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La stagione della Lazio in 10 gif

Il prossimo anno Simone Inzaghi sarà ancora l’allenatore della Lazio. O almeno così sembrerebbe. Ma prima di pensare già a come sarà la Lazio della prossima stagione riavvolgiamo il nastro di quella appena conclusa e riviviamola insieme per l’ultima volta.

  • La solita estate tormentata

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Il calciomercato estivo parte con il piede sbagliato e questo non è di certo una novità: pronti, via e addio Felipe Anderson. Una separazione dolorosa, ma necessaria che ha fatto cadere tutti nello sconforto. Come se non bastasse, l’ansia ci ha accompagnato fino a inizio campionato: a tenerci con il fiato sospeso sono state le vicende di Milinkovic e Immobile. Il primo, pronto a indossare ogni giorno una nuova maglia. Prima Juventus, poi Inter, Real Madrid e anche Milan. Per il secondo, complici soprattutto alcuni post di instagram moooolto ambigui, abbiamo tutti temuto un flirt con la rossa milanese. E invece!

  • “Con sta maglia addosso non c’ho paura de niente”

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Perché creare nuove maglie quando in magazzino ne hai un migliaio avanzate di qualche stagione prima? Poco importa però. Perché vedere i giocatori della Lazio indossare la maglia bandiera è sempre bello, soprattutto quando c’è da soffrire o qualcosa da conquistare

  • Una Lazio davvero brutta

 

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Le amichevoli estive erano state un campanello d’allarme e con l’inizio del campionato ne abbiamo avuto  la conferma. Si parte subito in salita con due sconfitte. Le avversarie sono però di tutto rispetto (Napoli e Juventus), ma a preoccupare è ben altro: questa Lazio è la brutta copia di quello dello scorso anno. E questo non sembra promettere niente di buono.

  • Ah, quest’anno abbiamo giocato anche in Europa League?

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Anche Il cammino europeo non ci ha di certo fatto strappare i capelli. Un girone concluso al secondo posto con ben 3 vittorie e 3 sconfitte, tra cui una con il temibilissimo Apollon Limassol (anche se a qualificazione già conquistata). Ai sedicesimi non è andata tanto meglio: subito eliminati da un Siviglia tutt’altro che irresistibile. Che dire, non proprio una bella figura.

  • Ma sono del mestiere questi?

 

Capitolo difesa: che disastro. Acerbi a parte, ovviamente. Ace è stato decisamente la sorpresa della stagione! Sostituire l’Olandese di cui non ricordiamo neanche più il nome non era un compito facile: il suo arrivo aveva lasciato un po’ d’amaro in bocca eppure ha smentito tutti. Dietro di lui, però, il vuoto più totale a conferma di come il reparto difensivo necessiti di un importante restyling.

  • Com’era la storia che si vince solo con le piccole?

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A forza di dire “ la Lazio non sa vincere con le grandi” ci avete fatto arrabbiare e allora iniziamo a vincere solo con le squadre di un certo livello. Sotto a chi tocca, nessuno sembra farci più paura: Inter, Roma e Milan spazzate vie. Adesso la Lazio sembra poter competere con chiunque.

  • Il mercato di riparazione

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Ancora una volta nullo. Lo stesso dello scorso anno, dell’anno precedente e dell’anno prima ancora (in pratica non ricordiamo mercati di riparazione).  Non che il tifoso della Lazio si aspetti chissà quale campione, anzi, diciamo che non si aspetta proprio nessun giocatore, ma il solo arrivo di Romulo non può bastare per chi dice di lottare per il quarto posto.

  • Chi ha fatto palo?

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Proprio quando avevamo bisogno di lui, Ciro inizia a non segnare più vincendo la classifica marcatori di pali colpiti (9). La sfortuna sembra essersi rimpossessata del numero 17 (la maglia numero 13 invece non l’ha mai abbandonata).

  • La sindrome di Tafazzi e tanti saluti alla Champions

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Dopo la delusione dello scorso anno e la Champions sfiorata, questa doveva essere la stagione che finalmente ci avrebbe visto accedere all’Europa che conta, ma cosi  non è stato. Questa volta, però, niente Var da incolpare. A farci male ci abbiamo pensato da soli: La figuraccia con il Chievo, i punti persi con Sassuolo e Spal, il 2-2 con la Sampdoria all’ultimo secondo, Wallace, Patric, Marusic, Durmisi…

  • I CAMPIONI della Coppa Italia siamo NOI

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Tutta l’anno a ricorrere la Champions e per poco non perdevamo anche l’accesso all’ Europa League. Figuraccia scampata e stagione salvata grazie  a un finale da campioni che ci ha permesso di portare a casa la settima Coppa Italia della nostra storia.

(Articolo a cura di Martina Pietronzini)

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