Liberamente tratta da ‘Mio fratello è figlio unico’ di Rino Gaetano
Jordan Lukaku è figlio unico perché non ha mai trovato il coraggio di fare il terzino
D’altronde Jordan Lukaku è stato acquistato dalla Lazio proprio per questo motivo: essere il terzino titolare. Solo che lui non è un terzino. Non sembra nemmeno un calciatore, non è quella la sua natura. No, in realtà la sua vocazione è l’agricoltura. Arare la fascia come se fosse un campo agricolo. Correre, linea di fondo, girarsi. Correre, linea di fondo, girarsi. Ripetere all’infinito.
Inarrestabile, come la corrente di un fiume. Come la corrente della Schelda, il fiume che bagna Anversa, Antwerp in fiammingo, la più grande città delle Fiandre. La città in cui è nato e cresciuto. O come la corrente del Congo, fiume che dà il nome alla nazione di origine della famiglia Lukaku, con il capostipite Roger, ex calciatore professionista.

Non può essere imbrigliato in un ruolo solo, no. Non può avere qualcun altro davanti a sè, che ne limiti la corsa. La fascia è sua, completamente, esclusivamente sua (e non stiamo parlando di quella da capitano). Ma questo Jordan Lukaku non lo sa, e allora si mette a completa disposizione anche in difesa. Con la sua corsa, e la sua progressione insuperabile.

E non ha mai viaggiato in seconda classe sul rapido Roma-Pescara
Eppure avremmo anche dei dubbi. Perchè il treno sembra prenderlo ogni volta che scende in campo. Appena prende la palla, si timbra il biglietto e parte il treno della fascia. Niente da fare per gli avversari, possono sperare solo in un controllore e in un biglietto pluritimbrato.
L’esempio più recente è freschissimo nella memoria di tutti. Supercoppa Italiana, 14 Agosto 2017. Minuto di gioco 93. Prima partita della stagione. Un trofeo in palio. E Jordan Lukaku decide di ergersi a protagonista.

Lascia lì De Sciglio, troppo umano per lui. Un confronto impari. Perchè da una parte c’è Predator, e dall’altra un comune umano. Che si sa, in Alien vs. Predator non durano molto. Ma De Sciglio può consolarsi, non è certo l’unico a soccombere di fronte a una tale tracotanza atletica.

Qua è invece Lorenzo De Silvestri a subire la stessa sorte che infligge anche lui agli avversari. Completamente bruciato, non puoi che lasciar passare il treno. Non puoi mica fermarlo con semplicità. Puoi buttarlo giù, anche in area (ed evitare il rigore non si sa come). Ma Jordan Lukaku si rialza subito.

Con quella nonchalance derivata da uno strapotere fisico assoluto. A livello atletico, di un’altra categoria rispetto agli altri. Quasi come l’altro Jordan, Michael, che è leggermente più famoso. E, soprattutto, che gli alieni li ha sconfitti per salvare la Terra.
E non ha mai criticato un calciatore senza prima, prima vederlo.
Perchè c’è una cosa in cui noi tifosi laziali siamo maestri assoluti, i numeri uno al mondo. Cioè criticare aprioristicamente qualsiasi nuovo acquisto. Ed è stato così anche per Jordan Lukaku, figuriamoci.
D’altronde, se tuo fratello maggiore è uno degli attaccanti più forti al mondo, verrai sempre confrontato e paragonato a lui. E il confronto non sarà certo favorevole per te. Sarà per questo che Simone Inzaghi ha capito subito Jordan Lukaku, e viceversa.
Ma alla notizia ‘Colpo Lazio: preso Lukaku‘, il tifoso laziale sperava fosse stato acquistato Romelu. E quando arriva Jordan, la delusione è palpabile. ‘Abbiamo preso il fratello scarso‘, si diceva. ‘Adesso cosa ci facciamo con questo?‘, si diceva. Perchè il giudizio era quello: solo il fratello era forte. Jordan, no. Come tutti i nuovi acquisti della Lazio, deve passare necessariamente dalla fase ‘abbiamo preso una pippa‘. E invece.
E invece no. Perchè Jordan Lukaku è un treno. E dopo un periodo iniziale di ambientamento, inizia a mostrare il suo valore. Prima come terzino. Per poi diventare devastante come esterno a tutta fascia. Il ruolo che gli calza più a pennello. Che soddisfa la sua natura.
Adesso, non c’è nessuno che lo critica pesantemente. Tutti ne sono conquistati. Dalla sua corsa, dalla sua potenza, dalla sua falcata. Adesso sono tutti più che contenti del suo arrivo.
Perché è convinto che nella Supercoppa sta il segreto della felicità
😍😍😍
Pubblicato da AmanteDellaBola su Domenica 13 agosto 2017
Basta vedere la sua espressione con in mano la Supercoppa: felice come un bambino. Lui, che ne è stato protagonista e tra gli artefici principali. Come un bambino che è convinto ‘che Hamsik non può passare alla Giana Erminio‘. Come un bambino che ha davvero scoperto il segreto della felicità. È palese: la felicità per Jordan è correre. Sempre e comunque. Dal primo all’ultimo minuto. Correre via dai pregiudizi sull’essere il fratello minore. Perchè Jordan Lukaku è figlio unico.
