dotato di piedi delicati (il rigore in finale di Coppa Italia con la Sampdoria non fu un caso) potessero rappresentare effettivamente un calciatore che di lì a poche ore sarebbe approdato a Formello. Il problema era infatti questo fax che non stampava e il termine ultimo per i trasferimenti di cinque minuti. La mente in quegli istanti vagava cercando delle analogie con i classici secondi tempi della Lazio in cui dopo aver dominato senza aver segnato e chiuso la partita si ritrovava a dover difendere con le unghie e con i denti (Suarez spostati) il risultato di 1 a 0. Nello stesso modo per prendere un giocatore del calibro di Rozehnal ci si era ridotti agli ultimi cinque minuti. Tecnica che servì per farlo passare come un colpo da ultimo minuto. Sì, al cuore.

Effettivamente come si può dire che ci si annoia? C’è sempre qualche video da scoprire, ci sono sorprese, colpi di scena, acquisti improbabili. Ci vuole anche talento per riuscire sempre a trovare i video giusti, quelli in cui i calciatori sembrano veramente forti, sembrano veramente calciatori. Bisogna poi avere occhio per capire le vere potenzialità e i difetti di ognuno, per esempio l’allergia di Sculli alla vernice del campo mica la facevano vedere nei video.

Ecco, sto provando emozioni, sto Sudando. E se vogliamo essere sinceri domani potrei trovarmi davanti a un video caricato da qualche utente sconosciuto, no vabbè non quanto Novaretti, non esageriamo, di bassa qualità che mostra le prodezze di un giovane nel bel mezzo della Pampa argentina mentre riesce a fare due palleggi di fila e a centrare poi una bottiglietta a venti metri di distanza, a differenza di un Theo Hernandez acquistato dal Real Madrid che nella cerimonia di presentazione al Bernabeu non riesce a fare nemmeno questo, mentre leggo la notizia “Lazio su Sudando, esterno argentino veloce ma dotato di buona tecnica”.

Ps: Lotito, Youtube l’hai mai provato?

Articolo a cura di Iacopo Semprebene

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