Partita elettrica quella tra Lazio e Milan. Il Tucu agguanta il pareggio a pochi istanti dalla fine, ma il vero protagonista di giornata non è sceso in campo. Anche se avrebbe tanto voluto farlo.
Simone Inzaghi wordt gek langs de kant van het veld en weet niet of hij z'n jasje nu kwaad op de grond moet gooien of toch maar aan moet houden omdat het hondenweer is in Rome. #LazioMilan pic.twitter.com/F9xtXwW1kG
— Wesley Victor Mak (@WesleyVictorM) November 25, 2018
(eccolo intento ad entrare al posto di Immobile, salvo poi ricordarsi di essere il mister)
Simone Inzaghi sfodera una prestazione tutto cuore e polmoni. Aiutato anche dalla mancanza delle righe che delimitano l’area tecnica, corre sulla fascia e si fa trovare sempre pronto sulla destra nella prima frazione. Al contrario di Marusic. Mani nei capelli ad ogni azione da gol buttata nel Tevere e ansia tachicardica sul palo di Calhanoglu. Simoncino dimostra di essere in partita più di un Lazio-Marsiglia di qualche anno fa.
Questa è la sua reazione al missile terra-aria scagliato da Marusic in area di rigore. Nonostante l’errore grossolano con Ciro solo a porta vuota, lo vediamo reagire con la sua solita compostezza.
Ok ma stai calmo, Simo.#inzaghi #LazioMilan #occasione #sbroccata pic.twitter.com/bbeZR1BFu6
— Federico Marchetti (@FMarchetti18) November 25, 2018
La gara si fa nervosa con i suoi ragazzi che non riescono a trovare la via del gol. Anzi. Lo subiscono. E allora anche lui inizia a lottare. Prima con Calvarese, che prova a marcarlo stretto ma che rinuncia all’ennesimo scatto oltre l’area tecnica. Poi con Banti. Le divergenze di veduta sul tocco di mano in area di rigore, lo spingono a dire qualcosa di troppo una volta trovato il pareggio. Banti è permaloso e lo manda sotto la doccia. Pardon, nel tunnel.
È lì che Simone si fa portavoce di ognuno di noi. Come quando la mamma ci invitava a rientrare per cena strappandoci alla partita di calcetto sotto casa. Come quando la professoressa ci chiamava per l’interrogazione scegliendo a caso dal registro, pescando sempre il nostro nome. Inzaghi non ci sta e sceglie di ribellarsi.
"Ehi, sono un arbitro, sei espulso".
No.#inzaghi #LazioMilan #banti #no #nope #espulsione pic.twitter.com/EtxvPt5L6X— Federico Marchetti (@FMarchetti18) November 25, 2018
Poi è stato obbligato a lasciare ugualmente il terreno di gioco, ma che cuore ha Simone Inzaghi?
Articolo a cura di Francesco Mattogno.

Simone uno di noi….ce ne fossero