Vi abbiamo parlato di Igli Tare come abilissimo scopritore di talenti. Ma questa non è mai stata la sua unica dote. Nonostante la tenacia di molti laziali nel “non dare ad Igli ciò che è di Igli”, il nostro Direttore Sportivo è uno dei più quotati nel panorama internazionale. Vorrà pur dire qualcosa. La sua ultima grande intuizione di mercato, è stata la cessione di Lucas Biglia (preso ad 8 e rivenduto a 20), sostituito da Lucas Leiva costato solo 6 milioni.
Un grande passo in avanti a livello tattico, e oltretutto positivo a bilancio.
Boom, baby.
Partendo da questo presupposto, appare a dir poco inaspettata la situazione che si è venuta a creare in questa sessione di gennaio. La Lazio deve infatti fronteggiare “l’emergenza” scontenti, con ben quattro calciatori già pronti a salutare la Capitale: Badelj, Berisha, Caceres e Durmisi. Tutti acquisti sulla carta utili per ampliare e dare profondità alla rosa, e tutti innesti di una certa qualità (sappiamo cosa state pensando, non vorrete mica discriminare Durmisi?). Che Igli abbia sbagliato il mercato?
Il calcio giocato sulla carta lascia il tempo che trova. Possiamo dire che assomigli ad un hamburger vegano: sicuramente interessante e dal gusto speziato, ma indiscutibilmente lontano da quello vero. Ognuno si sarebbe aspettato maggior considerazione. Ma chi per il modulo leggermente estremista di Inzaghi, e chi per infortuni lunghi e ripetuti, nessuno è riuscito a lasciare il segno finora. Tranne quello dei glutei sulla panchina. Quello è ben visibile.
Cerchiamo allora di capire, analizzando caso per caso, il perchè di questa reciproca delusione. Chi resta in panchina non ha mai tutta la ragione, e anche noi siamo scontenti.
Milan Badelj
l vero simbolo di quel salto di qualità (almeno nelle intenzioni) da parte della società, è stato l’acquisto di Badelj. Perchè se Correa andava a sostituire numericamente Anderson, Durmisi un Lukaku ancora ai box (ecc…), l’ex viola rappresentava un plus in quel ruolo che dai tempi della cessione di Ledesma è sempre stato occupato da un unico giocatore. Biglia prima, Leiva poi.
Un colpo al cuore a ripensarci.
Eppure Badelj non è stato in grado di prendersi la scena. Qualche infortunio di troppo, proprio mentre anche Leiva era ai box, ne ha frenato l’avanzata. È difficile però pensare che un giocatore di tale caratura si faccia spaventare da un inizio in salita, e non provi la scalata. Optando per l’uscita più veloce già in questa sessione di mercato.
Resta, e farai grande la Lazio.
Valon Berisha
Avete presente quel cagnaccio incazzoso delle due partite contro il Salisburgo? Oggi è un tenero labrador abbonato alla panchina della Lazio. Il Berisha versione “sono strafatto di Red Bull” siamo riusciti ad ammirarlo solo in quello spezzone contro il Parma. Da lì una discesa mistica verso un ammaestramento quasi volontario. Valon, complici anche per lui diversi stop muscolari, non è riuscito a ritagliarsi lo spazio che avrebbe voluto, e ora mostra tutti i sintomi dell’apatia.
Sguardo spento, sorriso appena accennato, e tanta, tanta nostalgia.
Abbiamo sempre pensato che tu fossi un combattente, e ora te ne vuoi andare così? Senza neanche averci provato veramente? Non è nel tuo stile.
Martin Caceres
Beh, che dire di Caceres? Che non tutti sono come il vino, e migliorino invecchiando. Perchè possiamo parlare di moduli, centrale o terzino, esterno destro o panchinaro sinistro. Ma la realtà dei fatti è che questo ragazzo è semplicemente sembrato inadeguato al livello della Lazio. Farsi sopravanzare nelle gerarchie da Wallace e Bastos in difesa, e da Patric e Marusic sull’esterno, ne è la prova schiacciante.
Dove lo metti lo metti, il risultato è sempre stato una mezza catastrofe. Scommettiamo che qualcuno ricorderà il gol dello svantaggio nell’ultimo derby.
Quindi, al contrario di Badelj e Berisha, Caceres non solo ha avuto più tempo per calarsi nel mondo Lazio (essendo arrivato nello scorso mercato di gennaio), ma ha anche meritato maggiormente di essere escluso. Il suo destino è lontano da Roma, già nei prossimi giorni dovrebbe arrivare l’ufficialità della sua cessione.
L’unico a cui mancherà sarà probabilmente solo Luis Alberto. Speriamo ciò non lo mandi nuovamente in depressione.
Riza Durmisi
La situazione per il piccolo esterno, è un po’ complessa. Non ha mai incantato, è vero. È di qualche giorno fa poi la sua confessione di aver sofferto per tutto il 2018 di problemi alla schiena. Inoltre ci ha pensato l’infortunio al gomito di inizio ottobre a complicare ulteriormente le cose. Insomma, arrivato per rimpiazzare un lungo degente Lukaku, e finito per sostituirlo solo in Paideia. Perdendo il posto da prima riserva di Lulic.
Per lui è concreta l’ipotesi di prestito, e visto il sovraffollamento sulla sinistra, a noi andrebbe bene così.
Questa è l’attuale situazione sugli scontenti di casa Lazio. Forse, più che negli effettivi acquisti di mercato, l’errore della società sta nel non aver fatto capire che la Lazio sia un punto d’arrivo. Se un calciatore cerca una nuova sistemazione così presto, deluso dalla troppa panchina, allora c’è un problema di mentalità. Che non si può restringere al singolo giocatore in casi estesi come questo.
Che dite, ci pensiamo su?
Articolo a cura di Francesco Mattogno




