Archiviata positivamente la questione Europa League, è già tempo di campionato per la Lazio che affronterà a Reggio Emilia il Sassuolo di De Zerbi, nell’ultima partita prima dell’ennesima noia mortale chiamata anche “sosta per le Nazionali”, a seconda dei gusti. Il match di domenica (ore 18) metterà a confronto due allenatori diversi nello stile, ma vicini nelle idee di calcio, sempre propositivo e di qualità. Da quando siedono in panchina, sono tre i precedenti tra Inzaghi e De Zerbi, tutti piuttosto amari per l’ex giocatore del Napoli, che a Palermo si è visto esonerare dopo lo 0-1 in casa contro la Lazio, e che alla guida del Benevento ha incassato le due sconfitte più larghe della sua carriera da allenatore in Serie A, 1-5 in casa e 6-2 all’Olimpico. Insomma, pur senza aver fatto trapelare nulla, noi siamo sicuri che per De Zerbi quella con Inzaghi non sia una partita come tutte le altre e che ci sia aria di sfida. Per questo ci siamo posti una domanda di fondamentale importanza: chi è più bello tra i due?
Si sa, la bellezza è una qualità che vive di mille sfaccettature, e come tale possiamo fare un parallelismo tra i due prendendo i considerazione diversi canoni di bellezza (spoiler, alla fine vince sempre Inzaghi):
Bellezza calcistica (da allenatore)
Non sembra, ma questo articolo vuole parlare (anche) di calcio. E allora iniziamo proprio da lì, chi rende le proprie squadre più belle da vedere? Essendo molto giovani, entrambi hanno un’idea di calcio moderna, ma che raccontano sul campo in modi diversi. Mentre Inzaghi ha deliziato tutti con la sua Lazio versione 2017/18, una banda perfetta plasmata su un 3-5-2 tutto scambi stretti e passaggi in verticale, De Zerbi è un mix tra Zeman e Guardiola (dopo questa sappiamo che la tentazione di chiudere la pagina è molto forte, ma lasciateci spiegare).
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L’allenatore del Sassuolo ha infatti sempre costruito le proprie squadre sul palleggio, 4-3-3, qualità e tante reti segnate. I pessimi risultati ottenuti a Palermo sono figli del peggior Zamparini, e la retrocessione a Benevento va più che altro ricercata nella classifica dei campani, a 0 punti dopo 9 giornate al momento del suo arrivo. È proprio con i giallorossi che De Zerbi si mette in mostra, non rinunciando mai alla propria filosofia di gioco anche se fanalino di coda della Serie A, ed oggi a Sassuolo è riuscito nell’impresa di mettere in ombra Federica Nargi e Melissa Satta, basta chiedere, sono tutti pazzi di lui. Dalla sua Simone ha però i risultati, certo ottenuti con giocatori di ben altro calibro rispetto al rivale (Magnanelli levati che passa Sergej), ma la scorsa stagione ha incantato tutta Italia rendendo la sua Lazio forse la compagine più luminescente del campionato, e arrivando ad un passo dalla qualificazione in Champions, con una rosa sulla carta inferiore agli avversari. Fino ad oggi non c’è partita, Inzaghi è un allenatore più bello.
Bellezza calcistica (da giocatore)
Se entrambi sono al momento due giovani allenatori in ascesa, in passato (come spesso accade) sono stati dei calciatori professionisti. La loro carriera parte in modo molto simile, tutti e due hanno infatti superato un periodo di gavetta nelle serie minori, Inzaghi come attaccante dalla buona tecnica (si diceva fosse più forte del fratello, ma ahinoi non fu così) e De Zerbi da trequartista dotato di discreta visione. La differenza netta sta nel fatto che Simone sfruttò la sua grande occasione alla Lazio, vincendo tutto o quasi nel 99/2000, e a quel punto sì che sembrava più forte di Pippo, a cui ha scucito uno scudetto già vinto, ma questa è un’altra storia. Nonostante annate difficili e diversi infortuni, Inzaghi rimane tutt’ora il miglior marcatore europeo della Lazio con 20 gol, in attesa che Immobile distrugga anche questo record. De Zerbi invece non calcò mai i campi della Serie A, il Napoli non credette mai veramente in lui e lo spedì in Romania, dove vinse due campionati con il Cluj, bello sì, ma mica tanto. Inzaghi è stato decisamente un calciatore più bello.
Stile nel vestire (in panchina)
Parliamoci chiaro, avere indosso i colori del cielo e lo stemma della Lazio renderebbe figo anche Carlo Mazzone, ma di certo Simone li porta con una tale eleganza che bisogna dargliene atto. De Zerbi è un po’ tamarro, con quei capelli ingellati che fanno tanto 2004 e vestito sempre di nero. Giacca nera con sotto maglioncino a collo alto nero, o camicia nera sbottonata in cima con le maniche tirate su, così si entra difficilmente anche in discoteca. Vogliamo veramente paragonarlo alla perfetta aplomb di Inzaghi? Giacca della Lazio, camicia bianca e cravatta della Lazio. Per non vederlo in giacca è servito il freddo di Kiev, sempre preciso e di tutto punto, diciamocelo padri laziali, chi non lo presenterebbe alla propria figlia? Probabilmente solo sua moglie Gaia. Ha molto più stile Inzaghi di De Zerbi.
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Bellezza fisica
Partiamo dal presupposto che avere Alessia Marcuzzi nel proprio palmares non è da tutti, e quindi ancora una volta Simoncino parte avvantaggiato. Certo è che nel corso degli anni vediamo un Simone Inzaghi uguale a se stesso, quel ragazzo di 20 anni fa dai capelli lunghi e pulito in viso in arrivo da Piacenza, è lo stesso di oggi, a cui manca solo la fascetta, imprescindibile un tempo, e con in aggiunta un po’ di pancetta, qualche capello bianco e il doppio mento. Diamo a Cesare quel che è di Cesare e diciamo che De Zerbi è più al passo coi tempi, capelli corti e barba (nera, anche quella) curatissima, ma un singolo mento, decisamente meno affascinante di quello di Simone. E forse sarà proprio quel non essere mai cambiato nel corso degli anni, se non per la feroce lazialità inevitabilmente sviluppata, a rendere Simone Inzaghi bellissimo agli occhi del tifoso laziale. È come veder trasportato uno degli eroi del 2000 direttamente sulla panchina della Lazio, non ce ne voglia De Zerbi, ma Inzaghi è troppo bello.
Articolo a cura di Francesco Mattogno

Non c’è storia…..Simone 5 a 0