Abbiamo ancora stampato nella memoria quanto accaduto nella scorsa giornata di campionato: la Lazio che sbanca il fortino dell’Allianz Stadium, in rimonta, e che dopo 15 anni riesce a sconfiggere la Juventus. Quello che ha stupito particolarmente gli addetti ai lavori è stata proprio la reazione della squadra capitolina. Infatti, durante questo Juventus-Lazio la partita è stata completamente capovolta all’inizio del secondo tempo, come non era (quasi) mai successo a favore della compagine biancoceleste. Soprattutto, non era mai successo contro un avversario come la Juventus: cos’è successo in quest’intervallo, per ribaltare completamente l’andamento di Juventus-Lazio?
Se anche voi ve lo state chiedendo, noi abbiamo la risposta in esclusiva assoluta. Abbiamo indagato a lungo, per cercare di scoprire quello che è davvero accaduto in quei quindici minuti decisivi. E siamo giunti a cinque ipotesi. Tutte assolutamente verissime, fidatevi.
Prima ipotesi
I calciatori della Lazio sono appena rientrati nel loro spogliatoio, delusi dal risultato parziale. All’improvviso, entra una figura misteriosa, e nel silenzio generale, si rivolge ai giocatori dicendo “Figli di Formello! Io sono Fortuna Wallace!’. Tutti rimangono sorpresi, ma si sente subito uno, confondendosi tra la folla, rispondere “Fortuna Wallace è alto due metri!”
“Sì, l’ho sentito dire. E ferma gli avversari a centinaia. E se ora fosse qui, distruggerebbe gli juventini con rilanci di fuoco dagli occhi, e stop tonanti dal c**o. Sono io Fortuna Wallace, ed ho dinnanzi ai miei occhi una squadra di miei compatrioti, decisi a sfidare la tirannia. Siete venuti a giocare da uomini liberi, e uomini liberi siete! Senza libertà cosa farete, giocherete?”
“No, non giocherò! Contro quelli? No, fuggiremo, e resteremo sani.”
“Certo, chi gioca può infortunarsi, chi fugge resta sano…almeno per un po’. Agonizzanti in Paideia, fra molti anni da adesso: siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i contratti che avrete avuto a partire da oggi per avere l’occasione, solo un’altra occasione, di tornare qui sul campo per urlare ai nostri nemici che possono pure toglierci la vittoria, ma non ci toglieranno mai la Milinkocrazia?”

Seconda ipotesi
In realtà è successo qualcosa anche nello spogliatoio bianconero. Infatti, visto che il risultato dopo i primi quarantacinque minuti di Juventus-Lazio vede la squadra di casa in vantaggio per 1 a 0, Massimiliano Allegri cerca un modo semplice per mantenere il controllo della partita. Uno dei suoi collaboratori gli fa notare una caratteristica degli avversari: la Lazio è una squadra forte fisicamente.
Subito dopo, Allegri riceve un messaggio via Whatsapp: “Ciao Max, per difenderti ti conviene mettere la squadra a zona. Fidati. N“. Infatti, per evitare il contropiede, i giocatori della Juventus devono evitare che i giocatori della Lazio abbiano spazio per giocare. Difesa alta, e così la manovra avversaria sarà certamente bloccata. Non possono giocare in velocità.
Possiamo quindi rivedere la reazione della difesa juventina al rigore per la Lazio:

Terza ipotesi
Simone Inzaghi ha visto la sua squadra giocare bene nel primo tempo, nonostante sembrasse bloccata dal punto di vista mentale. E allora decide di utilizzare tutto il tempo dell’intervallo non per dare indicazioni tattiche, ma solamente per confortare e spronare i suoi giocatori.
Inzaghi parla con i suoi, cerca di convincerli che possono realizzare l’impresa, ma non sembra essere riuscito nel suo intento. Non demorde, ma manca pochissimo al rientro in campo. E allora prende la parola capitan Lulic. Che si rivolge alla squadra con delle parole semplici, ma destinate a cambiare per sempre questo Juventus-Lazio: “INVECE DI FARE PASSAGGI SEGNATE, ZIO CANE!”
L'inno della Lazio cantato dai giocatori dopo Juventus-Lazio
Quando la baldoria prende il sopravvento e i festeggiamenti vanno troppo sopra le righe, ci pensa capitan Lulic a ristabilire l'ordine.INVECE DI FARE VIDEO CANTATE, ZIO CANE
Pubblicato da Top&Flop Lazio su Sabato 14 ottobre 2017
Quarta ipotesi
In realtà nell’intervallo non è successo niente di particolare, la Lazio non ha cambiato niente. Almeno, nessuno ha notato niente. I giocatori erano gli stessi undici di partenza. Ed era proprio quello che volevano farvi credere.
Perchè in realtà nel primo tempo la Lazio non ha schierato alcuni dei suoi giocatori, ma dei loro sosia. Alcuni giocatori veri non erano in campo, erano presenti degli impostori. Alcuni giocatori hanno approfittato dell’orario per vistare alcune abitazioni in vendita a Torino, dato il loro quasi scontato approdo alla Juventus nelle prossime sessioni di calciomercato. Giusto per fare due nomi, Milinkovic-Savic e de Vrij erano impegnati fino alle 18.30 in un giro di perlustrazione lungo corso San Maurizio, raggiunti poco dopo dal mister Inzaghi. Tutti loro sono ormai in dirittura d’arrivo alla corte di Agnelli.
Poi dopo, si sono ricordati che al momento sono ancora tesserati della Lazio, hanno ripreso il loro posto, chi in campo e chi in panchina e si sono impegnati. Certamente non si sono dannati l’anima per danneggiare la loro futura squadra, anzi, avranno cercato di favorirla il più possibile…
Quinta ipotesi
Nell’intervallo Simone Inzaghi si è limitato giusto a dare qualche accorgimento tattico alla sua squadra: nonostante lo svantaggio al termine del primo tempo infatti, c’era tranquillamente modo e tempo di recuperare.
Dopo aver rinfrancato e motivato i suoi giocatori, Inzaghi ha svelato il piano: sfruttare le crepe che stava mostrando il centrocampo della Juventus. Con Khedira lontano dalla migliore forma fisica, e Bentancur affaticato dalla trasferta intercontinentale con la Nazionale uruguaiana, si possono aprire molti più corridoi centrali per le giocate di Milinkovic-Savic e Luis Alberto. Questi due giocatori, non più controllati a dovere dagli avversari, hanno modo di ricevere il pallone, dialogare con Immobile e attirare fuori posizione i centrali difensivi della Juventus.
Ecco, un’azione ideale sarebbe stata questa:

Però ci sentiamo di escludere questa ipotesi: sembra alquanto improbabile, per nulla veritiera e molto campata per aria.
(Attenzione: nel realizzare questo articolo non si è abusato in precedenza di cassoeula)
