“Giocare con Ciro è facilissimo perchè è un calciatore intelligente, che fa il movimento sempre”. Una dichiarazione d’amore in piena regola, non potrebbe essere altrimenti in effetti. Quella tra Caicedo e Immobile è la storia di un’intesa perfetta. Il moro – Caicedo – quello meno appariscente e destinato a restare all’ombra del compagno. Ciro Immobile – il biondo – la vera star dell’attacco. Le veline della squadra biancoceleste.
Un giorno potremmo anche scordarci di Striscia la Notizia, ma “le veline!” avranno sempre posto nel nostro cuore.
Solitamente preferire la mora o la bionda è semplice questione di gusto. Il nostro è invece un caso più pratico. Il biondo viaggia ad oltre 50 gol segnati nelle ultime due stagioni, il moro è fermo a 10. È stato facile quindi invaghirsi della velina bionda dagli occhi azzurri, così perfetta e dalle linee suadenti.
Quella mora, beh. Non sempre ci ha fatto sognare. Più di una volta l’abbiamo vista un po’ bruttina, fuori contesto, incapace di reggere il confronto con la bionda. Ma sarà che non l’abbiamo mai compresa? Bucare lo schermo così come le reti avversarie, nel modo in cui riesce a farlo la bionda, è cosa da pochi in fin dei conti.
Esistono anche altre qualità. Non c’è solo la bellezza, né i gol segnati. Magari il moro da solo potrà risultare il brutto anatroccolo degli attaccanti, ma vicino al biondo le cose cambiano e anche lui può assomigliare ad un cigno.
(Foto di repertorio: le veline della Lazio in una loro famosa esibizione a Frosinone).
“Un calciatore intelligente, che fa il movimento sempre”
Partiamo allora da questo pensiero di Caicedo, post Frosinone. Ci serve per sostenere la tesi dell’equivoco tattico a danno della velina mora. Caicedo non è una prima punta. È grosso, lento e macchinoso. Ma non è una pornostar. Ehm..scusateci, una prima punta. Fisicamente la pantera avrebbe tutto della punta di peso, tecnicamente e numericamente, niente.
È qui che viene in aiuto la bionda. Immobile corre, si inserisce, pressa, attacca la profondità. E Caicedo ha caratteristiche perfettamente complementari al numero 17. L’ecuadoriano predilige il lavoro di sponda, viene incontro al pallone, lo protegge col fisico e lo sa giocare anche discretamente. Insomma, è in grado di mandare in porta la prima punta.
Caicedo è il vero vice Luis Alberto.
La bionda senza la mora
Parliamoci chiaro, Immobile i gol li fa, con o senza Caicedo. Però capita di vederlo troppo solo. É palese che manchi qualcosa, o qualcuno: le veline non andrebbero mai divise. Quest’anno in particolare Ciro non ha molto feeling con Luis Alberto. Forse è per la tinta bionda, a lui serve un moro per sentirsi veramente completo. Con Caicedo infatti le cose vanno meglio. L’uomo grosso attrae con la forza di gravità i palloni verso di sé, mentre Ciro gli orbita intorno per poi sganciarsi nello spazio.
Senza la mora tutto questo non accade e vediamo Immobile sbattersi a destra e sinistra per potersi costruire occasioni da gol.
La situazione è più o meno questa.
La mora senza la bionda
Parlandoci altrettanto chiaro, Caicedo i gol non li fa, con o senza Immobile. Ci sono delle eccezioni, ovviamente (diciamo che forse anche Patric schierato da punta potrebbe fare gli stessi gol del Panteròn). Generalmente però la Lazio senza il biondo là davanti fa tanta fatica, il moro non ha nessuno a cui passare la palla e quando si trova davanti alla porta reagisce come una velina mora dinnanzi ad un quesito di matematica: va in panico.
E poi sbaglia, ovviamente.
Le veline!
Quando il moro e il biondo giocano insieme è tutta un’altra storia. Si scambiano passaggi e assist decisivi con una frequenza anche maggiore a quella di Correa e Luis Alberto con lo stesso Ciro Immobile.
Il gol del biondo contro l’Inter è l’ultimo della lista costruito in sinergia con il moro.
Il gol di Immobile che ha sbloccato il match.#InterLazio #CoppaItalia pic.twitter.com/7FHqN4qcFG
— Lega Serie A (@SerieA) January 31, 2019
Caicedo gli passa la palla circa 200 volte, sa che non è in grado di segnare. Fare assist invece gli riesce benissimo. E non è nemmeno la volta in cui si è dimostrato più altruista.
Qui forse aveva un tantino esagerato.
Comunque non è solo Felipe a fare assist per i gol di Ciro, ma anche viceversa (per esempio a Marsiglia). Dunque la bionda riesce ad esaltare i pregi della mora, così come la mora mette in condizione la bionda di esprimersi al meglio. In molti credono di poter risolvere i problemi di sterilità offensiva con un vice-Immobile. Un attaccante più prolifico di Caicedo che sostituisca il napoletano nei momenti di maggior appannamento. Certo, quando Immobile è out (come in questo momento) la carenza appare evidente, e probabilmente una punta sarebbe servita.
Però la sensazione è che Caicedo possa fare il titolare nella Lazio, se affiancato da un altro attaccante del calibro di Immobile. La fantasia di Luis Alberto potrebbe essere arretrata, piazzando una seconda punta di peso in grado di aiutare e dare quantità al gioco di Ciro. Spesso troppo fumoso.
Schierare le veline può quindi aumentare il potenziale offensivo della squadra di Inzaghi.
Oltre a far volare su livelli altissimi il tasso erotico del nostro attacco.

Articolo a cura di Francesco Mattogno




