Search

Il Lukaku oscuro

Jordan Lukaku potrebbe andare via dalla Lazio.

Certo che nell’estate della cessione di Felipe (ormai più di là che di qua), della possibile partenza di Milinkovic (ti prego Sergio non c’abbandonà), e in cui addirittura Immobile ci ha fatto sudare freddo (toccatemi tutto ma non il mio Ciro), quella del rastaman biancoceleste potrebbe sembrare un’operazione minore. Uno di quegli addii che si possono superare, che alla fine è arrivato Durmisi che a Fifa corre tipo troppo quindi Jordan mezzo che se ne può anche andare in Inghilterrra.

Beh, c’è chi non la pensa così. C’è chi si è innamorato di Jordan Lukaku il primo giorno in cui è arrivato alla Lazio. Cuffiette in testa, dred straripanti e la faccia di chi si rende conto troppo tardi che quella non è la strada per Woodstock. La gente parlava di “Lukaku sbagliato”, altri parlavano di un ragazzo con pochi post su Instagram, con il sorriso sempre sulle labbra e una passione forse un po’ troppo sfrenata per le corse automobilistiche.

Un post condiviso da Jordan (@jlukaku94) in data:

Calcolando che gli è costata la patente, sarebbe stato più saggio appassionarsi al curling.
Ma dopotutto, cos’è la vita senza qualche rischio? In macchina come sulla fascia, non c’è autovelox che lo possa contenere. Chiedere a De Sciglio per credere. O forse ve lo siete scordato? No, non credo proprio. Ve la ricordate quella sensazione? Quando allunghi una mano per prendere ciò che ti spetta, ma il fato si mette in mezzo, e tutto sembra perduto. Ahimè, noi laziali lo sappiamo fin troppo bene. E questa stagione ce lo ha ricordato nel modo più crudele.

Allenamento ⚽️

Un post condiviso da Jordan (@jlukaku94) in data:

Ci vuole un eroe, per combattere questi momenti. Ci vuole qualcuno capace di caricarsi un popolo sulle spalle, ci vuole qualcuno che dal nulla, senza senso, cominci a correre, e non si fermi più. Un Forest Gump con più stile, Jordan Lukaku. Perché quell’assist a Murgia è una poesia che noi laziali racconteremo ai nostri figli prima di andare a dormire.

La favola della buonanotte più bella che possa esistere. Quella che ci ha portato a vincere un trofeo, a ridere in faccia alla marea juventina che ti sei trovato contro in qualche malfamato pub di Corfù, con un napoletano che pur non conoscendoti ti urla nell’orecchio “Questa vittoria vale chiù pe’ me che pe’ te”.
Ci sono tante storie legate a quella notte, e ognuno ha la propria. La serba nel cuore come il più prezioso dei tesori. Ma ognuna di queste, non sarebbe potuta esistere senza Jordan Lukaku. L’eroe del momento più buio, “non quello che la Lazio merita, ma quello di cui avevamo bisogno”. Semicit da mille punti.

Si potrebbero fare analisi tecnico-tattiche, e pseudo serie, sul perché Lukaku dovrebbe rimanere alla Lazio. Anzi, sul perché la Lazio dovrebbe fare di tutto per trattenerlo. La verità però è che uno come Jordan ti entra nel cuore e non esce più.
Persino l’amica che di calcio non capisce niente, che ancora chiede se siamo quelli con la maglietta celeste, si è innamorata di quel ragazzone che non siamo assolutamente pronti a salutare.
“Ma quello che corre con i rasta chi è?”
“Quello, cara mia, è Jordan Lukaku. Ed è fortissimo”.

Articolo a cura di Simone Cesarei

Write a response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Laziocrazia.eu © Copyright 2018. All rights reserved.
Close