Al 19’ minuto del secondo tempo di un insidioso Bologna-Lazio, Inzaghi sostituisce Lulic e fa entrare Lukaku. Il bosniaco non sembra aver preso bene la sostituzione, tanto che uscendo dal campo ha qualcosa da ridire puntando dritto il dito verso la postazione dell’allenatore biancoceleste, proferendo parole che non ci è lecito sapere. E forse è meglio così.
Inzaghi dal canto suo lo fissa intensamente, sembra quasi incantato in un miscuglio di sensazioni che lo paralizzano e non gli consentono alcuna reazione netta, se non uno sguardo duro che apre a mille interpretazioni. Siamo sicuri che non sia successo nulla di grave e che sia già tutto risolto. Quantomeno ce lo auguriamo dato, che il buon andamento della squadra non può essere macchiato da questi episodi. Nell’attesa che la questione si risolva, cosa può essere successo realmente? Cosa si cela dietro questo sguardo perplesso di mister Inzaghi?
Proviamo ad immaginare cosa passava per la mente di mister Inzaghi, ad interpretare quello sguardo all’apparenza indecifrabile. Ecco alcune congetture più o meno verosimili, diciamo quanto una tripletta di Caicedo o un’uscita in bello stile del bellissimo Patric Gabarròn:
IPOTESI NUMERO 1
La furia di Lulic aveva tutta l’aria di una dichiarazione di guerra bella e buona. Inzaghi non ne ha certezza, però meglio prevenire che curare dunque ha iniziato a ragionare. E se il mister in quello sguardo stava pensando ai combattenti da assoldare per lo scontro con Lulic? Meglio prevenire un’eventuale guerra civile che potrebbe passare alla storia come la PRIMA GUERRA CIVILE DI FORMELLO, dunque si è messo subito a ragionare da buon stratega qual è. Stavolta non per la prossima mossa tattica da apportare alla gara, ma per l’esercito da costruire, da mettere in piedi per battere la banda del furioso Lulic (che annovera al suo interno nomi illustri come Lorik Cana e Stefan Radu). Ecco allora che le vecchie conoscenze di Simone possono tornare utili, meglio chiamare qualche vecchio amico come Sinisa Mihajlovic, Paolo Di Canio, Angelo Peruzzi. Ma è uno il nome che spicca nella mente di Simone, ha bisogno sicuramente del poderoso Jaap Stam. Lulic è avvisato:
IPOTESI NUMERO 2
Il cambio è fatto, Lulic s’infuria e va verso la panchina. Inzaghi lo fissa intensamente. In realtà, Inzaghi non stava minimamente percependo l’accaduto. Stava ragionando su qualcos’altro. Forse rifletteva sui deliziosi stop a seguire del bosniaco e sulla qualità dei suoi interventi. L’ipotesi è questa: Inzaghi è così perfezionista che stava cercando di pensare a come poter migliorare la qualità del controllo palla del suo capitano nei futuri allenamenti, nemmeno pensava a ciò che stava dicendo Lulic in quell’impeto di rabbia, tanto dopo la partita tutto si sarebbe sistemato: il mister ha grande fiducia nel suo giocatore e nella coesione del suo spogliatoio. Il mister stava pensando, quindi, a lavorare sugli errori e fare in modo che non si verifichino più.
IPOTESI NUMERO 3
Un’altra ipotesi è che Inzaghi abbia Lulic al fantacalcio. D’altronde è un gioco che ha ormai spopolato, chi ci dice che Inzaghi e gli altri membri della società non abbiano potuto creare una lega di fantacalcio, così, tanto per divertirsi? Immaginiamo dunque prima l’estasi di Inzaghi per il +3 di Lulic, con il furbissimo gol messo a segno nel primo tempo, poi l’amarezza dell’autogol e quindi il nulla di fatto in termini di bonus. Inoltre, il mister nell’ultima giornata giocava contro il ds Igli Tare, che ha in rosa Milinkovic-Savic. Ecco, ora che abbiamo immaginato tutto ciò, si comprende benissimo lo sguardo glaciale di Inzaghi al suo giocatore: non solo mi fai perdere al fantacalcio nello scontro diretto con Tare primo in classifica, ti arrabbi pure? Il mister sconsolato si limita solo a guardarlo male, intanto Tare in tribuna gongola. Il più +3 è servito e probabilmente anche la vittoria.
IPOTESI NUMERO 4
Non ci risulta che Inzaghi sia un tipo amante dei social network, anzi: non si hanno sue notizie dal mondo social se non dagli account della moglie Gaia. Se però fosse un’amante di videocamere e di regia? Magari da piccolo Simone, oltre al sogno di giocare a calcio e di allenare, aveva anche quello di diventare un famoso regista. E se avesse, perciò, la mania di filmare i momenti più belli che lo vede coinvolto con la sua squadra? Così, giusto per coltivare questo hobby. Quale momento è stato il più bello, se non l’armonia e la gioia del ritorno in pullman contro la Juventus, quando tutta la squadra e lo staff intonavano la note dell’inno della Lazio? Ebbene sì, Inzaghi stava “Facendo video invece di cantare”. Quando Lulic lo ha scoperto non ci ha visto più, e nel momento della sostituzione ha sfoderato tutto il suo disappunto con quella rabbia verso la panchina. Inzaghi lo fissa un po’ intimorito: d’altronde Lulic era stato chiaro, bisognava cantare, non filmare. Il mister, riconosciuto il suo errore, non ha coraggio di proferire parole e rimane impassibile.
IPOTESI NUMERI 5
Forse non dobbiamo essere così fantasiosi per lanciare questa ipotesi. Inzaghi è della Lazio, prima della partita col Nizza aveva dichiarato: “Sono qui da 19 anni e sono laziale a tutti gli effetti, è un senso di appartenenza molto forte che cerco di trasmettere ai miei giocatori.” Be’, un laziale come può non amare il suo capitan Lulic dopo il gol storico che ha messo a segno in quello storico 26 maggio del 2013? Lulic ha un grande merito: ci ha resi partecipi del più bel sogno immaginabile, trasformato in una meravigliosa realtà. Lulic ci ha fatto vedere con i nostri occhi una Coppa alzata contro la Roma, come si può non esserne riconoscenti? Quello sguardo fisso del mister di fronte alla furia del suo giocatore può essere spiegata anche così dunque: “Stai esagerando è vero, ti stai comportando male, è vero. Però Lulic mio, te se ama”.
Articolo a cura di Giovanni Manco





