Lazio – Atalanta, asse caldo. Quante volte è stato scritto, quante volte è stato letto? In fin dei conti, però, oltre a Etrit Berisha e allo svincolato Abdoulay Konko, Lotito e Percassi finora si saranno scambiati al massimo il cinque fuori alle assemblee di Lega. Comunque, come da tradizione da due estati a questa parte, il calciomercato non è neanche cominciato ufficialmente e il Papu Gomez è già un tormentone come possibile acquisto biancoceleste. E mentre noi stavamo qui a parlarne, prima a snobbarne un po’ l’acquisto, poi a desiderarlo ardentemente dopo la stagione spettacolare dell’Atalanta quarta in campionato, il Papu s’è fatto trentenne. E noi ancora qui a parlarne.
Intendiamoci, vedere Gomez dialogare con Immobile ci piacerebbe, e anche tanto. Un annetto fa impazzava la Papu dance, pensate se la ballasse gente come Stefan Radu o Senad Lulic. O Patric. La Patric dance. Ecco, capite bene che a immaginarci la Patric dance noi non possiamo non volere il Papu a Formello. Ma se si fosse parlato eccessivamente a lungo? Se avessimo aspettato una stagione di troppo per portarlo a Roma? Se il Papu Gomez ora fosse bollito?
La Patric dance vincerebbe il disco di adamantio
Un fattore che a onor del vero va considerato è che la valutazione del Papu è scesa rispetto a quando in quel di Bergamo era considerato il Messi argentino. Ah, anche Messi è argentino? Allora diciamo che Messi è il Papu blaugrana. Comunque, Gomez costa adesso sui 10 milioni, praticamente la metà rispetto alle pretese dello scorso anno dell’Atalanta. Il suo acquisto costerebbe quindi una cifra sicuramente più contenuta se paragonata a quella che la Lazio pensava di mettere sul piatto un’estate fa, circa 15 milioni. Il Papu viene però da un anno un po’ sbiadito, in cui ha messo a tabellino “solo” 6 gol e 12 assist in Serie A. Eppure la Lazio sembra accarezzare ancora l’idea di piazzare l’affondo, per sostituire un Nani che non si è rivelato all’altezza della situazione con un profilo che magari farà sognare meno in grande – ancora ci echeggiano in testa quei “s’annamo a diverti’, Nani Nani“, che poi non s’è divertito neanche lui – ma che conosce la Serie A come le proprie tasche.
Un investimento di 10 milioni su un trentenne non lo fa a cuor leggero nessun club, figuriamoci la Lazio che non ha pagato così tanto neanche Immobile. Al solo pensiero Lotito ha tirato fuori i fogli dei bilanci degli ultimi anni e se li è letti prima di andare a dormire. Si tratterebbe di un esborso importante, che potrebbe ripagare potenzialmente solo per pochi anni a meno che mister Inzaghi non riesca a reinventare il Papu definitivamente come vice Luis Alberto. Ma, ecco che letto in un’altra ottica, l’acquisto di Gomez potrebbe rappresentare l’opera somma della tattica laziale sul mercato: la guerra di logoramento. Due anni di trattative non trattative, due anni di corteggiamenti mai davvero confermati, che alla fine hanno fruttato uno sconto di 10 milioni di euro, nella migliore delle ipotesi. L’Atalanta ha ceduto, l’assedio a oltranza ha funzionato. E nel caso in cui non ci cascassero, ripasseremo ai 31 anni del Papu Gomez.
