Questo pomeriggio sarà ancora in scena la prima squadra della capitale e l’Udinese farà visita all’Olimpico. Il tifoso laziale vivrà questa sfida come la classica insidia che la piccola squadra può rifilare alla grande.
Tuttavia, l’incrocio fra queste due squadre qualche anno fa aveva un sapore del tutto diverso. Si trattava di veri e propri big match, con i biancocelesti e i bianconeri che si trovavano inaspettatamente ogni anno a lottare per un posto Champions.
La prima grande sfida fra Lazio e Udinese andò in scena il 19 dicembre 2010. Era la Lazio di Reja contro quella di Guidolin, il profeta Hernanes contro Alexis Sanchez, Tommaso Rocchi contro Totò Di natale.
Dopo pochi minuti lo stesso Profeta porta in vantaggio la Lazio, con una rasoiata di prima intenzione all’angolino di Handanovic. Sempre il centrocampista brasiliano, pochi minuti più tardi, prende l’incrocio dei pali con uno stupendo tiro d’esterno sinistro. Nel secondo tempo l’Udinese comincia a carburare: il solito Di Natale sfugge fra le maglie della difesa laziale e buca Muslera. Neanche il tempo di imprecare ed è subito Biava che da calcio d’angolo riporta in vantaggio i capitolini. Al sedicesimo della ripresa, Denis appena entrato per Sanchez, imbuca di testa Muslera con un pallone a palombella.
La Lazio non demorde, attacca e ruggisce. All’88 minuto, da calcio d’angolo, è un autogol di Zapata (su pressione del pennellone Kozak) a regalare i 3 punti alla compagine biancoceleste. Con quella vittoria, Reja e compagni si portarono addirittura a -3 punti dal Milan, che in quel periodo comandava la serie A.
Il secondo big match ebbe luogo l’8 maggio 2011. Ed aveva il sapore di una sfida da dentro o fuori: a poche giornate dal termine, le due squadre rivelazione del campionato si giocavano l’ultimo posto disponibile per la corsa Champions. Purtroppo, quella fu una domenica nera per i biancocelesti. Inizia la partita.
Neanche a dirlo, Di natale è una furia: Sanchez con un tocco morbido scavalca tutta la difesa laziale, l’attaccante napoletano stoppa in aerea e scaraventa un tiro violento alle spalle di Muslera. Al 36’ l’Udinese va in vantaggio. Appena 6 minuti dopo azione fotocopia: ancora un pallonetto di Sanchez che mette Isla solo davanti al portiere, il cileno la passa in mezzo dove Di Natale raddoppia a porta vuota. La Lazio è completamente in balia degli avversari.
Nel secondo tempo entrano Rocchi e Kozak per cercare un disperato pareggio. A venti minuti dal termine Rocchi da la scossa, guadagnandosi un calcio di rigore con cartellino rosso annesso per Angella. E proprio in quell’occasione, Mauro Zarate dagli 11 metri calcia il pallone in braccio ad Handanovic, incrinando per sempre la sua carriera in biancoceleste. La Lazio non si arrende e al 76’ Kozak accorcia le distanze, ma ormai è troppo tardi. L’Udinese agguanta il quarto posto e lo mantiene fino al termine del campionato.
Il terzo scontro al vertice fra le due compagine avvenne all’olimpico di Roma, il 18 dicembre 2011. La Lazio era stata rivoluzionata durante l’estate precedente: fuori Lichtsteiner, Zarate e Floccari, dentro Klose, Cissè, Cana, Marchetti, Konko, Stankevicius e Lulic. L’Udinese, dopo aver steccato il preliminare di Champions contro l’Arsenal, perse diversi suoi gioielli: Sanchez, Isla e Inler. Per sostituire il terzino cileno iniziò a trovare spazio un certo Dusan Basta…
L’Udinese parte fortissimo e si porta in vantaggio con Floro Flores, che di testa batte Bizzarri. Ma la Lazio di Reja non si arrende e prima della fine del primo tempo riporta il punteggio in parità, grazie al destro secco e preciso da fuori area di Senad Lulic.
Inizia il secondo tempo con una Lazio arrembante, passano appena 6 minuti e al 51’ Klose porta in vantaggio la sua squadra, con un tiro al volo dopo un cross sporcato. La cosa più singolare di questa rete è stata che qualche giorno dopo è stata tolta al cecchino tedesco ed assegnato l’autogol a Ferronetti. Forse non tutti lo sanno, ma grazie a quella rete, Miro avrebbe eguagliato il record di gol segnati da un calciatore straniero nella Lazio, detenuto da Goran Pandev…
A 17’ dal termine del match è proprio l’ex laziale Giampiero Pinzi a fissare il punteggio in parità, negando una vittoria fondamentale alla sua ex squadra.
L’ultimo vero big match che ha visto contrapporsi Lazio ed Udinese è stato disputato il 29 aprile 2012 ed ancora una volta le aquile ebbero la peggio. Una Lazio orfana dei suoi migliori giocatori, Klose ed Hernanes, si trova a dover affrontare una sfida decisiva con una formazione assolutamente rimaneggiata. Rocchi unica punta, supportato da un trio di trequartisti inedito: Gonzalez, Mauri e Garrido. La partita non c’è mai stata, tuttavia per tutta la prima parte di gioco gli uomini di Reja tengono botta e fissano il risultato sullo 0 a 0.
Nella ripresa, Domizzi taglia al centro un cross teso e il solito Di Natale punisce ancora i biancocelesti: è 1 a 0. Una Lazio stanca e priva di idee non tenta neanche la reazione, finché dopo il novantesimo minuto accadde un episodio paradossale. In campo si sentono chiaramente i tre fischi che indicano la conclusione della partita, la Lazio si ferma, Marchetti esce dai pali della porta… e Pereyra segna il 2 a 0! Clamorosamente non era stato Bergonzi a fischiare il termine della partita. In conseguenza a questo episodio, che fece il giro del Mondo, Dias venne espulso. La rabbia però non era tanto per il match in sè, ormai perso. Dopo quella giornata infatti, Lazio, Inter, Napoli e Udinese erano appaiate a 55 punti, terze in classifica. Quel gol poteva significare tanto in termini di classifica avulsa.
Anche quella stagione fu l’Udinese ad avere ragione sulla Lazio e conquistare clamorosamente per due anni consecutivi la qualificazione al preliminare di Champions (persi in entrambi i casi, l’ultimo contro lo Sporting Braga). Si concluse così il testa a testa durato due stagioni intere fra i capitolini e la squadra friulana, con un bilancio che senza dubbio non sorride alle aquile.
Tuttavia era un altro calcio, era senz’altro un’altra Lazio, sicuramente meno spettacolare di quella attuale. Domani sarà una sfida Champions soltanto per la compagine romana, ma non dobbiamo dimenticare che proprio l’Udinese ci ha privati di questo obiettivo per ben due anni consecutivi. Ed è proprio per questo che si dovrà entrare in campo con il coltello fra i denti, come se fosse un big match.
Perché dopotutto, solo pochi anni, Lazio-Udinese lo era davvero uno dei match più belli della serie A.
