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Lazio-Salisburgo: degli austriaci non ti fidare

Le sacre scritture

L’oracolo di Nyon ha espresso la sua volontà: Lazio-Salisburgo recitano le sacre scritture estratte dallo scriba Éric Abidal, impassibile dinnanzi ai risultati. Impassibile rimane lo staff biancoceleste e gli stessi tifosi già pronti per la trasferta in casa dei Colchoneros. Perché in fondo nessuno si aspettava di incontrare il marchio di una multinazionale ai quarti di Europa League. Difatti, nella lunga tradizione della Lazio, un tifoso medio si poteva aspettare di essere estratto contro l’Arsenal, il Marsiglia o l’Atletico ma difficilmente si sarebbe aspettato un match che “ti mette le ali”.
La Lazio si è resa partecipe di una congiura contro la partita che tutta Europa avrebbe voluto vedere: RB Lipsia contro RB Salisburgo. Una partita all’insegna delle bevande energetiche sulla quale le pubblicità avrebbero lucrato per decenni. Questa è stata la loro ultima amichevole.

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Nonostante sia stata acquistata dall’omonima società nel 2005, la squadra austriaca vide le sue prime luci nel 1933 e nel suo palmarès conta la bellezza di venti titoli nazionali. In Europa arriva prima nel girone del Marsiglia e approda ai quarti battendo Real Sociedad e Zenit, non proprio due squadrette.

Fidarsi è bene…

“Non fidarsi è meglio” ha esclamato mio nonno alzandosi dal divano. “Non ti fidare degli austriaci” ha continuato. Dopotutto, come dargli torto? L’ultima volta che li ha incontrati era sull’Isonzo. È lecito aspettarsi che il 5 aprile, data dell’andata della sfida, mio nonno si presenti con la maglietta con su scritto “non passa lo straniero“. È più che lecito aspettarsi delle insidie, non solo provenienti dai ricordi di Caporetto ma anche perché la regola dell’Europa League proveniente dall’antica Cina ancora oggi recita: “Se il turno vuoi passare, mai dovrai sottovalutare”. Prima di tutto non bisogna dimenticarsi che fra le otto squadre rimaste a combattere per il trono c’è anche il Salisburgo, che non è stata inserita nella competizione dalla divina provvidenza ma per via della sua bravura e concentrazione nei match. Secondo poi, non bisogna dimenticarsi dell’importanza dei media: i quotidiani e i tabloid già portano la Lazio sul carro dei vincitori e in pochi parlano dell’avversario, mentre la maggior parte si concentra sul fatto di non aver pescato Arsenal e Atletico. Inoltre non c’è da sottovalutare il corso delle sfide: il ritorno dei quarti è il 12 aprile in casa austriaca e questo potrebbe essere un vantaggio come lo stava per diventare per la Dinamo Kiev.

Dunque il quesito è semplice: meglio scontrarsi con una squadra conosciuta e sulla carta di alto livello oppure giocarsela con una squadra sconosciuta e sulla carta di medio-basso livello?

Tra grigliate e derby

Il 12 aprile. Che giornata, non è vero? Soleggiata, giocosa, marittima ormai. La sera, grigliata per vedere la partita d’Europa della Lazio mentre i giovani sono in trasferta, tutto molto bello, no? No! Perché? Ebbene, si dà il caso che per amore del fato, la Lazio giochi in terra austriaca tre giorni prima del derby capitolino. Tre giorni prima. La Roma avrà ormai giocato da cinque giorni contro la formazione blaugrana mentre la Lazio avrà i soliti problemi col charter che “casualmente” non potrà partire prima che manchino 23 ore al match. Il dispendio di forze è ciò su cui Simone Inzaghi si deve focalizzare, visto che sembra essere l’ultimo tassello di una Lazio sempre più vincente. Quando di match se ne giocano diversi, specialmente in trasferta e in così poco tempo, la Lazio ha sempre avuto cali di tensione che le hanno fatto perdere punti importanti per strada. A gennaio nessuno può recriminare il calo fisico, ma ad aprile può creare più di un problema in vista della fine del campionato. Dunque, la scelta ricade sulla formazione migliore da schierare: Europa o stracittadina? Obiettivi europei o calore della gente? Non è facile rispondere ma, per fortuna alla guida della Lazio, c’è un allenatore che raramente commette scivoloni.

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