Allo stadio, sul divano, sulla sedia quella comoda, al pub, al baretto sotto casa, sul divano scomodo dell’amico che ci ha invitati insieme a tanta altra gente (ma non potevo restare a casa mia? Qui ci stanno pure romanisti), in macchina con la radio, tutti tiferemo Lazio, tutti. Tutti urleremo, soffriremo, spereremo, magari esulteremo, tiferemo affinché la Lazio vinca la partita. Tutti noi laziali lo faremo, nessuno escluso. Questo è fuori discussione.
Però a volte quel cattivone del cervello vuole farci impazzire e cerca di ammutolire il cuore, portandoci alla mente diversi dubbi. Nella settimana post sconfitta con l’Atalanta i laziali sentono l’amaro in bocca, nonostante una finale da giocare il 15 maggio. Amaro in bocca perché la stagione non è andata esattamente come doveva, perché dopo l’eterna delusione dell’anno precedente ci si aspettava una rivincita, perché l’Europa League è stata più cattiva del solito e ci ha sbattuti fuori quasi subito, senza colpo ferire, perché non ci siamo divertiti e ci sentiamo spenti come il gioco espresso dalla Lazio quest’anno. Insomma, le ragioni per essere delusi non mancano. Piovono polemiche su Inzaghi, sui singoli giocatori che non hanno reso, si parla addirittura di cacciare Immobile via a calci nel sedere (i laziali sono sempre stati molto irascibili), qualcuno chiede a gran voce una rivoluzione. Una rivoluzione, che forse è arrivato il momento di attuare.
Comunque tiferemo Lazio.
E’ dato oggettivo che la Lazio sono diversi anni che non riesce a tirare su una squadra in grado di lottare per la Champions League, obiettivo dichiarato a inizio stagione, nonostante riesca ad avvicinarcisi sempre vuoi per meriti dell’allenatore, per esplosione di giocatori o per anni di grazia. Ma poi, non ci arriva mai. E forse per questo motivo bisognerebbe iniziare a interrogarsi su cosa va cambiato, lasciar andare (o magari proprio cacciare) giocatori non adatti e rifondare tutto da zero, partendo da quelle poche cose buone, e comunque ce ne sono, che hanno funzionato e attorno alle quali si può costruire qualcosa di nuovo.
Comunque tiferemo Lazio.
La società ogni tanto ci prova, a fare le rivoluzioni, soprattutto in seguito ad annate fallimentari. Come lo è questa, con la Lazio al momento fuori anche dall’Europa. Manca però la Coppa Italia, quella che ci piace tanto, che ci manderebbe in Europa e porterebbe un trofeo, cosa che molte altre squadre non vincono da anni. Insomma, darebbe quella gioia finale in seguito a una stagione di delusioni. Però potrebbe mascherare la realtà, creare alibi del tipo “STAGIONE SALVATA, e ora via con la prossima”, nascondendo ancora quei problemi che, nonostante le vittorie, rimangono sempre lì. E vanno risolti, prima o poi.
Comunque tiferemo Lazio.
Però…
Dopo una stagione quasi totalmente da buttare via la Lazio non può appigliarsi solo ad un’eventuale vittoria della Coppa Italia, sarebbe anche ora che affrontasse i problemi, cercasse di capire REALMENTE che cosa vuole essere, attuare una vera e propria rivoluzione, prendendo in mano le redini del proprio futuro senza doverlo sempre affidare alla sorte. Se la Lazio perdesse in finale la stagione sarebbe totalmente fallimentare e quasi certamente smuoverebbe qualcosa, sancirebbe il fallimento di un progetto iniziato anni fa che non ha portato a nulla. Alla Lazio, dispiace dirlo, servirebbe una bella botta, perché evidentemente quella dell’anno scorso non è bastata. Alla Lazio una sconfitta in finale potrebbe, paradossalmente, aiutare.
Ma noi siamo tifosi, ragioniamo con il cuore, e
comunque tiferemo Lazio.
