Abbiamo parlato a lungo se convenisse o meno giocarsi il tutto per tutto nella gara di Siviglia, le chiacchiere alla fine hanno trovato riscontro con il campo. Ed il campo ha visto una Lazio altamente sprecona e sciupona uscire dall’Europa League. Manca un calcio di rigore su Lulic, vero. Ma le occasioni per segnare almeno il gol che avrebbe potuto riaprire la gara ci sono state, eccome. Ma appunto: tutto è stato sprecato inesorabilmente.
Agli sprechi poi, aggiungiamoci poi un po’ di ingenuità, come quella di Marusic. L’esterno montenegrino non solo si è reso autore dell’ennesima prova impalpabile ma lascia anche la Lazio in 10 pareggiando con l’espulsione di Vazquez. Nel momento topico della gara, con la Lazio spinta in avanti per cercare il gol della speranza… Marusic si fa espellere per un fallo ingenuo. Decisamente evitabile. Grazie, Adam.
Agli sprechi e all’ingenuità aggiungiamoci poi un po’ di presunzione come quella di Patric: la nostra mascotte oggi – in modo antitetico rispetto alla sua indiscussa bellezza estetica – ha fatto vedere cose bruttine. Non solo una prestazione rivedibile dal punto di vista difensivo (la domanda è perché si ritrova a dover giocare come terzo di difesa) ma anche un gesto comportamentale da condanna: all’uscita dal campo, quando Inzaghi lo preleva per Correa, pensa bene di dirigersi verso gli spogliatoi senza salutare nessuno e con fare polemico. Farris lo ha inseguito come un indemoniato ed il siparietto nello spogliatoio ce lo immaginiamo pacifico: tipo che il mister lo prende per il collo e lo scuote fino ricevere delle scuse sentite. Perché questo è quello che dovrebbe chiedere Patric: scusa. A volte, non fa male.
Grazie Marusic e grazie Patric. Questo Siviglia-Lazio ce lo ricorderemo per sempre così: come la maledizione degli ic.
