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La Lazio è meglio di Roma e Milan?

La Lazio vuole arrivare quarta. Sono finite le mezze dichiarazioni delle scorse stagioni, dove staff e giocatori si barcamenavano in frasi caute e finti obbiettivi di sesto posto, per poi solo nel finale confessare la voglia di Champions. Nonostante qualche KO di troppo la Lazio è cresciuta, sta continuando il suo processo di miglioramento, ma c’è un problema: forse sono cresciute anche le altre.

Togliendo da questo discorso la Juve, il Napoli sembra essere il solito, meno bello ma più solido, e quindi imprendibile. L’inter non è quella dello scorso anno, dove sembravamo nettamente migliori noi, dimostrando davanti al nostro pubblico qualcosa (parecchio) di più rispetto alle forze che ora hanno i ragazzi di Inzaghi. Chi resta? Probabilmente, il testa a testa sarà solo per la quarta posizione e al momento Lazio, Milan e Roma sembrano le reali candidate. Inutile dirlo, nonostante sia quarta in classifica, la Lazio non sarà mai e poi mai considerata la favorita in questa corsa. Vuoi i budget molto (moltissimo) diversi fra le tre squadre, vuoi un peso mediatico diverso e (ammettiamolo) perché noi contro le big perdiamo.

Ma analizziamo i vari punti. Siamo o no, più forti di Milan e Roma?

La differenza di budget

Con la lista della spesa in mano, Lotito e Tare sono imbattibili. Sbagliano pochi colpi e quando accade è a costi limitati. Sì, Morrison ci ha rubato anni di stipendi, ma se ci affacciamo alla finestra delle nostre avversarie la situazione è di gran lunga peggiore. Cambi repentini di allenatore, aumenti di capitale, giocatori strapagati e mai schierati in campo. C’è un però: il Milan arriva con l’assegno in bianco e porta a casa Higuain, la Roma (volente o nolente) va a fare la campagna acquisti dal PSG o dal Manchester City. D’altro canto, la Lazio scopre dal nulla Luis Alberto e riporta in cielo Immobile. E’ difficile capire quale strategia sia migliore, sta di fatto che la Lazio ha conquistato 4 trofei negli ultimi dieci anni, il Milan 3 (uno è uno scudetto) e la Roma zero. Speriamo di continuare così ma alterando le presenze in Champions, dove siamo molto indietro rispetto alle concorrenti, invertendo totalmente la classifica precedente.

La popolarità mediatica

Oggi, su Sky Sport, venivano fatti paragoni tra Pellegrini e Clarence Seedorf. Dopo il gol in EL dello scorso turno, Cutrone è stato chiamato da Sport Mediaset “il miglior attaccante italiano”. Ok, ci può stare. Ma perché Immobile e Parolo non ricevono questo trattamento? Scopriamolo. Sicuramente, la Champions influisce e non poco su questo tipo di fama internazionale ma al tempo stesso la Lazio, solo sesta come bacino di utenza nazionale, forse viene un po’ snobbata. Concedetecelo. Va anche detto, che ieri quota 20.000 era lontanissima riguardo i presenti allo stadio e forse parlare di Lazio non conviene a molti, a livello nazionale. Quindi, rimbocchiamoci le maniche e prendiamoci quello che ci spetta, iniziando dai nostri doveri di tifosi e sostenitori.

La rosa

La Lazio ha la panchina più lunga rispetto agli scorsi campionati, la Roma si è “accorciata” e il Milan va ancora scoperto a fondo. Se Correa è quello di ieri, Berisha si riprende al meglio e la difesa si registra definitivamente, bisogna solo aspettare Alberto e Milinkovic per dirci più completi dei nostri avversari. Se questo non dovesse accadere, la qualità offensiva di Milan e Roma potrebbe far si che le gare in bilico vengano decise da colpi dei vari Dzeko, Higuain e Suso, lasciando alla Lazio lo stesso sapore amaro che ormai troppo spesso ci lascia Icardi. Inutile sottolineare, come stiano avendo peso giocatori come Caicedo, considerati un fardello nel precampionato, ma grosse risorse per una squadra che per l’ennesima volta si qualifica ai sedicesimi di EL con due gare d’anticipo. Forse, non siamo poi così scarsi.

La paura di vincere

Questo è un nostro punto a sfavore. La Roma – anche se con grande difficoltà e qualche miracolo inaspettato – è arrivata terza nel 2018 e ha buttato fuori il Barça ai quarti. Il Milan – benché molto inferiore a noi nel trambusto dello scorso anno – ci ha eliminati in modo rocambolesco nella semifinale di Coppa Italia. La Lazio (e quanto ancora ci fa male) ha sprecato miseramente tutti i match point a disposizione, anche in modo grottesco. Dieci minuti di follia a Salisburgo, rigori in casa col Milan senza segnare mai, pazzie di Lulic e co. nella “maledetta” contro l’Inter. Invertire questa tendenza e tornare la mangia Juve di agosto 2017 potrebbe essere la vera arma per arrivare quarti.

Strootman non lo sa

Nel dopo gara di ieri, ai microfoni di Rmc Sport, ha parlato Strootman che non ha saputo rispondere a una domanda specifica:

“E’ più forte la Lazio o la Roma?”

L’olandese l’ha “sfangata” dicendo che qualsiasi risposta lo avrebbe condannato a critiche. Sinceramente, se avesse detto che oggi è più forte la Roma chi lo avrebbe criticato? Forse non è molto convinto nemmeno lui…

Siamo meglio perché siamo noi

Adesso basta. Troppe volte, nei bar o allo stadio, sentiamo vendere fumo come fosse oro e denigriamo noi per primi i nostri gioielli. Ragazzi, ma che giocatore è Parolo? Quanto segna, corre e lotta Immobile? Quante squadre hanno Correa e Luis Alberto in panchina e un uomo grosso e rude in mezzo all’attacco? Ecco, cominciamo noi per primi a rendere merito e a valorizzare quello che di buono abbiamo. Sì, con l’occhio critico, ma con la consapevolezza che non molte squadre in Italia ( e in Europa) segnano come la Lazio, hanno i giovani talenti che ha la Lazio e hanno un allenatore bravo e fidelizzato come il nostro. Quindi, crediamoci. Senza sperare in qualcosa di impossibile, se qualche pezzo ritorna ai suoi livelli e si alza l’asticella contro le grandi, senza invertire la tendenza contro le piccole, il quarto posto può essere nostro. Ecco, ultima raccomandazione: basta perdere derby. A prescindere.

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