“Quando decisi di disegnare una storia sui pirati lessi tutti i libri sulla pirateria che riuscii a trovare, tuttavia in nessun documento del passato vi era traccia dei pirati che sognavo da bambino. Suppongo che fossero talmente presi dalle loro avventure da dimenticare di tramandarle ai posteri. Aaaah, quei furfanti dei pirati!”
[amazon_link asins=’B0131FI656′ template=’ProductCarousel’ store=’tofl-21′ marketplace=’IT’ link_id=’8f028335-b5a4-11e7-a801-476ea8c5705a’]
Eppure noi una storia di pirati la conosciamo bene, abbiamo la fortuna di viverla e seguirla ogni fine settimana e vorremmo lasciarne un ricordo per coloro che verranno e per tutti quei bambini che chiederanno ai propri genitori “mi racconti dei pirati?”
“Siediti figliuolo e ascolta…
Abbiamo la fortuna di vivere nell’epoca in cui i pirati sono cambiati, non indossano più uncini sulle mani, non sventolano più bandiere nere con teschi bianchi, non vanno alla ricerca di forzieri pieni d’oro, ma vestono di biancoceleste, vanno alla ricerca di punti, un’aquila come vessillo e navigano nei mari della Serie A. Ecco magari non proprio in nave ma solitamente in treno o in aereo, ma non roviniamo la magia sin da subito. Perché questa Lazio, pilotata dal suo capitano Simone Inzaghi, non si accontenta mai e come i pirati più navigati dopo aver ottenuto un bel bottino riprende la bussola, punta verso nord e riparte alla ricerca di nuove vittorie.
“Dritti alla meta e conquista la preda”
Si saranno accorti tutti, infatti, che merito del successo della Lazio di quest’anno è il trend positivo nelle partite giocate lontano da casa, dispersi per l’Italia e per l’Europa. La Lazio ha ottenuto ben 6 vittorie su 6 andando a depredare le città di Torino (portando a casa un forziere pieno d’oro totalmente inaspettato), Verona (sconfiggendo entrambe le compagini e da bravi pirati non lasciandosi intenerire da Romeo e Giulietta), Genova e poi in Europa la città Arnhem e quella di Nizza.
Decisiva sicuramente è stata la cattiveria infusa dall’allenatore alla sua ciurma, la voglia di non mollare mai e di provare a ribaltare la partita anche dopo essere andati in svantaggio: come successo in modo rocambolesco nel 3 a 2 contro il Genoa o nell’ultima trasferta di campionato a Torino. Un cambio di mentalità che ha portato i biancocelesti ad affrontare in modo diverso le sue partite esterne, attendista ma che sa quando deve prendere in mano il pallino del gioco e provare ad affondare sull’avversario, cosa che ha portato a un totale di ben 10 reti siglate contro le sole 4 subite, 6 a 3 il gap invece in Europa League. Nemmeno casuali i numeri che testimoniano di come per ben 4 volte la Lazio si sia trovata addirittura a dover rimontare il risultato con successo, per 3 volte invece è stata riagganciata in pareggio per poi andare a vincere.
Sono senza dubbio numeri che palesano la compattezza del gruppo e soprattutto la forza mentale di riuscire a leggere le situazioni e a reagire in campi ostili e di difficile conquista. Inzaghi ha sicuramente cambiato la squadra, ha dato la sua impronta e ha forgiato dei pirati che non temono nessuno, non si fermano davanti a rose più attrezzate o a campi di battaglia inespugnabili. I giocatori si aiutano a vicenda e nel momento del bisogno si sostituiscono egregiamente, una squadra che riesce a vincere cambiando continuamente gli interpreti e che fa del gruppo la sua forza.
Una Lazio che ha già quasi raggiunto il numero di vittorie esterne dello scorso anno in Serie A che ammontano a 9.
Una Lazio sempre più forte e consapevole di se stessa.
…figliuolo, questa è la storia dei pirati del ventunesimo secolo che girano l’Europa alla ricerca della loro isola del tesoro.”
