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Lazio e Champions League: “un matrimonio che non s’ha da fare?”

Quel punto di domanda, nel dubbio, sta lì. Messo a forza tra Vecino che tira da una parte, e Criscito dall’altra. Un punto esclamativo ci sarebbe entrato molto meglio. E ieri pomeriggio ce lo avremmo messo volentieri – “un matrimonio che non s’ha da fare!” – infatti dopo la visione di Patric centrale e la reincarnazione di Taddei in Sanabria, Radu non è stato l’unico a soffrire di gastroenterite. Poi ci siamo ricordati di essere laziali, che le beffe come quella di Genova sono la prassi e che non tifiamo una squadra normale. Quindi tra la Lazio e Champions League, forse, c’è ancora qualche possibilità di convolare a nozze.

Comunque Behrami-Taddei > Leiva-Sanabria.

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Quindi questo matrimonio non s’ha da fare (!) o non s’ha da fare (?):

Punto esclamativo (!)

È quello posizionato al termine di ogni nostra frase nelle ore successive a Genoa-Lazio, a seguito di diverse imprecazioni e “’tacci tua” lanciati un po’ a caso. Comunque, se anche ventiquattro ore dopo la partita siete dell’idea che la Lazio non abbia speranze di qualificarsi in Champions, non avete tutti i torti. I motivi sono questi:

  • Gli infortuni: la Lazio è la terza squadra in Serie A per numero di singoli giocatori infortunati (16). Tra i calciatori ai box e quelli acciaccati si potrebbero formare due squadre di calcetto, e ad ogni match il bollettino di guerra si aggrava.

A Caporetto abbiamo subito meno perdite.

  • Riserve non all’altezza: chi è stato chiamato a sostituire i titolari non si è dimostrato all’altezza. Salvo i due exploit di Caicedo e il recupero (finalmente) di Badelj, la Lazio B sicuramente non è da Champions.

E per non essere all’altezza di certi titolari, ce ne vuole.

  • Gli infortuni: mentre state leggendo ci dicono si sia lesionato anche l’adduttore di Manzini, si attendono novità.
  • Le avversarie: considerando l’Inter irraggiungibile, in questo momento le avversarie della Lazio sono tutte molto più in forma di noi. Atalanta, Milan e Roma corrono e segnano il doppio rispetto ai ragazzi di Inzaghi. Così sarebbe difficile anche per la Lazio versione 2017/2018.

Se ci mettiamo pure che siamo la seconda squadra per pali colpiti (10), il gioco è fatto.

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  • Gli infortuni: sì, insomma, avete capito.
  • Simone Inzaghi: dov’è finito il mister coraggioso e dalle intuizioni geniali dei primi due anni? Simone sembra essere schiavo di sé stesso, di un modulo che non paga più e dei suoi fedelissimi che spreme fino a prosciugarne le ghiandole sudoripare. Certo, i sostituti non valgono i titolari, ma qualche turnazione intelligente a questo punto della stagione forse non ci avrebbe ridotto come il Pro Piacenza.

Mister se ti “spiace” batti un colpo.

Vista così, il matrimonio tra Lazio e Champions League non si farà mai.

Punto interrogativo (?)

Siamo la Lazio. Una squadra folle che ci ha abituato a rimonte impensabili come quella del secondo scudetto. Paradossalmente, se partiamo svantaggiati non sempre finiamo sconfitti. Ma questo sfugge alla logica. Ecco invece delle motivazioni più attendibili:

  • Il calendario: niente panico. La Lazio ha già affrontato Juventus e Napoli mentre delle altre soltanto il Milan ha giocato con i partenopei. Mancano 14 partite alla resa dei conti, è tutto ancora aperto.
  • Romulo e Badelj: le uniche due buone notizie della partita di Genova. Romulo si è già inserito benissimo e si renderà utile da qui al termine della stagione. Per fortuna non ha svolto la preparazione con noi. Mentre Badelj dopo mesi in cui riusciva ad essere più lento e macchinoso di Caicedo, ora sembra entrato in condizione.

Meglio tardi che mai.

  • Il derby: La sfida in grado di dare lo slancio o affossare definitivamente la stagione di una delle due squadre, nonché uno scontro diretto. Ragazzi, è la prossima partita sul (nostro) calendario di Serie A.

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L'intruso?? #Raccattapalle #sslazio1900 #LazioRoma20

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  • Simone Inzaghi: il mister coraggioso e dalle intuizioni geniali dei primi due anni c’è, si è solo assopito. Inzaghi è stato l’artefice della memorabile stagione passata, deve ritrovare lucidità e sicurezza nei propri mezzi, poi potrà portare questa squadra al quarto posto.

Ci servi cattivo così.

Secondo voi abbiamo qualche possibilità? Anche perchè la luna di miele è già stata prenotata.

Gli abbiamo sfilato il portafoglio mentre dormiva, ma era vuoto e abbiamo dovuto pagare noi. La solita Laziocratica fortuna.

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