Ore 10.30: Ricevo finalmente la chiamata che più desideravo. Mi veniva data la possibilità di vedere le persone più importanti del nostro Paese, quelle che lo mandano avanti e che rappresentano il nostro futuro. La riunione della Lega Nord sarà alle 14.
Ore 12.30: L’emozione è incontenibile e sono già pronto, tirato a lucido con la mia sciarpetta verde di cotone che mi concede quell’aria casual che non inganna l’animo serio e l’ambizione sicura.
Ore 13: Con il sorriso di chi sa che sta andando a fare qualcosa di socialmente utile per la sua patria mi metto il casco, salgo in motorino e mi appropinquo verso il luogo dell’appuntamento.
*durante il tragitto rischio tre volte di essere investito da varie auto, probabilmente per mia distrazione (eddai, sto andando a conoscere Salvini) ma mi piace pensare che sia il piano di un’organizzazione criminale che teme io possa salvare il mondo insieme alla Lega).*
Ore 13.40: Sono arrivato. Sono arrivato? Dove cazzo sta il mio collega? Gli chiedo di mandarmi la posizione ma evita appositamente: ha paura ci possano spiare. Dopo qualche giro con la mia sciarpetta verde al collo finalmente trovo il luogo dell’incontro, poche battute, sorrisi nervosi e sale l’ansia dell’attesissimo incontro.
Ore 14.30: Ancora nessuno. Tra cellulari già scarichi e tentativi di capire se ci sia la possibilità di scattare foto mentre si fanno video (cosa che scopriremo solo alle ore 18) ci annoiamo e scambiamo qualche simpatica battuta tipo “oh ma hai visto che hanno cacciato una cifra di diplomatici russi dall’Europa?” E bo, abbiamo riso, probabilmente perché non avevamo altro da fare.
Ore 15: Il momento tanto atteso…si avvicina a noi una macchina blu, pulita e con i vetri oscurati. Scende un uomo ben vestito ma con un cappuccio in testa: è il suo stile, deve essere Salvini!
Er Viperetta? Er Viperuspetta?
Ma cazzo è Ferrero, è pure basso. Ma Salvini?
Passano 10 minuti che non racconterò per scelta personale e di dignità
Ore 15.10: Era la Lega Calcio, non la Lega Nord. La mia giornata è ormai buttata e perde di significato. Invece di Salvini, Giorgetti, Fontana mi ritrovo Agnelli, Lotito, Fassone, Baldissoni, De Laurentis.
Ore 15.30: Buttata per terra la mia sciarpetta verde vedo Lotito che la raccoglie. La venderà alle ore 19.30 a un passante ottenendo una plusvalenza di 20€, con cui comprerà il sostituto di de Vrij.
Ore 16: Entrato nel mood che la giornata può essere salvata e se non vedrò Salvini avrò comunque la possibilità di avvicinarmi al mondo del calcio, mi godo dichiarazioni di presidenti su diritti tv e responsabilità oggettive. Il mio collega mi aiuta a capire riguardo alla responsabilità oggettiva, mi spiega che praticamente potrebbe essere sanzionata la Lazio per aver, un suo tifoso, gettato a terra una sciarpetta verde. Intanto Ferrero inveisce contro “fecinorosi che vanno ai stadi a fare casino” e afferma convinto che non è colpa sua se un tifoso a casa propria si tira una manganellata in testa. Il mio collega ed io ci guardiamo. Ridiamo.
Ore 17.30: Ci annoiamo e iniziamo a raccontare delle nostre esperienze amorose. Si parla di una ragazza PATZAtzoglou e di un’altra Juan MAT(T)A. Usiamo paragoni calcistici per non essere scoperti da altri giornalisti, pronti a smerdarci poi sulle prime pagine delle loro testate.
Ore 18: Scopriamo che mentre si registrano video si possono scattare foto.
Ore 18.30: Il mio collega entra per seguire la conferenza stampa e mi lascia da solo. Nel frattempo mi fidanzo, mi lascio, mi collego al live di Salvini su Facebook e mi si spegne il cellulare per batteria scarica. Mi siedo su un vaso, lo faccio cadere e rigo la Maserati parcheggiata dietro, mi rialzo e incolpo un altro giornalista nostro concorrente che viene arrestato. Era quello che voleva smerdarci.
Ore 19.00: Il mio collega torna da me, mi offre un supplì e una birra, ci rilassiamo e gli racconto le cose che ho imparato oggi:
– Mai fidarsi della Lega Nord
– Mai fidarsi della Lega Calcio
– Mai fidarsi del tuo collega che ti invita a una riunione di Lega (Nord?) (Calcio?)
– Il mio collega non mi vede come un giornalista, ma come un portaborse, un portaborse che sa scattare foto mentre registra video
– I presidenti delle squadre di Serie A sono persone ben vestite e che viaggiano in auto blu (il mio collega continuava a cantare “auto bluuu auto bluuu” a buffo) e di lusso. Cercano di evitare di rilasciare dichiarazioni e se le rilasciano vogliono risultare simpatici, mischiando un po’ di cose e in fin dei conti non dicendo nulla. Il nostro compito da giornalisti è riprendere tutto, scattare tutto, registrare tutto, scrivere tutto, divertirci, cercare di capire cosa si sono detti e perché Ferrero è arrivato incappucciato, e infine andarcene soddisfatti di aver svolto il nostro lavoro.
– Grazie a me avremo un sostituto di de Vrij
N.B. Molte delle frasi nel pezzo non sono vere. Tranne quelle più assurde. Quelle sono vere.
