“Saremo più forti del nostro destino”
Recitava così uno striscione esposto a Formello a dicembre. Era appena scoppiata la polemica Var dopo i numerosi errori degli arbitri nel girone d’andata, specialmente con la sfida in casa del Torino. I tifosi avevano spronato la squadra ad essere più forti delle polemiche e dei complotti, esortando la classe arbitrale ad avere un atteggiamento diverso verso la Lazio nel girone di ritorno. In questa stessa settimana, dalla sfida con la Juventus a quella con il Cagliari, sono stati commessi due errori che hanno inciso notevolmente nello score finale.
Proprio contro il Cagliari, la squadra di Inzaghi ha dimostrato di non arrendersi mai, nemmeno davanti ai torti arbitrali. È il minuto 94’, la rabbia e l’amarezza si muovono di pari passo con il cambio di modulo dal 3-5-1-1 al 2-7-1 di stampo colonizzatore più che offensivo. Il risultato sembra ormai consolidarsi su un 2-1 per i padroni di casa che avrebbe sicuramente spezzato il sorriso di tutti, ma non quello di Ciro. Perché se al 94’ minuto Felipe Anderson decide di crossarla al limite dell’area di rigore del Cagliari e tu, tu tra la girata, il numero o il controllo, tu, sempre tu scegli il colpo di tacco con tanto di pallonetto, tu non puoi essere un giocatore normale.
“Niente colpi di tacco”
Il 17 gennaio del 1999 la Lazio sfidava la formazione del Parma in quello che all’epoca era considerato più di un big match. “Niente colpi di tacco” sembra essere il motto impartito da Inzaghi a Milinkovic, quando invece si tratta di una citazione impressa nella storia al contrario scritta da Eriksson a Mancini in quel fatidico match di 19 anni fa. Sull’angolo di Sinisa, Mancini segnò col tacco. Un gol meraviglioso.
I tempi sono diversi, ma questo non ha fermato Ciro, più forte dei suoi stessi tempi: lui è un “romantico”, è fuori dallo stesso tempo in cui gioca e si diverte, in cui non perde la testa. Ma soprattutto non perde le speranze.
Il Lazionatore
Il suo nome è Massimo Decimo Ciro, comandante dell’esercito del Nord, generale della legione biancoceleste, servo dell’unica vera moglie Jessica e ha avuto la sua vendetta, in questa Kiev o nell’altra.
Dopo il pareggio con la Dinamo, il nome di Immobile fatto il giro d’Europa: non per i suoi successi, ma per la beffa del palo colpito all’ultimo respiro di quella gara infernale. Oggi non si può parlare di fortuna così come non si può parlare di Var, di arbitri, di massoneria, di complotti provenienti da oriente e delle colpe del mercato. Oggi si deve portare giustizia al più forte attaccante di questo campionato. Lo dice la classifica marcatori: l’attaccante più forte è Ciro, che in questo campionato ha vissuto crisi su crisi, l’uscita dal mondiale e la spaccatura social con la moglie Jessica e che nonostante tutto, è stato più forte del suo destino.
